Polinago (Pulinêg in dialetto frignanese) sta a sud di Modena, nella valle del torrente Rossenna, affluente del Secchia. Fa parte dell’unione dei comuni del Frignano. Il territorio è collinare e sale da circa 300 metri fino ai 1053 del monte San Martino. Sulle pendici meridionali di questo monte sorge il nucleo principale, con vista sul monte Cimone. Nel comune ci sono anche il ponte d’Ercole, un arco naturale di roccia arenaria, e una sorgente di acqua sulfurea.
Polinago è un comune della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, con 1.604 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
In questa pagina
Dove si trova Polinago
Polinago è un comune di montagna: il centro è a 802 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 293 a 1.053 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Lama Mocogno (4,9 km), Palagano (6,4 km), Montefiorino (8,0 km), Pavullo nel Frignano (9,5 km) e Prignano sulla Secchia (9,9 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Polinago
La storia antica di Polinago è quella di tutto il Frignano. I rilievi appenninici fecero da rifugio ai Liguri Friniati e ai Celti, che fuggivano dall’espansione dell’Impero romano. Più tardi arrivarono altri popoli, spinti dalle invasioni barbariche. Il nome Polinagus compare per la prima volta in un documento del 931, conservato nell’archivio capitolare di Modena. Le prime notizie della Pieve di Polinago sono del 1013. Allora il centro era abitato da pochissime famiglie ed era più piccolo di diverse frazioni di oggi.
Nel Medioevo la zona fu sotto il dominio di famiglie potenti: prima i conti Da Gombola, di cui resta il castello nella frazione di Gombola, poi i Montecuccoli di Pavullo. Fino al Risorgimento Polinago fece parte del ducato degli Este. Dopo l’età napoleonica diventò comune autonomo. Fece eccezione un breve periodo dell’Ottocento, in cui fu annesso a Sassuolo.
Nella seconda guerra mondiale il territorio fu teatro di scontri violenti, anche perché vicino alla linea Gotica. A Picciniera di Gombola cadde in combattimento Franco Cesana, ragazzo ebreo di 12 anni, considerato il più giovane partigiano d’Italia e decorato con la medaglia di bronzo al valor militare. Il 12 ottobre 1944 il paese subì una rappresaglia nazista e fu in parte distrutto.
Nel dopoguerra molti partirono verso le città del nord e il centro e le frazioni si spopolarono. Oggi c’è una lenta ripresa. Dipende dalla meccanizzazione dell’agricoltura e dall’industria ceramica di Sassuolo, dove lavorano molti pendolari di Polinago.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 27 unità, da 1.577 (1° gennaio 2025) a 1.604 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.582 abitanti. Il comune si estende su 53,74 km², con una densità di circa 30 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune periferico, lontano dai principali servizi. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Polinago
Le frazioni principali conservano resti di antiche fortificazioni, costruite in punti alti e facili da difendere. L’esempio più chiaro è il castello di Gombola. Nella stessa frazione il terreno mostra tratti scoscesi e lastroni calcarei.
Il ponte d’Ercole, detto anche ponte del Diavolo, è un monolite di roccia arenaria nel bosco, scolpito dall’erosione a forma di arco. Si può percorrere a piedi, ma non scavalca un corso d’acqua, solo una depressione. Si trova vicino al confine con Lama Mocogno e Pavullo nel Frignano. Da Brandola si raggiunge in due ore di trekking leggero. Nell’area sono stati trovati anche insediamenti e necropoli di epoca romana.
A Brandola, tra faggi e pioppi, si trovano i Bagni di Brandola. È una sorgente di acqua sulfurea nel bosco, nota già in epoca etrusca e romana, vicino a Ca’ Vecchia e a Messer Polo. Nella parte nord del comune, vicino a Casa Matteazzi, c’è la Salsa della Canalina: risale fango freddo misto a gas.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Lingua e personaggi
Il nome del paese in dialetto frignanese è Pulinêg.
Un episodio lega Brandola a nomi noti. Nel 1448 un’epidemia colpiva il bestiame. Si notò che le bestie che bevevano alla sorgente guarivano. Il signore di Brandola, Galasso Pio, mandò un campione d’acqua al medico Michele Savonarola, nonno del frate Girolamo, e l’analisi confermò le virtù dell’acqua. La vicenda è raccontata dall’anatomista modenese Gabriele Falloppia nel libro “De Medicalis aquis”, del 1564.
Turismo a Polinago
Nel 2025 le strutture ricettive di Polinago hanno registrato 5.107 presenze turistiche (notti trascorse), il 38% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 37% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 168 posti letto in 16 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Polinago è un comune italiano situato in provincia di Modena, nella regione Emilia-Romagna. Il comune ha una popolazione di 1.604 abitanti e si estende su una superficie di 53,74 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



