Ogni anno, la seconda domenica di ottobre, il golfo di Trieste si trasforma in quello che velisti e giornalisti hanno imparato a chiamare uno stadio naturale della vela. Migliaia di imbarcazioni si dispongono su un'unica linea di partenza tesa tra il castello di Miramare e la sede della Società Velica di Barcola e Grignano, pronte a condividere lo stesso tratto di mare per circa tredici miglia nautiche. È la Barcolana, e per Trieste non è soltanto una regata: è il momento dell'anno in cui la città intera si rivolge al mare.
Dal 1969 a oggi: la crescita di una regata diventata leggenda
La prima edizione risale al 1969, quando la Società Velica di Barcola e Grignano organizzò quella che allora si chiamava Coppa d'Autunno, un appuntamento di fine stagione agonistica aperto a chiunque possedesse una barca a vela. Parteciparono cinquantuno imbarcazioni, tutte espressione dei circoli velici triestini.

Negli anni successivi la manifestazione ha conosciuto una crescita costante, anno dopo anno, fino a trasformarsi in un evento di richiamo internazionale. Le cifre raccontano questa trasformazione meglio di qualsiasi descrizione: da poche decine di barche si è passati a oltre mille iscritte già negli anni novanta, fino a superare le duemila nel nuovo millennio.
Il record Guinness del 2018
La cinquantesima edizione, nel 2018, ha segnato il punto più alto di questa parabola: 2689 imbarcazioni iscritte hanno consentito alla Barcolana di entrare ufficialmente nel Guinness dei Primati come "Largest Sailing Race", la regata velica più affollata del mondo. Per l'occasione la linea di partenza fu ampliata fino a raggiungere una lunghezza complessiva di due miglia nautiche, per permettere a tutte le barche di trovare posto. Alla cinquantesima Barcolana prese parte anche il veliero Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare, iscritto simbolicamente con l'ultimo numero velico, il 2689 appunto, mentre le Frecce Tricolori sorvolavano la linea di partenza.
Skipper e barche che hanno fatto la storia
Negli anni la Barcolana ha richiamato velisti di caratura mondiale come Paul Cayard, Ben Ainslie, Russell Coutts e Jochen Schümann, accanto a grandi nomi della vela italiana come Mauro Pelaschiar, Francesco de Angelis e Vasco Vascotto. Tra le barche che hanno dominato più edizioni si ricordano Alfa Romeo, Esimit Europa 2 e, negli anni più recenti, Arca SGR, timonata da Furio Benussi, che ha conquistato diverse vittorie consecutive nell'ultimo decennio.
Una formula unica: professionisti e appassionati sulla stessa linea
Ciò che rende la Barcolana diversa da qualunque altra regata al mondo non è soltanto il numero di barche iscritte, ma la formula stessa della competizione. Sulla medesima linea di partenza si ritrovano fianco a fianco velisti professionisti che corrono i circuiti internazionali e semplici appassionati alla prima regata della propria vita, su imbarcazioni di ogni dimensione suddivise in categorie a seconda della lunghezza. È uno dei motivi per cui la manifestazione continua a essere raccontata come la regata più democratica del panorama velico mondiale.

Tra i tanti riconoscimenti assegnati nella cerimonia di premiazione, che si tiene al Politeama Rossetti tra novembre e dicembre, ce n'è uno che racconta bene questo spirito: il Trofeo Ultimo Arrivato, dedicato a chi taglia il traguardo per ultimo entro il tempo limite, a testimonianza che la Barcolana appartiene tanto ai vincitori quanto a chi la vive semplicemente come un'esperienza da raccontare.
La settimana della Barcolana in città
La regata della domenica è soltanto il culmine di un programma che anima Trieste per diversi giorni. Sulle Rive e in Piazza unità d'Italia prende forma il Villaggio Barcolana, un susseguirsi di stand enogastronomici, spazi espositivi ed esibizioni che trasformano il lungomare cittadino in un unico grande spazio di incontro.

Gli eventi collaterali da non perdere
Barcolana Young riserva lo spazio di gara ai più giovani su imbarcazioni Optimist, mentre Barcolana Classic porta in acqua le barche d'epoca e gli scafi disegnati da maestri come Carlo Sciarrelli, in una sfilata che attraversa il bacino di San Giusto prima della regata vera e propria nel golfo. Barcolana by Night accende la notte con le imbarcazioni della classe UFO 28 davanti a piazza Unità, mentre Barcolana Nuota porta i nuotatori di fondo a percorrere un tratto di mare lungo le Rive, con partenza e arrivo nei pressi della Scala Reale. A completare il quadro, il festival letterario Barcolana Un Mare di Racconti, dedicato interamente al tema del mare.
Dove vedere la regata da terra
Chi non sale in barca può comunque vivere la Barcolana da alcuni dei punti panoramici più suggestivi della città. Piazza Unità d'Italia resta il luogo simbolo per assistere all'arrivo, dato che la linea del traguardo è stata avvicinata proprio di fronte alla piazza per permettere al pubblico di seguire gli ultimi metri di gara a occhio nudo.
Il Molo Audace offre una prospettiva ravvicinata sul bacino di San Giusto, mentre la passeggiata lungo la strada Napoleonica, che si inerpica sulle pendici del Carso tra Trieste e Prosecco, regala una visione d'insieme del golfo con le vele che si inseguono in lontananza. Per chi preferisce un punto più alto e panoramico, il Faro della Vittoria segna il luogo in cui ha inizio la fase conclusiva della regata, prima della virata finale verso il traguardo.
Vale la pena ricordare che l'intera conformazione del golfo di Trieste, chiuso tra il Carso e la costa, permette di seguire la regata da moltissimi altri punti di osservazione, dal castello di Miramare al Colle di San Giusto: è proprio questa geografia particolare a rendere la Barcolana uno spettacolo visibile da terra come da poche altre regate al mondo.







