Atella (Ratèddə o Ratéddə in dialetto lucano) sorge a 500 metri di quota nel cuore della Valle di Vitalba. È una zona ampia e quasi tutta pianeggiante, che va da Lagopesole al monte Vulture, nel nord della Basilicata, al confine con l’Irpinia. L’abitato ha una pianta a scacchiera, tracciata tra il 1320 e il 1330 per volere degli angioini. Di quel periodo restano una porta delle mura, la Porta di San Michele, e la Torre Angioina.
Atella è un comune della provincia di Potenza, in Basilicata, con 3.574 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Atella
Il territorio di Atella è collinare: il centro è a 500 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 301 a 1.255 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Rionero in Vulture (5,7 km), Filiano (7,0 km), Ripacandida (8,2 km), Barile (9,4 km) e Ruvo del Monte (9,5 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Atella
La fondazione del paese è datata al Trecento, ma alcune ipotesi la fanno risalire più indietro. C’è chi parla di profughi arrivati nel III secolo a.C. dall’omonima città campana. Altri pensano che Atella sia nata sulle rovine di Celenna, citata da Virgilio nell’Eneide. Una necropoli del IV secolo a.C. e un sarcofago di epoca imperiale romana, oggi al Museo archeologico nazionale di Napoli, fanno pensare a un’origine antica. Nel 2004, vicino alla Torre degli Embrici, gli scavi hanno trovato un insediamento agricolo con terme, usato dagli ultimi secoli prima di Cristo fino al tardo Medioevo.
Nel 1152 una bolla di papa Eugenio III diede vita a Santa Maria di Rivonigro, casale del feudo di Atella, che dipendeva dal vescovo di Rapolla. Il paese attuale nacque con la riorganizzazione voluta dagli angioini. Giovanni d’Angiò promise dieci anni senza tasse a chi si fosse trasferito nella nuova città. Arrivò gente da Rionero, Monticchio, Lagopesole, Balvano e da altri luoghi vicini. Atella ebbe mura, un castello e due porte, e divenne un centro economico e militare importante.
Dopo circa un secolo di prosperità iniziò il declino, tra saccheggi, cambi di feudatario e terremoti. Nel 1496 i francesi saccheggiarono la città. Nel 1502 il generale aragonese Gonzalo Fernández de Córdoba la conquistò dopo un assedio di circa 30 giorni. Il terremoto del 1694 distrusse gran parte dell’abitato e del castello, e molti abitanti si trasferirono a Melfi. Un altro sisma, nel 1851, quasi distrusse il paese. Dopo il 1861 circa cento atellani presero parte al brigantaggio. Il più noto fu Giuseppe Caruso, luogotenente di Carmine Crocco, che poi lo tradì.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 34 unità, da 3.608 (1° gennaio 2025) a 3.574 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 3.681 abitanti. Il comune si estende su 88,46 km², con una densità di circa 40 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere ad Atella
Del castello angioino resta solo la Torre Angioina, risparmiata dal terremoto del 1694. Delle due porte delle mura è sopravvissuta la Porta di San Michele. Fuori dal paese, vicino alla Torre degli Embrici, si visitano i resti dell’insediamento agricolo e termale scavato nel 2004.
La chiesa dedicata a Santa Maria della Neve è del XIV secolo. I terremoti l’hanno obbligata a molti restauri: la facciata è trecentesca, l’interno è del XVIII secolo. Dà sulla piazza principale. Ha un portale ad arco a sesto acuto, un rosone e due nicchie con le statue di Sant’Antonio Abate e di San Nicola di Bari. Più in alto c’è un crocifisso arcaico. L’interno, a una sola navata, conserva dipinti del Cinquecento come l’Annunciazione e un quadro dell’Ottocento con la Madonna della Neve.
Un’altra chiesa fu fondata nel 1389 e rinnovata a fondo nel 1694. Custodisce un affresco quattrocentesco della Madonna Riparatrice, riscoperto dopo il terremoto del 1851.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Musei e cultura
Lingua e prodotti
A Atella si parla un dialetto lucano, e il nome del paese suona Ratèddə. Nel Cinquecento e nel Seicento i feudatari concessero capitoli, cioè accordi tra signore e vassalli, alla Terra di Atella e al Casale di Arenigro, abitato da persone di chiara origine grecofona. In epoca angioina i prodotti locali, cioè cereali, formaggi e salumi, venivano venduti nelle città più importanti del Meridione.
Turismo ad Atella
Nel 2025 le strutture ricettive di Atella hanno registrato 2.106 presenze turistiche (notti trascorse), il 13% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 16% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 180 posti letto in 9 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Atella è un comune italiano situato in provincia di Potenza, nella regione Basilicata. Il comune ha una popolazione di 3.574 abitanti e si estende su una superficie di 88,46 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



