Maenza è l’ultimo paese della provincia di Latina prima di quelle di Roma e Frosinone. Confina con Carpineto Romano a nord e con Supino a est. Il centro sorge a 360 metri su una collina che si stacca dall’estremità orientale dei Monti Lepini. Da qui lo sguardo scende fino al mare. Nelle giornate serene si vedono le isole di Ponza, Zannone e Palmarola. Intorno ci sono monti con ampie zone di bosco.
Al 1° gennaio 2026 Maenza conta 2.956 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Latina, in Lazio.
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Dove si trova Maenza
Maenza è un comune di montagna: il centro è a 349 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 43 a 1.254 metri.
I comuni più vicini sono Roccagorga (3,3 km), Roccasecca dei Volsci (4,6 km), Priverno (5,6 km), Prossedi (6,9 km) e Giuliano di Roma (8,5 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Maenza
Sul nome di Maenza ci sono tre ipotesi. Una lo fa derivare da Magenzio, eroe di origine etrusca ricordato nel libro X dell’Eneide come alleato di Turno contro Enea. Un’altra lo lega ai popoli germanici che, dopo la conquista, avrebbero costruito qui una fortificazione richiamandosi a Magonza (Mainz). La terza parte dalla radice mag («crescere») unita a gens: «gente che cresce».
Secondo la tradizione, il paese fu fondato dagli abitanti di Priverno, fuggiti dopo la distruzione della loro città da parte dei Romani. Esistevano già nuclei abitati di età romana. Lo prova una lastra che ricorda la casa di campagna di un certo Lucio. Oggi la lastra è nel castello, mentre la casa è diventata la chiesetta di sant’Eleuterio, patrono del paese.
Nel Medioevo le vicende di Maenza seguono quelle dei feudatari: Annibaldi, Caetani, da Ceccano, Borgia, Aldobrandini, Doria Pamphili, Borghese, De Cabannis e Pecci. Il legame più stretto fu con i Conti di Ceccano. Berardo I (1204-1254) scelse Maenza come residenza e vi fece costruire il Palazzo Baronale. Nel settembre del 1123 un familiare pontificio, Crescenzio, fu ucciso e derubato nel territorio. Papa Callisto II ne ritenne responsabile il signore di Maenza. Le truppe papali occuparono il paese e il feudatario fu decapitato sulla piazza del castello. Più tardi il paese fu occupato di nuovo, insieme ad altri centri vicini, dalle truppe di Onorio III.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 4 unità, da 2.952 (1° gennaio 2025) a 2.956 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 2.977 abitanti. Il comune si estende su 42,13 km², con una densità di circa 70 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Maenza
Il castello conserva la lastra di età romana che ricorda la casa di campagna di Lucio. Quella casa oggi è la chiesetta di sant’Eleuterio, il patrono.
Il Palazzo Baronale fu fatto costruire da Berardo I da Ceccano. Qui fu ospite Tommaso d’Aquino, che secondo i verbali del processo di canonizzazione compì a Maenza il suo primo miracolo.
Nel duomo c’è una cappella dove Giacomo I da Ceccano (1299-1363) dispose di essere sepolto.
Fuori dal paese ci sono colline e boschi, con monti come il Monte Gemma, il Monte Sentinella, il Monte Calvello, il Monte Mattarese e il Monte Ravola Scrima. Dal centro, nelle giornate limpide, si vedono le isole di Ponza, Zannone e Palmarola.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Natura e paesaggio
Turismo a Maenza
Nel 2025 il comune contava 156 posti letto in 11 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Maenza è un comune italiano situato in provincia di Latina, nella regione Lazio. Il comune ha una popolazione di 2.956 abitanti e si estende su una superficie di 42,13 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia centrale.



