Il Friuli Venezia Giulia non è soltanto montagna, Carso e litorale adriatico: è anche una regione punteggiata da specchi d’acqua che custodiscono un’anima diversa da quella delle spiagge di Grado o Lignano. Sono laghi alpini di origine glaciale, bacini artificiali nati per l’energia idroelettrica, invasi incastonati tra le Prealpi Carniche e la Valcellina. Visitarli significa rallentare, lasciare le strade principali e addentrarsi in valli dove il tempo scorre secondo un altro ritmo.
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Dove si trovano: tra Alpi Giulie, Carnia e Prealpi Carniche
La geografia dei laghi friulani segue quella delle sue catene montuose. Nelle Alpi Giulie, al confine con la Slovenia e l’Austria, si trovano i laghi di origine glaciale più noti, come quelli di Fusine e il Lago del Predil, nel territorio del comune di Tarvisio. Scendendo verso la Carnia, tra le valli del Tagliamento e dei suoi affluenti, si incontrano invece bacini artificiali come quello di Sauris e quello di Cavazzo, nati dalle opere di sbarramento realizzate nel secolo scorso per l’approvvigionamento idroelettrico.

Più a ovest, nelle Prealpi Carniche e in Valcellina, il paesaggio cambia ancora: qui il torrente Cellina ha dato vita al Lago di Barcis, uno dei bacini più fotografati della regione per il colore smeraldo delle sue acque. Per orientarsi tra queste zone così diverse tra loro può essere utile consultare la mappa del Friuli-Venezia Giulia, che aiuta a collocare province, comuni e parchi naturali prima di organizzare un itinerario.
Secondo quanto riporta la Regione Friuli Venezia Giulia nella sua pagina dedicata all’idrografia regionale, accanto ai laghi naturali di origine glaciale, morenica o carsica, la regione conta numerosi invasi artificiali generati da opere di sbarramento, spesso legati ai sistemi idroelettrici dell’Alto Tagliamento e dell’Alto Meduna.
Laghi naturali e laghi artificiali: due storie diverse
Non tutti i laghi del Friuli Venezia Giulia nascono allo stesso modo, e questa differenza si riflette anche nel modo in cui si possono vivere.
I bacini di origine glaciale
I laghi di Fusine e il Lago del Predil, entrambi nel territorio di Tarvisio, sono tra i rari esempi naturali della regione. Collocati in anfiteatri calcarei modellati dai ghiacciai, mantengono una trasparenza e una vivacità cromatica che cambiano con le stagioni e con la luce, passando dal turchese intenso dell’estate ai toni più cupi dell’autunno.
Gli invasi nati per l’energia
Il Lago di Sauris, il Lago di Cavazzo e il Lago di Barcis appartengono invece alla categoria dei bacini artificiali, costruiti nel Novecento per alimentare centrali idroelettriche. Nonostante l’origine antropica, questi specchi d’acqua hanno assunto nel tempo un aspetto del tutto naturale, diventando habitat per la fauna locale e mete apprezzate per il tempo libero. L’Arpa FVG monitora periodicamente lo stato ecologico e chimico di questi corpi idrici, come documentato nelle schede ufficiali sulla qualità delle acque lacustri, che per la maggior parte dei laghi regionali registrano una classificazione buona o elevata.
Cosa fare: escursioni, pesca, bagni e sci nordico
La varietà dei laghi friulani si traduce in una varietà di attività, legate alle stagioni e all’altitudine.
In estate: bagni, canoa e sentieri
Durante la bella stagione il Lago di Barcis e il Lago di Sauris diventano meta per chi cerca un bagno in acqua dolce lontano dalla folla costiera, mentre i sentieri che costeggiano le rive si prestano a passeggiate tranquille o a percorsi più impegnativi verso le malghe d’alta quota. Anche i laghi di Fusine, circondati da boschi di abeti e dal massiccio del Mangart sullo sfondo, offrono itinerari escursionistici adatti a famiglie e camminatori esperti.
Pesca sportiva e vita lacustre
La pesca sportiva è un’attività diffusa su diversi bacini della regione, dal Lago di Cavazzo al Lago di Sauris, dove le acque fredde e ben ossigenate favoriscono la presenza di trote e altre specie ittiche. Alcuni laghi, come quello di Sauris, ospitano anche attività più particolari, dalla canoa al windsurf.
In inverno: il fascino sommerso e lo sci nordico vicino
D’inverno molti laghi assumono un’atmosfera diversa, talvolta spettrale: il Lago di Sauris, quando viene svuotato per manutenzione della diga, rivela i resti dell’antico borgo sommerso. Nelle zone più alte della Carnia e delle Alpi Giulie, nei pressi di Tarvisio e Sauris, la presenza di anelli per lo sci nordico permette di abbinare la visita ai laghi d’inverno con un’attività sportiva che non richiede impianti di risalita.
I laghi da scoprire, uno per uno
Laghi di Fusine
Nel territorio di Tarvisio, in un anfiteatro calcareo ai piedi del monte Mangart, i laghi Superiore e Inferiore di Fusine formano uno dei complessi lacustri più suggestivi delle Alpi Giulie. Dal 1971 l’area è protetta come Parco naturale dei Laghi di Fusine, meta di passeggiate ed escursioni tutto l’anno. Per approfondire paesaggio, accessi e sentieri, l’articolo dedicato ai Laghi di Fusine racconta questo angolo di Tarvisio nel dettaglio.



Lago del Predil
Poco distante dai laghi di Fusine, sempre nel comune di Tarvisio, il Lago del Predil è un altro dei rari bacini naturali della regione, incastonato tra le vette delle Alpi Giulie al confine con la Slovenia. La sua conca, circondata da pareti rocciose, lo rende una tappa ideale per chi cerca silenzio e paesaggi di alta montagna, come racconta l’articolo dedicato al Lago del Predil.
Lago di Sauris
Nel comune di Sauris, isola linguistica germanofona della Carnia, il lago artificiale che porta lo stesso nome nacque dalla costruzione di una diga alta oltre cento metri, tra le più imponenti d’Italia al momento della sua realizzazione. L’articolo sul Lago di Sauris racconta la storia di questo bacino e del borgo che lo circonda.
Lago di Cavazzo
Conosciuto anche come lago dei Tre Comuni per il territorio condiviso tra Trasaghis, Cavazzo Carnico e Bordano, è uno dei bacini più ampi della regione e fa parte del sistema idroelettrico dell’Alto Tagliamento. L’articolo dedicato al Lago di Cavazzo ne illustra gli accessi e le possibilità escursionistiche.
Lago di Barcis
In Valcellina, nel territorio del comune di Barcis, questo lago è noto per il colore delle sue acque, tra il verde smeraldo e il celeste, generato dallo sbarramento del torrente Cellina. È uno dei punti di riferimento per gli sport lacustri in regione, dalla vela alla pesca sportiva, come racconta l’articolo sul Lago di Barcis.
Quando andare e come muoversi tra i laghi
La primavera avanzata e l’inizio dell’autunno restano le stagioni più indicate per visitare i laghi del Friuli Venezia Giulia, quando le temperature sono miti e i sentieri meno affollati rispetto ai mesi centrali dell’estate. In alta quota, nelle zone di Tarvisio e della Carnia, l’inverno può comunque offrire un’esperienza diversa, tra paesaggi innevati e la possibilità di praticare sci nordico nei pressi di alcuni bacini. Per orientarsi sulle catene montuose che fanno da cornice a questi specchi d’acqua può essere utile anche una panoramica sulle Alpi, di cui le Alpi e Prealpi Giulie e Carniche fanno parte a pieno titolo. Muoversi tra un lago e l’altro richiede tempo: le strade di montagna sono spesso tortuose, ma è proprio in questa lentezza che si ritrova il senso autentico di un viaggio tra le acque del Friuli.



