Villanova del Battista è in provincia di Avellino, nella parte nord-orientale dell’Irpinia, non lontano dal confine con la Puglia. Il centro sorge a 742 metri, su un picco che domina la valle dell’Ufita e il torrente Fiumarella, ed è costruito su tre colli: San Nicola, Costa delle Rose e Spina Taverna. Il territorio è attraversato dal regio tratturo Pescasseroli-Candela, antica via della transumanza. Fino al Cinquecento il paese si chiamava Polcarino de’ Schiavoni, e gran parte degli abitanti parlava solo slavo.
Comune della provincia di Avellino, in Campania, Villanova del Battista ha 1.439 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Villanova del Battista
Il territorio di Villanova del Battista è collinare: il centro è a 702 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 362 a 794 metri.
Nei dintorni si trovano Zungoli (3,3 km), Flumeri (4,5 km), San Sossio Baronia (6,2 km), San Nicola Baronia (7,0 km) e Ariano Irpino (7,7 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Villanova del Battista
L’origine del centro urbano è incerta. Le numerose grotte del territorio fanno pensare che già in epoca preistorica ci vivessero gruppi nomadi, dediti a caccia e raccolta. Il nucleo più antico, chiamato Paese Vecchio, si trova sul colle San Nicola. Si suppone che sia nato nel Medioevo, per dare rifugio alla popolazione dalle incursioni barbariche che passavano a valle, lungo le vie romane.
Un documento del XIII secolo attesta il primo nome del paese: Pulcarino, deformazione di bulgarinus, da Bulgari, termine che indicava le popolazioni slave meridionali. Il riferimento possibile è ai proto-bulgari guidati nel VI secolo dal condottiero avaro Alzeco. Nel Quattrocento il paese era nella Baronia di Vico, poi passò al Ducato di Ariano. Ancora nel 1591 si chiamava Polcarino de’ Schiavoni. Nel Cinquecento molti abitanti parlavano solo slavo: nel 1584 fu presentata alla diocesi di Ariano una richiesta formale per avere un arciprete di madrelingua slava.
Il nome Villanova, cioè «città nuova», compare nel Seicento. «Del Battista» fu aggiunto con il regio decreto del 26 ottobre 1862, in onore del santo patrono, san Giovanni Battista. I terremoti hanno colpito il paese più volte: nel 1694, 1732, 1930, 1962 e 1980. Dopo quello del 1930, che distrusse il centro, furono costruiti i rioni Ariella e Taverna. Il 10 settembre 1943 un bombardamento aereo causò altri danni e vittime.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 15 unità, da 1.454 (1° gennaio 2025) a 1.439 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.478 abitanti. Il comune si estende su 20,00 km², con una densità di circa 72 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune periferico, lontano dai principali servizi. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Villanova del Battista
La chiesa madre di Santa Maria Assunta è stata ricostruita dopo i terremoti del 1930 e del 1980. Conserva due dipinti del Seicento attribuiti alla scuola di Luca Giordano, con la Caduta e la Deposizione dalla Croce, due scene della Via Crucis. All’interno ci sono anche un bassorilievo con i quattro Evangelisti, donato dagli amici di Miramont-de-Guyenne, comune gemellato, e un quadro del pittore locale Franco De Rosa sul battesimo di Gesù. In contrada Piani sorge la chiesa di San Pio e Madonna della Neve, inaugurata il 31 maggio 2003.
Tra gli edifici civili ci sono la fontana in pietra con abbeveratoio e i palazzi Iorizzo in Corso Vittorio Emanuele III, l’antico ex municipio e palazzo Ciccone in Corso Francesco Iorizzi, il monumento ai caduti e la torretta dell’ECA in via Parzanese.
Fuori dal paese ci sono boschi misti di conifere e latifoglie e varie sorgenti: la Fontana dei Salici, la Fontana del Signore, la Fontana della Pila e la sorgente solfureo-ferruginosa di Macchia di Faratro.
Il tiro del Giglio
Ogni anno, il 27 agosto, si tiene il tiro del Giglio. Il Giglio è un obelisco in onore di san Giovanni Battista, alto 27 metri e decorato con paglia intrecciata e grano. Viene trascinato con funi, aiutate da un trattore, dal luogo dove è costruito fino alla piazza.
Prima del 1930 gli obelischi erano due: uno di gràlito (avena selvatica), alto circa 25 metri e a 9 livelli, e uno più piccolo di grano. La tradizione si interruppe dopo il terremoto del 23 luglio 1930. Fu ripresa nel 1986 per iniziativa di alcuni villanovesi e dell’amministrazione comunale di allora.
Turismo a Villanova del Battista
Nel 2025 il comune contava 19 posti letto in 2 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Villanova del Battista è un comune italiano situato in provincia di Avellino, nella regione Campania. Il comune ha una popolazione di 1.439 abitanti e si estende su una superficie di 20,00 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



