Articolo di Davide Zugna
C'è una città dove il Carnevale non è una semplice parentesi del calendario, ma l'unità di misura del tempo. A Muggia, unico lembo d'Istria rimasto all'Italia, il “Carneval de Muja” (sito ufficiale: https://www.carnevaldemuja.com) è un'istituzione che fonde una storia documentata di oltre sei secoli con una struttura competitiva moderna nata nel secondo dopoguerra.
Capire il Carnevale di Muggia significa viaggiare su un doppio binario: quello delle radici medievali e quello dell'esplosione creativa del 1954.

Le Radici Antiche: Il “Mato Carneval” del 1420
Il legame tra Muggia e la festa è sancito dalla carta pecora. Negli Statuti Comunali del 1420, si trova la prova che il Comune già allora finanziava le celebrazioni. Il decreto stabiliva che il Comune donasse un ducato alle compagnie di giovani che avessero ingaggiato dei musicanti per le strade.
In questo contesto nasce il celebre Ballo della Verdura. Citato ufficialmente dai cronisti nel 1611 (come Nicolò Manzuoli), questo ballo è una danza rituale che si tiene il Giovedì Grasso in Piazza Marconi. Uomini e donne, con ghirlande di verdura intrecciate, danzano in un cerchio che richiama il mito di Teseo e il Minotauro, ma che simboleggia soprattutto la vittoria della primavera sull'inverno.

La Svolta del 1954: Nasce lo Spettacolo Moderno
Se il Carnevale esisteva da sempre, la sua forma attuale ha una data di nascita precisa: il 1954. In quell'anno, la comunità decise di riorganizzare le celebrazioni spontanee in una struttura competitiva e rionale.
Nacquero le Compagnie, il vero motore della festa. Da allora, il Carnevale di Muggia è diventato un “Carnevale Teatrale”: ogni compagnia sceglie un tema, costruisce carri con movimenti meccanici complessi e mette in scena una recita itinerante lungo il percorso della sfilata domenicale. Non si tratta solo di sfilare, ma di narrare una storia attraverso costumi sartoriali e coreografie.

Le Otto Sorelle: Le Compagnie Oggi
Oggi il Carnevale è coordinato dall'Associazione delle Compagnie e vede sfidarsi otto rioni storici, ognuno con una propria identità e colori:
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Bellezze Naturali: Nota per l'eleganza e i richiami alla natura.
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Brivido: Spesso orientata su temi fantastici o d'impatto.
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Bulli e Pupe: Caratterizzata da una forte carica energetica.
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La Bora: Omaggio al vento che soffia sul Golfo.
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Lampo: Spesso veloce e dinamica nelle coreografie.
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Mandrioi: Una delle più storiche e legate alla tradizione popolare.
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Ongia: Celebre per la sua satira e l'ironia tagliente.
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Trottola: Nota per la cura dei dettagli e il movimento dei carri.
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Foto del Carnevale di Muggia di Stefano Ozbolt
Il Calendario della Tradizione
Il Carnevale moderno ha saputo integrare perfettamente i riti antichi con la competizione moderna:
| Momento | Significato |
| Giovedì Grasso | Apertura con il Ballo della Verdura e l'arrivo di Re Carnevale. |
| Domenica | La Grande Sfilata delle 8 Compagnie (il momento del concorso). |
| Lunedì | La “Lunesada”: la sfilata dei bambini e il ballo in piazza. |
| Martedì | Le premiazioni e l'ultima notte di bagordi. |
| Mercoledì delle Ceneri | Il Funerale del Carnevale: il corteo funebre che chiude la festa. |
Muggia offre qualcosa che i grandi carnevali commerciali hanno perso: l'artigianalità. Qui i carri sono costruiti dai cittadini nei capannoni durante l'inverno, i costumi sono cuciti a mano e la musica è suonata dal vivo dalle bande. È una festa di popolo dove il confine tra attore e spettatore svanisce tra i calici di vino bianco e il profumo di frittelle.
La galleria fotografica dell'edizione 2026 del Carnevale di Muggia
Si ringrazia il fotografo Stefano Ozbolt per il reportage fotografico.







