Monte di Procida, in napoletano Monte ‘e Proceta (localmente Monde re Pròceta), è la parte più estrema della penisola flegrea. Il promontorio dei Campi Flegrei guarda l’isola di Procida, da cui lo separa il canale di Procida. Al largo, verso ovest, si trova l’Isolotto di San Martino: il ponte che lo collegava al tunnel è crollato e oggi non è più unito alla terraferma. In paese si preparano la «Cistecca» e il Casatiello dolce, tutelato dal marchio De.Co.
Al 1° gennaio 2026 Monte di Procida conta 11.735 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Napoli, in Campania.
In questa pagina
Dove si trova Monte di Procida
Il territorio di Monte di Procida è collinare e si affaccia verso la costa: il centro è a 86 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va dal livello del mare a 142 metri. È un comune costiero, affacciato sul mare.
I comuni più vicini sono Bacoli (2,8 km), Procida (5,0 km), Pozzuoli (6,6 km), Ischia (11 km) e Quarto (12 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Monte di Procida
Le prime testimonianze risalgono al neolitico medio-superiore, in località Bellavista/Torre Fumo. Da un passo di Dionigi di Alicarnasso (VI secolo a.C.) si capisce che era un villaggio di Cuma, per questo per secoli si chiamò Monte Cumano. Dopo la fondazione della colonia di Miseno entrò nel suo territorio e prese il nome di Monte Miseno.
Nel V secolo d.C. i barbari devastarono i Campi Flegrei, fino a Baia e Miseno. Intorno all’anno 850 i saraceni distrussero Miseno. Una parte degli abitanti fuggì a Procida, altri raggiunsero l’attuale Frattamaggiore. Il territorio fu aggregato a Procida e la terraferma restò abbandonata. Il monte si coprì di una foresta quasi inaccessibile: nella seconda metà del XV secolo Ferdinando I lo destinò alle cacce reali.
Il ripopolamento, opera dei procidani, iniziò nel XVII secolo. Il Monte prese allora il suffisso «di Procida». Verso la metà del 1600 fu costruita la prima cappella. Si disboscò, si seminò il grano e poi si piantarono le viti per il vino montese. Anche i conigli allevati nei fossi e le terrazze coltivate diedero impulso al paese. Dal commercio nacque la marineria montese, che ebbe la massima espansione nel ‘900. Il comune nacque il 27 gennaio 1907, con un referendum che lo separò da Procida. Fu importante il contributo di Ludovico Quandel. Negli anni 1870 e 1880 molti montesi emigrarono negli Stati Uniti.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 112 unità, da 11.847 (1° gennaio 2025) a 11.735 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 11.929 abitanti. Il comune si estende su 3,70 km², con una densità di circa 3.168 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una piccola città o un sobborgo; nella classificazione delle aree interne è un comune di cintura, vicino ai centri che offrono i servizi essenziali.
Cosa vedere a Monte di Procida
La chiesa della Madonna Assunta in cielo nasce da una cappella della metà del Seicento. Ogni 15 agosto, per la festa patronale, la visitano molti fedeli e turisti, anche dagli Stati Uniti. In paese ci sono anche le chiese della Madonna del Buon Consiglio, di Sant’Antonio e di San Giuseppe.
Villa Matarese era una masseria. L’avvocato Agostino Matarese la trasformò in villa signorile all’inizio del ‘900. Ha interni decorati in stile liberty e un vasto giardino.
La Necropoli di Cappella ha sepolture dall’inizio del I secolo a.C. alla prima metà del V secolo. Restano in parte gli affreschi sulle volte e nei loculi, con Selene tra simboli magici e una figura femminile, forse una menade danzante. Le epigrafi ricordano la flotta misenate, la Classis Misenensis.
La marina di Acquamorta è uno dei luoghi più frequentati. Il nome viene da una leggenda su un legame spezzato tra due giovani del posto. Nella darsena si conservano molti gozzi flegreo-napoletani in legno, a remi o a vela latina.
Cucina e tradizioni
Il Casatiello di Monte di Procida è dolce, diverso da quello napoletano. Si prepara a Pasqua con un lungo rituale che coinvolge la famiglia e si regala. Oggi si mangia tutto l’anno. Ha un disciplinare e la De.Co. comunale, e nel 2022 la Regione Campania lo ha riconosciuto Patrimonio Culturale Immateriale.
Dall’emigrazione negli Stati Uniti viene la «Cistecca». Alcuni ristoratori tornati in paese rielaborarono il cheese-steak con i gusti flegrei, e nel 1984 il panino prese questo nome. A Monte di Procida nacque nel 1949 Pino Scotto.
Turismo a Monte di Procida
Nel 2025 le strutture ricettive di Monte di Procida hanno registrato 4.618 presenze turistiche (notti trascorse), il 44% delle quali di turisti stranieri, in linea con l’anno prima. Nel 2025 il comune contava 150 posti letto in 33 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Monte di Procida è un comune italiano situato in provincia di Napoli, nella regione Campania. Il comune ha una popolazione di 11.735 abitanti e si estende su una superficie di 3,70 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



