Gambasca (Gambasca in piemontese e in occitano) sta in provincia di Cuneo, sulla destra orografica del fiume Po, nella sua valle. Da qui lo sguardo va dal monte Monbracco (1307 m), ultima propaggine del gruppo del Monviso sulla pianura saluzzese, fino al Monviso stesso e alle Langhe. Il territorio è punteggiato da antiche borgate, in gran parte oggi disabitate, e da meire isolate nei boschi.
Gambasca è un comune della provincia di Cuneo, in Piemonte, con 376 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Gambasca
Il territorio di Gambasca è collinare: il centro è a 477 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 402 a 1.423 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Martiniana Po (1,5 km), Rifreddo (1,9 km), Revello (3,2 km), Sanfront (3,2 km) e Envie (5,7 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Gambasca
Gambasca fu possedimento dei marchesi di Saluzzo. Nel 1138 i marchesi donarono un castagneto vicino al paese all’abbazia di Santa Maria di Staffarda. Più tardi il territorio passò alle monache del monastero di Rifreddo. La madre badessa poteva fregiarsi del titolo di Contessa di Gambasca. I due istituti religiosi se lo contesero più volte. Nel 1434 la badessa-contessa Mercia de’Pugneti concesse gli Statuti alle terre di Gambasca e Rifreddo.
Nel 1621 il monastero cedette le terre alla comunità, compresi i diritti sulle decime. Nel 1657 però i Savoia, con Carlo Emanuele II, nominarono Francesco Havard de Senantes marchese di Gambasca e le terre furono tolte ai contadini. Dopo di lui il paese passò agli Isnardi di Caraglio e poi al marchese Luigi Coardi di Carpeneto (1771). Nel 1833 Coardi cedette le terre al Comune, con una somma di 12.000 lire.
Tra il 1928 e il 1946, per decreto reale, Gambasca fu unita a Martiniana Po e ne divenne frazione. Tornò autonoma dopo la seconda guerra mondiale.
Nel 1495 l’inquisitore Vito De Beggiami condannò per mascaria nove donne della Valle Po. Quattro erano di Gambasca: Caterina Bonivarda, Caterina Borella, Bilia Dei Galliani e Giovanna Cometta. Gli atti del processo, trovati presso il Comune di Rifreddo, raccontano in particolare le vicende di Caterina Bonivarda e di Caterina Borella, detta «fornaia».
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 22 unità, da 354 (1° gennaio 2025) a 376 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 347 abitanti. Il comune si estende su 5,74 km², con una densità di circa 65 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune di cintura, vicino ai centri che offrono i servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Gambasca
Al centro del paese c’è la parrocchia di San Sebastiano. Fu eretta come cappella nel 1492 e consacrata dal vescovo di Torino nel 1497.
Il resto del territorio è fatto di borgate sparse, a monte e a valle del concentrico. Alcune hanno una disposizione a ferro di cavallo. L’ingresso è segnato da grandi archi e imponenti portoni in legno, che servivano anche per la difesa. Molte borgate oggi sono disabitate e alcune sono in stato di abbandono.
Nei boschi si trovano molte meire isolate. I contadini le usavano come dimora estiva quando portavano gli animali all’alpeggio, o per viverci tutto l’anno. Su molte, sui muri esterni, c’è l’immagine di un santo.
Tra le borgate principali ci sono Carpeneti, Giordana, Mulino, Roggero, Nari, Terbus, Giusiana, Castinel, Brignola, Santa Lucia e San Rocco.
Turismo a Gambasca
Nel 2025 il comune contava 12 posti letto in 2 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Gambasca è un comune italiano situato in provincia di Cuneo, nella regione Piemonte. Il comune ha una popolazione di 376 abitanti e si estende su una superficie di 5,74 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



