Da metà settembre in poi, nei paesi di montagna tra Mugello e Garfagnana si comincia a sentire odore di fumo e di fuoco acceso in piazza. È il segnale che la stagione delle castagne sta per iniziare, e che per alcune domeniche di ottobre e novembre mezza Toscana di collina si trasforma in un susseguirsi di sagre, mercatini e pranzi all'aperto attorno alla padella forata.
Chi organizza il viaggio in anticipo ha un vantaggio: può scegliere la valle, studiare il percorso e magari abbinare la sagra a una passeggiata tra i castagneti, quando le foglie ambrate dei castagni secolari colorano i sentieri appenninici.
Quando andare: la stagione delle castagne in Toscana
Le manifestazioni dedicate alla castagna si concentrano tradizionalmente nelle domeniche di ottobre, con qualche coda che arriva fino al ponte di Ognissanti e, in alcune zone come la Lunigiana, fino a novembre inoltrato. Non esiste però un calendario unico: ogni borgo segue un proprio criterio, ripetuto di anno in anno, e le date precise vengono spesso confermate dalle pro loco solo a ridosso dell'evento.
Per questo motivo, prima di mettersi in viaggio vale sempre la pena controllare il sito del comune o la pagina social dell'associazione organizzatrice. Per orientarsi tra le zone coinvolte, può essere utile consultare la mappa della Toscana, che aiuta a capire le distanze reali tra Mugello, Garfagnana e le altre valli castanicole della regione.
Mugello: il regno del marrone IGP
Il Mugello, a nord di Firenze, è la terra del Marrone del Mugello IGP, un frutto che secondo la tradizione locale affonda le radici nei castagneti voluti da Matilde di Canossa per garantire pane e sostentamento ai contadini di montagna.

Marradi e Palazzuolo sul Senio
Nell'Alto Mugello, al confine con la Romagna, si trovano le due sagre più note della zona: quella di Marradi, che si tiene storicamente nelle domeniche di ottobre ed è una mostra mercato dedicata al Marron Buono locale, e quella di Palazzuolo sul Senio, dedicata al marrone e ai frutti del sottobosco, con mercatino nel borgo medievale e possibilità di raccogliere le castagne direttamente nei castagneti vicini. I due paesi distano pochi chilometri l'uno dall'altro, e chi sale in quella zona può facilmente visitarli nella stessa giornata.
A Marradi conviene arrivare in treno: il paese è servito dalla linea ferroviaria che collega Firenze a Faenza, soluzione comoda nei giorni di sagra quando i parcheggi scarseggiano e la strada di collina si riempie di curve e di auto.
Scarperia e San Piero
Più vicino a Firenze, nel comune di Scarperia e San Piero, altre manifestazioni autunnali abbinano il marrone del Mugello a funghi porcini e tortelli, in un territorio che vale la visita anche per la sua tradizione artigiana legata alla lavorazione dei coltelli.
Garfagnana: la farina di neccio e i necci con la ricotta
Risalendo da Lucca lungo la valle del Serchio si entra in Garfagnana, l'altra grande terra della castagna toscana, dove il frutto non è un dolce di stagione ma da secoli un ingrediente di casa.

Qui la festa cambia spesso nome: si parla di "mondinata", dalle mondine, cioè le caldarroste, protagoniste di appuntamenti diffusi tra Castelnuovo di Garfagnana, San Romano e i paesi della Media Valle del Serchio. Nei forni di questi borghi si lavora ancora la Farina di Neccio della Garfagnana DOP, con cui si preparano i necci, le sottili cialde di castagna farcite di ricotta fresca che restano il piatto simbolo di questa cucina povera e autentica.
Dalla Garfagnana verso la Lunigiana
Proseguendo verso nord, oltre la Garfagnana, si entra in Lunigiana, dove la farina di castagna viene impastata per il pane scuro chiamato marocca di Casola, presidio Slow Food, e per le lasagne "bastarde" condite con erbe di campo. È una delle zone meno battute dal turismo di giornata, e proprio per questo tra le più genuine da scoprire in autunno.
Monte Amiata e Casentino: le altre valli castanicole
Oltre a Mugello e Garfagnana, la Toscana conta altre zone storiche legate alla castagna. Sul Monte Amiata, tra borghi come Arcidosso, Abbadia San Salvatore e Vivo d'Orcia, si celebra la Castagna del Monte Amiata IGP, con cantine aperte e pranzi nei centri storici medievali. In Casentino, a Raggiolo, la festa prende il nome di "castagnatura", richiamando il lungo periodo di raccolta e di essiccazione nei vecchi metati di pietra, mentre a Caprese Michelangelo, in Valtiberina, si celebra il Marrone di Caprese Michelangelo DOP, riconosciuto dall'Unione Europea. Per informazioni aggiornate su manifestazioni ed enogastronomia regionale è utile consultare il portale ufficiale del turismo in Toscana.

Una passeggiata tra i castagneti prima della sagra
Chi arriva in anticipo rispetto all'orario dei banchi gastronomici può dedicare un'ora o due a una camminata tra i castagneti, approfittando della luce obliqua dell'autunno. Nel Mugello, i boschi intorno a Palazzuolo sul Senio offrono sentieri poco impegnativi che si inoltrano tra castagni secolari, con la possibilità di raccogliere qualche riccio caduto lungo il cammino.

In Garfagnana, i boschi sopra Castelnuovo e i paesi della Media Valle del Serchio regalano scorci sulle Alpi Apuane, mentre in Casentino l'Ecomuseo della Castagna di Raggiolo racconta, con pannelli e vecchi attrezzi, il lavoro dei "castagnatori" che per mesi vivevano accanto al fuoco dei seccatoi. Per approfondire la storia di questi prodotti, vale la pena consultare anche la scheda dedicata al Marrone del Mugello e quella sul Marrone di Caprese Michelangelo.
Come arrivare da Firenze e da Lucca
Per raggiungere il Mugello da Firenze, la strada più diretta segue la statale della Futa in direzione Borgo San Lorenzo, da cui si diramano le strade per Marradi e Palazzuolo sul Senio; chi preferisce il treno può scegliere la linea Firenze-Faenza, comoda soprattutto per Marradi.
Da Lucca, la Garfagnana si raggiunge seguendo la valle del Serchio verso nord, in direzione di Castelnuovo di Garfagnana e Barga, su una strada che costeggia il fiume e attraversa paesi di pietra arroccati sui versanti. In entrambi i casi conviene partire con calma, considerando che nei giorni di sagra i piccoli borghi hanno pochi parcheggi e il ritmo giusto, qui, è proprio quello di chi non ha fretta di arrivare.
Foto di copertina: Davide Papalini, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons







