Lungo la piana che si apre a sud di Manfredonia, dove un tempo si allungava una laguna navigabile, resiste una città che non c’è più ma si lascia ancora intuire. Siponto fu porto, colonia romana, sede vescovile tra le più importanti della Puglia medievale: oggi è una frazione balneare, un parco archeologico e, dal 2016, il luogo di una delle installazioni artistiche contemporanee più fotografate d’Italia.
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Una città scomparsa tra terremoti e paludi
Siponto nacque come centro dauno e divenne colonia romana nel 194 a.C., trasformandosi in uno dei porti principali della Regio II, l’antica Apulia. La posizione strategica, protetta dal golfo e dal promontorio del Gargano, ne fece per secoli un nodo di commerci verso la Grecia e l’Oriente, oltre che sede di una delle diocesi più rilevanti della regione.

Il declino arrivò lentamente, per bradisismo e insabbiamento del porto, poi in modo definitivo con due violenti terremoti, nel 1223 e nel 1255. Gli abitanti sopravvissuti si trasferirono più a nord, su una costa rocciosa più sicura, dove re Manfredi, figlio di Federico II di Svevia, fondò nella seconda metà del Duecento la città che da lui prese nome: Manfredonia. Per saperne di più sulla storia e sui luoghi della città che raccolse l’eredità di Siponto, si può consultare la pagina dedicata a Manfredonia e la relativa scheda del comune.
La basilica di Santa Maria Maggiore
Al centro del parco archeologico sorge la basilica di Santa Maria Maggiore, edificata tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo, uno dei riferimenti dell’architettura romanica pugliese. L’edificio ha una pianta quadrata, quasi cubica, coronata da una piccola cupola, e si sviluppa anche in una cripta sottostante con ingresso autonomo dall’esterno.

Nella costruzione furono riutilizzati materiali della città antica, colonne e capitelli di spoglio, segno di una continuità fisica tra la Siponto romana e quella medievale. Il portale, sorretto da colonne che poggiano sul dorso di due leoni scolpiti, resta uno degli elementi più pregevoli dell’intero complesso.
All’interno della basilica sono custoditi i resti dei pavimenti musivi della fase paleocristiana, risalenti al IV secolo e alla successiva ristrutturazione del secolo seguente: tessere bianche e nere che raccontano la prima chiesa sorta su questo stesso suolo. Per l’importanza del suo recupero, l’intervento complessivo sul sito è stato premiato con la medaglia d’oro dell’architettura italiana nel 2018.
L’opera di Edoardo Tresoldi: "Dove l’arte ricostruisce il tempo"
A pochi passi dalla basilica medievale, dove un tempo si ergeva l’antica cattedrale paleocristiana ridotta oggi a soli ruderi, si staglia una ricostruzione che non inganna nessuno sulla propria natura contemporanea ma restituisce con precisione le forme perdute: una struttura in rete elettrosaldata zincata, alta circa quattordici metri e del peso di sette tonnellate, realizzata dall’artista Edoardo Tresoldi e inaugurata nel marzo 2016.
Trasparenza e memoria
L’installazione, intitolata "Dove l’arte ricostruisce il tempo", riprende nelle proporzioni e nella pianta l’ultima fase della basilica paleocristiana a tre navate con abside centrale, della quale rimangono i resti del pavimento a mosaico. La rete metallica, leggera e trasparente, lascia intravedere il paesaggio circostante e la luce che la attraversa nelle diverse ore del giorno, in un dialogo costante tra ciò che fu e ciò che resta.
Il progetto fu affidato alla Soprintendenza archeologica della Puglia nell’ambito di un più ampio intervento di valorizzazione del sito, e ha ottenuto negli anni diversi riconoscimenti, tra cui il premio Riccardo Francovich assegnato dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani. Per orari aggiornati, aperture stagionali e modalità di prenotazione conviene consultare la pagina ufficiale del Parco archeologico di Siponto sul portale del Ministero della Cultura.
San Leonardo e gli altri luoghi del territorio sipontino
Poco distante, lungo la statale che collega Manfredonia a Foggia, si trova l’abbazia di San Leonardo in Lama Volara, fondata agli inizi del XII secolo e tappa storica sugli itinerari di pellegrinaggio che attraversavano questa parte della Puglia settentrionale. La chiesa di San Leonardo di Siponto conserva ancora oggi l’atmosfera sobria dei luoghi di sosta per i viandanti medievali.
Nella zona del lido di Siponto si aprono inoltre altri ipogei di frequentazione neolitica, nascosti nella pineta costiera, e le catacombe sotto la chiesa di Santa Maria Regina: testimonianze di una frequentazione umana che precede di millenni la città romana e che meritano una visita per chi non si accontenta del solo percorso principale del parco.
Il golfo, la spiaggia e il paesaggio del Gargano
Il lido di Siponto nacque come stazione balneare dopo le opere di bonifica delle paludi condotte tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, che trasformarono un’area malsana in terreni coltivabili e in villette residenziali. Oggi la spiaggia si affaccia su un golfo riparato dal massiccio del Gargano, con un litorale sabbioso che si presta a una sosta lenta, lontana dai ritmi delle località più affollate della costa.

Per orientarsi tra le distanze e la geografia di questa parte della Puglia settentrionale è utile la mappa della Puglia, con province, città e parchi segnalati. Il promontorio del Gargano e il relativo parco nazionale offrono, a pochi chilometri da Siponto, foreste, faraglioni e borghi che completano naturalmente una visita al sito archeologico.
Quando andare e come visitare il parco
Il parco archeologico di Siponto è visitabile con ingresso a pagamento, con una tariffa ridotta per alcune categorie di visitatori; gli orari variano tra stagione invernale ed estiva e prevedono giorni di chiusura settimanale, per cui è consigliabile verificare in anticipo tramite il sito della Direzione regionale Musei Puglia, che pubblica aggiornamenti su orari, biglietti ed eventuali aperture straordinarie legate a iniziative come le Giornate europee del patrimonio.
Le ore del tardo pomeriggio, quando la luce si fa radente sulla rete metallica dell’installazione di Tresoldi, restano il momento più suggestivo per percorrere il sito: i bagliori attraversano le maglie della struttura e disegnano ombre lunghe sui resti della basilica paleocristiana, in un gioco che cambia a ogni stagione e che vale, da solo, il tempo di una sosta più lenta del previsto.
Foto di copertina: Isago10, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Informazioni sul Comune
Manfredonia è un comune italiano situato in provincia di Foggia, nella regione Puglia. Il comune ha una popolazione di 56.285 abitanti e si estende su una superficie di 352,06 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.

