Manca poco al momento in cui l’Italia diventerà il centro del mondo sportivo. Ma prima che l’ultimo tedoforo faccia il suo ingresso trionfale a San Siro, c’è un rito millenario che deve compiersi. La Fiamma Olimpica non è un semplice fuoco: è un legame fisico che unisce il sole della Grecia alle nevi delle Dolomiti.
Ma come viene accesa? E come fa a resistere a bufere di neve e voli aerei senza mai spegnersi? Scopriamo i segreti della “luce” di Milano-Cortina 2026.
Il rito di Olimpia: un’accensione “divina”
Tutto inizia in Grecia, nel sito archeologico di Olimpia, davanti alle rovine del Tempio di Hera. Qui non si usano fiammiferi o accendini moderni. Seguendo una tradizione purissima, la fiamma viene generata dai raggi del sole.
Una “Sacerdotessa” (un’attrice greca) utilizza uno specchio parabolico d’acciaio che concentra i raggi solari in un unico punto, innescando la scintilla. Questo rito garantisce la purezza del fuoco: è luce solare catturata e trasformata in fiamma.
La tecnologia del “fuoco perenne”
Una volta accesa, la fiamma inizia un viaggio di migliaia di chilometri. La sfida tecnologica per un’Olimpiade Invernale come quella italiana è estrema: il fuoco deve sopravvivere a temperature di -30°C, venti d’alta quota e umidità.
Il bruciatore hi-tech: All’interno della torcia risiede un sistema a doppio bruciatore. Uno serve a mantenere la fiamma visibile e scenografica (con colori che virano dal giallo all’arancio), l’altro è una “fiamma pilota” protetta, quasi impossibile da spegnere.
In aereo e in hotel: Quando la fiamma deve viaggiare in aereo o riposare la notte, viene trasferita in speciali lanterne di sicurezza (simili a quelle dei minatori). Queste lanterne sono progettate per mantenere il fuoco acceso per 24 ore senza fumo, permettendogli di viaggiare legalmente in cabina pressurizzata sotto la sorveglianza costante di “guardiani della fiamma”.
Il percorso di Milano-Cortina: 12.000 km di bellezza
Per l’edizione 2026, la Fiamma Olimpica sbarcherà in Italia a Roma il 4 dicembre 2025, per poi iniziare una risalita epica lungo tutta la penisola.
110 province coinvolte: Non sarà un viaggio solo per le città ospitanti. La torcia toccherà ogni provincia italiana, portando lo spirito olimpico nelle piazze, nei piccoli borghi e davanti ai monumenti simbolo del Bel Paese.
Mezzi insoliti: Aspettatevi di vedere la fiamma viaggiare in modi spettacolari: su sci di fondo in Val di Fiemme, su motoslitte in Valtellina, a bordo di barche storiche a Venezia e forse persino su un treno ad alta velocità per sottolineare il legame tra Milano e Cortina.
Cosa succede se la fiamma si spegne?
È l’incubo di ogni comitato organizzatore, ma è previsto dal protocollo. Se la torcia di un tedoforo dovesse spegnersi per un guasto o un soffio di vento eccezionale, non può essere riaccesa con un comune accendino.
Bisogna attendere l’intervento dei commissari che viaggiano al seguito della staffetta con una delle lanterne di sicurezza contenenti il “fuoco originale” prelevato ad Olimpia. Solo così la discendenza diretta dal sole greco rimane ininterrotta fino al braciere finale.
L’appuntamento con la storia
Il viaggio si concluderà il 6 febbraio 2026. Quel fuoco, nato mesi prima tra le pietre calde della Grecia, accenderà il braciere dello stadio San Siro (e successivamente quello di Verona per la chiusura), dando ufficialmente il via ai Giochi.
Sarà il momento in cui l’Italia, dalle Alpi alla Sicilia, si riconoscerà in un unico bagliore di speranza e sport.
Lo sapevi? La torcia di Milano-Cortina è un pezzo di design unico. Quale elemento del nostro Paese vorresti vedere rappresentato nelle sue forme? La linea delle montagne o l’eleganza delle guglie del Duomo? Dicci la tua nei commenti!

