Da Egna a Subiaco: l'Italia lenta si scopre un calice alla volta con Borgo diVino 2026
Il vino ha sempre raccontato storie di territori, ma Borgo diVino in tour del 2026 va oltre la degustazione: è un viaggio che attraversa l'Italia dei piccoli centri, quella che resiste lontano dai circuiti del turismo di massa. Da Egna, nel cuore dell'Alto Adige, fino a Subiaco tra i monti del Lazio, venticinque tappe disegnano una mappa dell'autenticità italiana, dove ogni calice diventa il pretesto per scoprire borghi che custodiscono tradizioni millenarie.
Il successo di un format che valorizza l'Italia nascosta
Oltre sessantamila visitatori hanno partecipato all'edizione 2025, un numero che testimonia la fame di autenticità di chi cerca esperienze diverse dal turismo convenzionale. Borgo diVino in tour, promosso dall'Associazione “I Borghi più belli d'Italia” e organizzato da Valica, trasforma per un intero fine settimana i centri storici in palcoscenici enogastronomici, dove più di ottocento cantine italiane si raccontano attraverso i loro vini migliori.
Il format non è solo degustazione: accanto ai calici ci sono prodotti tipici locali, workshop sulla produzione vinicola e momenti di musica dal vivo che animano piazze e vicoli. Come sottolinea Filippo Massimo, direttore delle testate del Gruppo Valica, l'iniziativa vuole colmare il divario tra il turismo concentrato in poche aree celebri e il resto del territorio, spesso dimenticato dalle grandi rotte.
Cingoli e l'arte di raccontare il territorio attraverso i sapori
Non è un caso che l'edizione 2026 si svolga nell'anno in cui Cingoli, nelle Marche, è stato proclamato Borgo dei Borghi. Questo centro medievale, soprannominato il “balcone delle Marche” per la sua posizione panoramica sul Monte Cingolo, rappresenta perfettamente lo spirito dell'iniziativa: un luogo dove la storia si tocca con mano tra le mura quasi intatte e dove la tradizione enogastronomica si tramanda di generazione in generazione.
I sapori che resistono al tempo
Nei borghi coinvolti nel tour, ogni degustazione diventa un racconto di resistenza culturale. A Nemi, uno dei centri già protagonisti delle edizioni precedenti, le fragoline locali accompagnano i vini dei castelli Romani, mentre a San Giorgio di Valpolicella i viticoltori aprono le loro cantine storiche per raccontare l'Amarone e il Ripasso. Come ricorda Alberto Bertucci, sindaco di Nemi, “il vino è molto più di una bevanda: è una testimonianza della storia e dell'identità del luogo”.
Un calendario che abbraccia l'Italia da nord a sud
L'itinerario 2026 disegna un percorso che attraversa tutta la penisola, toccando sia borghi celebri che centri meno noti. Si parte ad aprile da Egna-Neumarkt, dove i vini altoatesini si sposano con la tradizione tirolese, per poi scendere verso Bard in Valle d'Aosta, borgo medievale dominato dal celebre forte napoleonico.
Le tappe del nord: tradizione e innovazione
Tra le prime tappe, Strassoldo, Gradisca d'Isonzo e Palmanova in Friuli Venezia Giulia offrono un trittico di storia e viticoltura, mentre San Giorgio di Valpolicella porta i visitatori nel cuore della produzione veronese. Ogni tappa mantiene la propria identità: le cantine locali si affiancano a produttori di altre regioni, creando un dialogo tra territori diversi uniti dalla passione per il vino.
Il centro Italia tra storia e sapori
Scendendo verso il centro, Città Sant'Angelo in Abruzzo e Grottammare nelle Marche mostrano come la viticoltura si adatti ai paesaggi collinari dell'Adriatico, mentre Nemi nel Lazio racconta la tradizione dei Castelli Romani. Spello in Umbria, con le sue strade medievali decorate da infiorata primaverile, diventa il palcoscenico perfetto per degustazioni che uniscono i Sagrantino locali ai vini di tutta Italia.
Il sud che riscopre le sue radici
Le tappe meridionali evidenziano la ricchezza enogastronomica del sud: Maratea in Basilicata, perla del Tirreno lucano, e Cisternino in Puglia, famoso per le sue masserie e la tradizione della carne al fornello, mostrano come l'enogastronomia possa diventare motore di sviluppo per territori che spesso restano ai margini dei flussi turistici principali.
L'esperienza autentica: oltre la degustazione
Ogni tappa di Borgo diVino non si limita al semplice assaggio. L'ingresso include il calice per le degustazioni, ma l'esperienza si arricchisce di workshop dove scoprire i segreti della vinificazione, momenti culturali che approfondiscono la storia locale e incontri diretti con i produttori. Le piazze e i vicoli dei borghi creano un'atmosfera rilassata, dove il tempo sembra rallentare e ogni sorso diventa un dialogo con il territorio.
Le tappe di Borgo diVino 2026
| Data | Borgo | Regione | Provincia | |
|---|---|---|---|---|
| 18-19 aprile | Egna-Neumarkt | Trentino-Alto Adige | BZ | |
| 24-26 aprile | Bard | Valle d'Aosta | AO | |
| 1-3 maggio | Strassoldo, Gradisca d'Isonzo, Palmanova | Friuli-Venezia Giulia | GO, UD | |
| 16-17 maggio | San Giorgio di Valpolicella | Veneto | VR | |
| 22-24 maggio | San Marino | San Marino | – | |
| 12-14 giugno | Città Sant'Angelo | Abruzzo | PE | |
| 19-21 giugno | Celle Ligure | Liguria | SV | |
| 26-28 giugno | Termoli | Molise | CB | |
| 3-5 luglio | Cisternino | Puglia | BR | |
| 10-12 luglio | Vietri sul mare | Campania | SA | |
| 17-19 luglio | Grottammare | Marche | AP | |
| 24-26 luglio | Lovere | Lombardia | BG | |
| 21-23 agosto | Fiumefreddo Bruzio | Calabria | CS | |
| 28-30 agosto | Erice | Sicilia | TP | |
| 4-6 settembre | Maratea | Basilicata | PZ | |
| 11-13 settembre | Nemi | Lazio | RM | |
| 2-4 ottobre | Brisighella | Emilia-Romagna | RA | |
| 9-11 ottobre | Spello | Umbria | PG | |
| 16-18 ottobre | Montaione | Toscana | FI | |
| 17-18 ottobre | Tempio Pausania | Sardegna | SS | |
| 23-25 ottobre | Castagnole delle Lanze | Piemonte | AT | |
| 30 ottobre-1 novembre | Venosa | Basilicata | PZ | |
| 14-15 novembre | Subiaco | Lazio | RM |
Borgo diVino 2026 conferma che l'Italia autentica si scopre lentamente, un borgo alla volta. Lontano dalle folle e dai circuiti consolidati, questi piccoli centri offrono quello che il turismo di massa non può dare: il tempo di assaporare, di ascoltare, di entrare in dialogo con chi quelle tradizioni le vive quotidianamente.
Ogni calice diventa così una finestra su un'Italia diversa, che resiste e si rinnova attraverso i suoi sapori più autentici.







