Il 9 maggio segna l'inizio di una nuova stagione per chi cerca il ritmo lento del camminare. L'Azienda Speciale Centro Italia della Camera di Commercio di Rieti Viterbo ha inaugurato il progetto “Turismo e Cultura 2026”, un calendario di trekking gratuiti che attraversa le province di Rieti e Viterbo.
Non si tratta di semplici escursioni, ma di un invito a riscoprire l'Alto Lazio con la pazienza di chi sa che il territorio si racconta solo a chi ha tempo di ascoltarlo.
Il richiamo di Vulci: quando l'Etruria incontra il cinema
Il primo appuntamento conduce nel Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci, dove il fiume Fiora ha scavato nei secoli il suo corso tra le rovine dell'antica città etrusca. Il percorso si snoda per circa undici chilometri, con un dislivello contenuto di centocinquanta metri, attraversando sentieri che collegano i resti archeologici al Laghetto del Pellicone.
Questo specchio d'acqua, circondato da un'alta scogliera di tufo, ha fatto da sfondo a diverse produzioni cinematografiche italiane negli anni passati, come “Tre uomini e una gamba” o “Non ci resta che piangere“, confermando la suggestione di un paesaggio che sembra sospeso tra storia e leggenda.
Il castello dell'Abbadia, punto di ritrovo per i camminatori, domina la valle del Fiora e custodisce i reperti del museo archeologico nazionale. Da qui, i sentieri conducono attraverso necropoli etrusche e resti di mura megalitiche, mentre il verde della macchia mediterranea accompagna ogni passo.
Tuscania e le forre di Corchiano: pietra e tufo raccontano millenni
Il calendario prosegue il 23 maggio con Tuscania, dove il percorso urbano e paesaggistico attraversa vicoli medievali e affacci panoramici sulla campagna circostante. La città conserva nelle sue pietre la stratificazione dei secoli: dalle torri medievali alle chiese romaniche di San Pietro e Santa Maria Maggiore, fino agli scorci che si aprono verso la Maremma laziale.
Il 6 giugno è la volta delle Forre di Corchiano, un itinerario che si immerge nelle gole tufacee scavate dai corsi d'acqua.
Qui le antiche vie cave etrusche testimoniano come questi popoli abbiano saputo modellare il paesaggio secondo le proprie necessità. I sentieri si insinuano tra pareti di tufo alte decine di metri, creando corridoi naturali dove l'eco dei passi si mescola al suono dell'acqua che ancora scorre.
La cucina dell'Alto Lazio: tradizioni che si tramandano nei borghi
Ogni trekking prevede momenti di sosta dove assaporare le specialità locali. La cucina dell'Alto Lazio affonda le radici nella tradizione contadina e pastorale: dall'acquacotta maremmana, zuppa povera arricchita da erbe selvatiche, ai pici all'aglione, pasta fatta a mano tipica della zona di Viterbo.
Nelle trattorie di paese si trovano ancora i piatti della tradizione etrusca rivisitati nei secoli: il cinghiale in umido, preparato con le erbe aromatiche dei boschi circostanti, e i formaggi pecorini stagionati nelle grotte tufacee.
Le cantine del territorio producono vini che nascono da vitigni autoctoni come l'aleatico di Gradoli e il moscato di Terracina, accompagnati dai più diffusi “Est! Est!! Est!!!” di Montefiascone, la cui leggenda si intreccia con quella del vescovo Fugger e delle sue scorribande enogastronomiche medievali.
Il turismo di prossimità: una scelta consapevole per il territorio
La rinascita del turismo a piedi nell'Alto Lazio risponde a un'esigenza sempre più diffusa di rallentare e di scegliere destinazioni vicine ma poco battute. La partecipazione gratuita agli itinerari, con prenotazione obbligatoria, privilegia i residenti fuori provincia e chi non ha mai partecipato alle precedenti iniziative, favorendo così la scoperta autentica del territorio da parte di nuovi visitatori.
L'Azienda Speciale Centro Italia coordina le escursioni con guide ambientali escursionistiche certificate AIGAE, garantendo sia la sicurezza che la qualità dell'esperienza.
Ogni trekking diventa così un'occasione di turismo lento e consapevole, dove il passo del camminatore si adatta ai ritmi naturali del paesaggio.
Verso Rieti: i cammini della Sabina tra annunci e attese
Mentre le date del Viterbese sono già definite, quelle della provincia di Rieti verranno annunciate nei prossimi giorni. La Sabina offre scenari diversi ma altrettanto suggestivi: dai monti Reatini alle valle del Velino, dai santuari francescani di Greccio e Fonte Colombo ai borghi medievali arroccati sui colli. Anche qui il territorio conserva tracce etrusche e romane, ma è soprattutto la tradizione benedettina e francescana ad aver modellato il paesaggio culturale.
L'Alto Lazio si propone come meta ideale per chi cerca un turismo diverso, fatto di cammini che seguono i ritmi della natura e della storia. I trekking del 2026 non sono solo escursioni, ma inviti a riscoprire il piacere del camminare lento, dove ogni passo diventa un dialogo con il territorio.
In un'epoca di destinazioni affollate e itinerari consumati dalla massa, questi sentieri offrono ancora il lusso della scoperta autentica e del silenzio che permette di ascoltare le voci della storia.







