Per secoli, ogni autunno, migliaia di pecore scendevano dalle montagne dell’Abruzzo e del Molise verso i pascoli caldi del Tavoliere delle Puglie, per tornare in primavera. Questa migrazione si chiama transumanza, dal latino trans humus, «attraverso la terra», e le vie erbose su cui camminavano pastori e greggi sono i tratturi. Il Molise ne è attraversato da un capo all’altro.
Cosa sono i tratturi
Il tratturo è una strada di erba e terra battuta, nata dal passaggio delle greggi e degli armenti. La larghezza normale era di 111 metri, pari a sessanta passi napoletani: un grande nastro verde che univa montagne e pianure, con chiese campestri lungo il percorso per il riposo e il conforto dei pastori. Dagli anni Sessanta del Novecento la transumanza a piedi è quasi scomparsa, ma i tracciati restano. In Molise una legge regionale del 1997 li ha messi tutti nel demanio regionale e li ha riuniti nel Parco dei tratturi del Molise, per il loro valore storico, archeologico, naturalistico e paesaggistico.
I grandi tratturi del Molise
- il tratturo L’Aquila-Foggia, detto tratturo Magno o del Re, con 244 chilometri il più lungo d’Italia: in Molise corre vicino alla costa, da Montenero di Bisaccia a Petacciato, Termoli, Guglionesi, San Martino in Pensilis e Campomarino;
- il tratturo Pescasseroli-Candela, lungo 211 chilometri: entra in Molise a Rionero Sannitico, passa per Isernia, Castelpetroso, Cantalupo, Bojano, Guardiaregia e Sepino e segue in gran parte la strada statale 17;
- il tratturo Castel di Sangro-Lucera, lungo circa 130 chilometri, che passa vicino a Campobasso;
- il tratturo Celano-Foggia, il secondo per lunghezza, con circa 200 chilometri, il più interno dei tre grandi tratturi.
I tratturi principali erano collegati tra loro da bracci minori, come il Centocelle-Cortile-Matese.
Dove vedere la storia della transumanza
Il luogo più bello è Saepinum: la città romana è nata proprio sul tratturo Pescasseroli-Candela, che ne diventa il decumano, la via principale. Già nel II secolo a.C. il passaggio delle greggi vi portava commerci e laboratori artigiani. Il tratturo prosegue poi nella piana di Bojano, ai piedi del Matese. Sulle montagne dell’Isernino, a Frosolone, l’economia si è basata per secoli sull’allevamento delle pecore.
Camminare sui tratturi
Molti tratti sono ancora percorribili a piedi, a cavallo o in bicicletta, ma non sempre sono segnalati e in alcuni punti il tracciato è stato occupato da strade e campi: è meglio informarsi prima presso i Comuni e le associazioni locali. Gli altri luoghi della regione sono nella guida Cosa vedere in Molise.
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