Rotondella (A’ Rëtúnnë in dialetto lucano) sorge su un monte a 576 metri, nella zona sud-occidentale della provincia di Matera. Viene chiamata «il balcone dello Jonio»: da qui si vede la costa del golfo di Taranto, dalla Puglia alla Calabria. Il nome compare già nel 1261, nella forma Rotunda Maris. Tra i piatti locali c’è u’ pastizz rtunnar, un calzone con carne di maiale, formaggio e uovo, riconosciuto come prodotto Arca del Gusto Slow Food.
Comune della provincia di Matera, in Basilicata, Rotondella ha 2.309 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Rotondella
Il territorio di Rotondella è collinare: il centro è a 545 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va dal livello del mare a 851 metri. È un comune costiero, affacciato sul mare.
Nei dintorni si trovano Nova Siri (2,3 km), Valsinni (5,7 km), Colobraro (7,3 km), Canna (7,5 km) e Nocara (7,9 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Rotondella
Il territorio era abitato già nel Neolitico. C’erano villaggi sotto l’influenza delle antiche città di Siris ed Heraclea, per la posizione strategica. Nel 1261 il paese è citato come Rotunda Maris. Il nome deriva probabilmente dalla sua posizione di fronte al mar Jonio.
L’attuale centro abitato risale all’inizio del XVI secolo, sotto Ferrante Sanseverino. Fu lui a far costruire il Palazzo Baronale e il castello. Del castello oggi resta solo la cosiddetta «Torre del Carcere». Alla fine del Cinquecento arrivarono gli ottomani, che fecero molti prigionieri. Nel Seicento la popolazione aumentò, perché da paesi vicini arrivò gente che fuggiva dalla malaria.
Nel 1806, durante il decennio napoleonico, Rotondella entrò nel Distretto di Lagonegro e diventò capoluogo di circondario di Rocca Imperiale, Favale, Colobraro e Tursi. In quegli anni il brigantaggio colpì il paese. Nella notte del 30 agosto 1807 il brigante Nicola Abalsamo, detto «Pagnotta», lo mise a ferro e fuoco. Né i francesi né i Borboni migliorarono le condizioni del paese. Anche dopo l’unità d’Italia le speranze andarono deluse e ci fu il brigantaggio postunitario. Poi venne l’emigrazione. Dopo un breve aumento di abitanti tra gli anni cinquanta e sessanta, Rotondella soffre ancora di spopolamento.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 43 unità, da 2.352 (1° gennaio 2025) a 2.309 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 2.448 abitanti. Il comune si estende su 76,54 km², con una densità di circa 30 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune periferico, lontano dai principali servizi.
Cosa vedere a Rotondella
La chiesa madre è dedicata a Santa Maria delle Grazie. All’interno custodisce le statue lignee dell’Immacolata, della Madonna delle Grazie e di Sant’Antonio. La chiesa di Sant’Antonio da Padova faceva parte del convento francescano degli Zoccolanti. Chiesa e convento furono costruiti nel 1652 e i monaci li abitarono fino al 1862, quando con la legge Siccardi passarono allo Stato. Dentro si trovano un altare in marmo policromo e statue di San Francesco d’Assisi, San Pasquale Bairo e Santa Rosa da Lima.
La Torre di Sanseverino è una costruzione cinquecentesca voluta da Ferrante Sanseverino. Fu sede del carcere e oggi ospita la biblioteca comunale e l’archivio storico. Le «Lamie» di Bitonte sono archi seicenteschi a volta in pietra, sotto il palazzo della famiglia omonima. In paese ci sono anche il belvedere «Balcone dello Jonio», i murales del centro storico e vari palazzi baronali: Rondinelli, Ielpo, Tucci-Cospito, Albisinni e Ricciardulli.
Per la natura ci sono le Gole di Candela, ai piedi del Monte Coppolo, e la riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro.
Monachella e cucina
A Rotondella, come a Nova Siri e Montalbano Jonico, si racconta della «Monachella», versione femminile del monachicchio. È una piccola donna dispettosa dai lunghi capelli: nasconde gli oggetti in casa, disturba il sonno e annoda le criniere dei cavalli. Se si riesce a prenderla, porta fortuna a casa, lavoro e famiglia.
La cucina è quella lucana: carni ovine e suine, legumi, peperone crusco. Si mangiano i frizzùli al ferretto con sugo di carne e mollica fritta. Oltre al pastizz c’è il falagone, un calzone con ripieni come patate, peperoni e cipolla. Entrambi sono nel registro dei prodotti agroalimentari tradizionali lucani. Tra i dolci c’è il Sospiro rotondellese.
Turismo a Rotondella
Nel 2025 le strutture ricettive di Rotondella hanno registrato 8.296 presenze turistiche (notti trascorse), il 4% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 157% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 428 posti letto in 20 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Rotondella è un comune italiano situato in provincia di Matera, nella regione Basilicata. Il comune ha una popolazione di 2.309 abitanti e si estende su una superficie di 76,54 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



