Da oggi, 20 marzo 2026 alle 15:46, fino al solstizio d'estate che avremo il 21 giugno alle 02:42, le giornate inizieranno ad allungarsi e la natura a risvegliarsi dal torpore invernale (questo nel nostro emisfero, quello boreale). L'equinozio è un preciso momento astronomico: in questo momento in tutti i luoghi della terra la giornata è scandita da 12 ore di luce e da 12 ore di buio.
La primavera è sempre stata un simbolo di rinascita: la Pasqua cristiana si calcola a partire da questa data, in Mesopotamia l'equinozio segnava l'inizio dell'anno mentre nell'antico Egitto si festeggiava questa data con la festa di Sham el Nessim, oggi festa nazionale.
Partiamo dalle basi: la primavera è con l'estate, l'autunno e l'inverno, una delle quattro stagioni. Ognuna di queste ha le sue peculiarità climatiche a cui associamo delle situazioni o degli stati d'animo.
Se pensiamo all'estate probabilmente le prime cose che ci vengono in mente sono le vacanze estive e il caldo, l'autunno ci mette un po' di tristezza, anche se i colori del foliage autunnale ci riempiono gli occhi e il cuore di stupore e bellezza.
E poi l'inverno, con il freddo e la neve (cambiamenti climatici permettendo) che copre con il suo manto bianco tutto, come a volerci dare la possibilità di coprire tutto e riiniziare tutto a primavera, come fosse una sorta di reset.
Ogni stagione è bella (certo, ognuno di noi ha la sua stagione preferita) e ci dona dei momenti unici, che dobbiamo essere però in grado di cogliere.
Ma perché ci sono le stagioni?
Facciamo intanto una divisione in stagioni meteorologiche e stagioni astronomiche.
Le stagioni meteorologiche vengono stabilite in base ai cambiamenti del clima, mentre le stagioni astronomiche vengono definite in base a dei riferimenti astronomici: gli equinozi e i solstizi, riferimenti che possono cambiare (magari di poco) nel corso degli anni.
La regolarità e la prevedibilità di queste “situazioni astronomiche” ha permesso di definire delle date standard: nel 325 durante il Concilio di Nicea, il primo concilio ecumenico voluto dall'imperatore Costantino I, venne stabilita la data del 21 marzo come riferimento per l'inizio della primavera, data utilizzata per calcolare poi la domenica in cui verrà celebrata la Pasqua (domenica 5 aprile nel 2026) cristiana secondo il calendario gregoriano.
Equinozi e solstizi
Cosa sono gli equinozi e i solstizi dal punto di vista astronomico? Gli equinozi e i solstizi determinano l'inizio e la fine delle stagioni.

Ne abbiamo quindi quattro:
Equinozio di primavera: 20 marzo 2026;
Solstizio d'estate: 21 giugno 2026;
equinozio d'autunno: 22 settembre 2026;
Solstizio d'inverno: 21 dicembre 2026;
Cosa sono i solstizi?
I solstizi sono i due momenti astronomici in cui il sole raggiunge il punto di massima o minima declinazione. Nel solstizio d'estate, il 21 giugno, il sole nell'emisfero nord raggiunge la sua massima altezza sull'orizzonte per poi iniziare ad abbassarsi mentre, contemporaneamente, nell'emisfero sud si avrà il sole alla minima altezza ed inizierà ad alzarsi.
Il 21 dicembre avremo la situazione contraria: il sole cessa di scendere rispetto all'equatore terrestre e inizia ad avvicinarsi a questo.
Cosa sono gli equinozi?
E gli equinozi, quando si verificano?
Durante gli equinozi (di primavera e d'autunno) il sole si trova allo zenit rispetto ad un ipotetico osservatore che si trova all'equatore e i suoi raggi sono perpendicolari all'asse di rotazione terrestre: in tutta la terra la durata del giorno e della notte sarà pressoché identica. Il termine equinozio deriva infatti da aequa-nox, notte uguale.
E oggi, alle 15:46, inizia la primavera!







