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La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, chiamata anche Ciclovia dell’Acqua, segue per circa 500 km il percorso dell’acquedotto che porta in Puglia l’acqua delle sorgenti del Sele: parte da Caposele, in Irpinia, attraversa la Basilicata e arriva a Santa Maria di Leuca, dove l’acquedotto finisce con la sua cascata monumentale sul mare. È una delle prime quattro ciclovie del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, avviato nel 2016, e nella rete Bicitalia è la BI11.
L’idea è semplice: usare le strade di servizio che corrono accanto al Canale Principale, costruito nei primi decenni del Novecento, da Caposele a Villa Castelli, e poi quelle del Grande Sifone Leccese fino a Leuca. Sono strade quasi sempre chiuse alle auto, con pendenze dolci perché l’acqua scorre per gravità, e passano per paesaggi che in auto non si vedono: i ponti-canale sulle fiumare, i boschi del Vulture, i pascoli dell’Alta Murgia, i muretti a secco e i trulli della Valle d’Itria.
Le tappe
Le tappe sono una proposta per l’intero percorso, che oggi non si può ancora fare tutto (vedi sotto). Le distanze sono misurate su una traccia indicativa che passa per le località dell’acquedotto, su strade aperte alle bici.
- Caposele – Calitri: dalle sorgenti del Sele si sale alla Sella di Conza, lo spartiacque tra Tirreno e Adriatico, e si arriva a Calitri, sopra la valle dell’Ofanto.
- Calitri – Venosa: si entra in Basilicata per Rapone e Ruvo del Monte, si passano i ponti-canale della fiumara di Atella e si gira alle pendici del Vulture fino a Venosa, la città di Orazio.
- Venosa – Castel del Monte: per Spinazzola si sale sull’altopiano delle Murge fino a Castel del Monte, il castello ottagonale di Federico II.
- Castel del Monte – Cassano delle Murge: la tappa più lunga, nel cuore dell’Alta Murgia: si passa sopra Ruvo di Puglia e Bitonto e si arriva a Cassano, al margine del bosco di Mercadante.
- Cassano delle Murge – Alberobello: per Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle si scende verso la Valle d’Itria e i trulli di Alberobello.
- Alberobello – Villa Castelli: la tappa della Valle d’Itria, tra Locorotondo, Cisternino, Martina Franca e Ceglie Messapica: qui si trovano i primi tratti della ciclovia aperti al pubblico, e a Villa Castelli finisce il Canale Principale.
- Villa Castelli – Avetrana: si lascia la collina e si scende nella pianura verso il Salento.
- Avetrana – Casarano: tra ulivi e campagne, per Nardò e Galatone.
- Casarano – Santa Maria di Leuca: le ultime pedalate per Alessano fino al capo più a sud della Puglia.
Lo stato dei lavori
Per anni la ciclovia è stata soprattutto un progetto, tenuto vivo dal Coordinamento dal Basso che dal 2015 la percorre ogni anno in bicicletta. I primi tratti attrezzati sono in Valle d’Itria, tra Cisternino e Ceglie Messapica; nel 2024 sono stati inaugurati 8 km tra la Pineta Ulmo (Ceglie Messapica) e Monte Fellone (Martina Franca).
Con i fondi del PNRR la Regione Puglia e Acquedotto Pugliese hanno poi lavorato su circa 190 km in quattro tratti: Spinazzola – Castel del Monte (35 km), Castel del Monte – Bitonto (31 km), Bitonto – Gioia del Colle (45 km) e Gioia del Colle – Cisternino (58 km), più il collegamento fino a Grottaglie. A settembre 2026 i lavori erano quasi conclusi, con oltre 200 km di percorso continuo e attrezzato da Spinazzola a Grottaglie, ma non ancora aperti: il permesso di transito era ancora da concordare tra Regione e Acquedotto Pugliese. I tratti in Campania, in Basilicata e nel Salento sono ancora da realizzare.
La scheda in breve è aggiornata a settembre 2026. Aggiornamenti e iniziative sul sito del Coordinamento dal Basso e sulla pagina di Bicitalia.
Informazioni pratiche
Le strade di servizio dell’acquedotto sono in parte asfaltate e in parte sterrate: serve una bici da trekking o una gravel con gomme di almeno 35 mm. Le salite vere sono nella prima parte, tra Irpinia e Basilicata; dalle Murge in poi il percorso è facile. L’acqua e l’ombra lungo il canale sono rare, e d’estate in Puglia fa molto caldo: i mesi migliori sono aprile, maggio, settembre e ottobre.
Chi vuole provarla oggi può partire dalla Valle d’Itria, che si raggiunge in treno con le Ferrovie del Sud Est, e unire i tratti aperti a strade di campagna con poco traffico. Le altre grandi ciclovie italiane, con schede e mappe, sono nell’elenco delle ciclovie italiane.
Immagine di copertina realizzata da Aura, l’intelligenza artificiale di ItaliaDaScoprire.net. Mappa: ItaliaDaScoprire su dati OpenStreetMap.
Link utili
- Sito web: https://www.cicloviadellacquedotto.it/
