Ottobre è il mese in cui l’Italia rallenta e cambia colore. I boschi di castagno si tingono di ocra e ruggine, le prime nebbie si posano sulle valli al mattino, e nei borghi di montagna l’odore delle caldarroste si mescola a quello della legna che brucia nei camini. È il momento del foliage, la colorazione spettacolare del fogliame che ogni anno richiama camminatori e fotografi lungo sentieri e cammini, e insieme è il momento delle feste della castagna, appuntamento che da generazioni scandisce la vita di decine di paesi tra Appennino e Alpi.
Non è un fenomeno da cartolina americana, per quanto il termine "foliage" arrivi dall’inglese e descriva un’abitudine nata nel New England: in Italia il foliage ha un carattere più intimo, fatto di borghi in pietra, castagneti secolari e piatti che raccontano la fatica contadina trasformata in cucina povera e autentica.
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Castiglione di Garfagnana, tra rocche e polenta di castagne
Nella Garfagnana toscana, Castiglione di Garfagnana è uno dei luoghi dove l’autunno si vive con più lentezza. Il borgo, annoverato tra I borghi più belli d’Italia, conserva intatta la sua cerchia di mura medievali e i torrioni che un tempo proteggevano la valle del Serchio. Dalla rocca lo sguardo scivola su un panorama di boschi che a ottobre si accendono di rosso e marrone.

Qui il piatto che racconta meglio l’autunno è la polenta di castagne, servita tradizionalmente con ossi di maiale bolliti: un piatto povero, nato dalla necessità di conservare la castagna essiccata per l’inverno, oggi riscoperto nelle trattorie del paese. Poco distante, a San Pellegrino in Alpe, il museo etnografico racconta la vita di montagna e la civiltà del castagno che per secoli ha sfamato intere comunità appenniniche.
Soriano nel Cimino, dove la castagna diventa festa medievale
Nel Viterbese, sulle pendici del Monte Cimino, Soriano nel Cimino trasforma l’autunno in un lungo racconto storico. La sagra della castagna qui non è solo gastronomia: è una rievocazione che affonda le radici nel Quattrocento, con le contrade del paese — Papacqua, Trinità, San Giorgio e Rione Rocca — che si sfidano in cortei, sbandieratori e un palio che anima le vie del centro storico.

Il borgo si sviluppa attorno al Castello Orsini, e nei pressi di Palazzo Chigi Albani si può ammirare la Fontana Papacqua, scolpita nella roccia di peperino, parte dello stesso complesso architettonico che domina il cuore del paese. Salendo verso la montagna si raggiunge la faggeta vetusta del Monte Cimino, riconosciuta patrimonio dall’Unesco, dove il foliage autunnale regala una tavolozza di colori che va dal giallo acceso al bruno intenso. Il programma della sagra permette di scegliere i giorni migliori per visitare il paese senza perdersi il corteo storico.
Rossana e la Valle Varaita, tra castagni e funghi
Più a nord, all’imbocco della Valle Varaita in provincia di Cuneo, Rossana celebra l’autunno con una sagra che unisce castagna e fungo, i due protagonisti dei boschi piemontesi in questa stagione. È una manifestazione nata negli anni sessanta, che ha conservato il ritmo semplice delle feste di paese: bancarelle, caldarroste, piatti a base di funghi porcini raccolti nei boschi circostanti.

La Valle Varaita, con i suoi castagneti che digradano verso il fondovalle, è parte di un Piemonte che negli ultimi anni ha visto crescere sensibilmente i flussi turistici autunnali, complice anche l’attenzione crescente per il turismo enogastronomico e all’aria aperta, come confermano i dati di Visit Piemonte sulla stagione.
Val di Cembra e l’oro del Trentino
Spostandosi verso le Dolomiti, la Val di Cembra, in Trentino, è uno dei luoghi dove il foliage raggiunge forse la sua massima intensità scenografica. I vigneti terrazzati che caratterizzano questa valle si alternano a boschi di latifoglie che in ottobre virano verso tonalità dorate e rossastre, con lo sfondo delle Dolomiti ancora innevate nelle prime ore del mattino.

Non è terra di grandi castagneti quanto l’Appennino, ma il paesaggio autunnale qui regala una luce particolare, molto ricercata da fotografi e camminatori. Gli itinerari dedicati al foliage in Trentino-Alto Adige segnalano anche la Foresta di Paneveggio e il Passo Rolle come tappe complementari per chi vuole allungare il giro su più giorni.
Quando partire e come muoversi tra i borghi
Il periodo migliore per il foliage in Italia centro-settentrionale va generalmente dalla metà di ottobre alla metà di novembre, con variazioni legate all’altitudine: nei castagneti appenninici i colori si accendono prima rispetto alle faggete di montagna. Le feste della castagna si concentrano tradizionalmente nei fine settimana di ottobre, spesso in concomitanza con le prime rievocazioni storiche autunnali.
Chi viaggia in questo periodo farebbe bene a muoversi con calma, prevedendo soste lunghe più che spostamenti frequenti: i borghi come Castiglione di Garfagnana o Soriano nel Cimino si visitano meglio a piedi, lasciando tempo per salire alle rocche, fermarsi in una trattoria di paese e assaggiare le castagne arrostite ancora calde, vendute nei sacchetti di carta agli angoli delle piazze.
Foto: Davide Zugna.



