Anzi sorge a 1008 metri di altitudine, nella parte centrale della provincia di Potenza. È il terzo comune più alto della Basilicata, dopo Pietrapertosa e Marsicovetere, e fa parte del Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. In epoca antica si chiamava Anxia. Nel suo territorio è stata trovata una pietra con un’iscrizione osca, e dalle sue campagne vengono vasi greci oggi nei musei di Napoli e Londra. Ogni giugno il paese accende i fuochi di Sant’Antonio.
Anzi è un comune della provincia di Potenza, in Basilicata, con 1.445 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Anzi
Anzi è un comune di montagna: il centro è a 1.004 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 529 a 1.247 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Calvello (6,7 km), Laurenzana (8,5 km), Trivigno (9,3 km), Brindisi Montagna (11 km) e Abriola (11 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Anzi
Il territorio è abitato fin dall’età del Ferro: vi hanno vissuto Enotri, Lucani e Romani. Nel 1800, in contrada San Giovanni, fu trovata una pietra triangolare con un’epigrafe che per molto tempo nessuno riuscì a leggere. Alla fine fu decifrata: è un’iscrizione osca e riporta il termine EINCA. Il nome Anzi deriva probabilmente dal latino Anxia.
Con i Greci il paese diventa noto per la produzione di ceramica. Dalla metà del Settecento, nelle campagne di Anzi sono stati trovati reperti archeologici. Oggi sono conservati al Museo Archeologico di Napoli e in altri musei del mondo, tra cui il British Museum di Londra.
Con il nome di Anxia il centro compare per la prima volta nella Tavola Peutingeriana, un’antica carta geografica. Aveva importanza per la sua posizione strategica: la via per Anzi era un passaggio obbligato tra Potenza e l’antica Grumentum. La strada chiamata Herculea fu fatta costruire nel IV secolo d.C. dall’imperatore Diocleziano e portata a termine sotto Massimiano Erculio. Poi il paese passò sotto i Longobardi, i Normanni e i signori feudali. Intorno al 1240 Federico II decise di restaurare il castello, danneggiato gravemente durante l’assedio di Ruggero.
Tra il 1940 e il 1943 otto profughi ebrei, tra cui una famiglia polacca con due ragazzi, furono confinati ad Anzi in soggiorno coatto. Furono liberati nel settembre 1943, con l’arrivo dell’esercito alleato.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 38 unità, da 1.483 (1° gennaio 2025) a 1.445 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.553 abitanti. Il comune si estende su 77,10 km², con una densità di circa 19 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Anzi
Il monte Siri domina il paese. In cima c’è la chiesa di Santa Maria, con affreschi del Todisco (XVI secolo) e un portale tardogotico del 1525. Qui restano anche i resti di un castello costruito nel 1091, con vista sulla Diga della Camastra. Dal 2008 sul monte funziona un planetario con osservatorio astronomico, gestito dall’associazione Teerum Valgemon Aesai. Scendendo si trova la chiesa romanico-gotica di Santa Lucia, che conserva un’acquasantiera medievale.
In piazza Dante c’è la chiesa Madre di San Donato, patrono di Anzi. Fu ricostruita nell’Ottocento su una struttura cinquecentesca. La chiesa di Sant’Antonio, del 1587, è di ordine ionico e ha sull’altare maggiore una tela con l’incoronazione della Vergine. Palazzo La Fenice, già Palazzo Fittipaldi, è un palazzo baronale settecentesco costruito sull’ospizio dei certosini di Padula. Oggi ospita gli uffici comunali. Conserva affreschi neoclassici e ha annessa la cappella di San Lorenzo.
In piazza una fontana dell’artista lucano Lo Sasso, inaugurata nel 2008, rappresenta un pastore con un montone. Nel bosco c’è il villaggio turistico «La Casa nel Bosco», con un parco di dinosauri a grandezza naturale.
I fuochi di Sant’Antonio
Il 12 e 13 giugno Anzi festeggia Sant’Antonio con i fuochi. Già a maggio i giovani dei quartieri raccolgono le ginestre che alimentano i falò della sera del 12. Alcuni gettano le ginestre nel fuoco. Altri portano le «guglie», strutture di legno con l’immagine del Santo, accompagnati dalla banda. Le guglie devono attraversare tutti i fuochi, tra carboni e fiamme, e «ballare» tra i quartieri. Il passaggio rappresenta la vittoria del bene, cioè il Santo, sul male, cioè il peccato degli uomini.
Turismo ad Anzi
Nel 2024 le strutture ricettive di Anzi hanno registrato 120 presenze turistiche (notti trascorse), il 15% delle quali di turisti stranieri. Nel 2025 il comune contava 40 posti letto in 5 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Anzi è un comune italiano situato in provincia di Potenza, nella regione Basilicata. Il comune ha una popolazione di 1.445 abitanti e si estende su una superficie di 77,10 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



