Calamandrana (Calamandran-a in piemontese, Camendran-a nella varietà astigiana) è in provincia di Asti, tra Nizza Monferrato e Canelli. Il comune è diviso in Calamandrana Alta e Calamandrana Bassa e ha più centri abitati: il Municipio è a Quartino. Nella parte pianeggiante, nella piana del Belbo, ci sono vivai e alcune industrie. Sulle colline prevalgono le aziende vitivinicole.
Al 1° gennaio 2026 Calamandrana conta 1.643 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Asti, in Piemonte.
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Dove si trova Calamandrana
Il territorio di Calamandrana è collinare: il centro è a 157 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 136 a 359 metri.
I comuni più vicini sono Rocchetta Palafea (3,3 km), Castel Boglione (3,7 km), San Marzano Oliveto (3,9 km), Canelli (4,2 km) e Nizza Monferrato (4,3 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Calamandrana
Il nome compare per la prima volta in un documento pubblico del 1129. Il castellano Guglielmo, figlio di Amedeo, donò al monastero di Santa Maria presso Acqui un manso, cioè un podere. Queste terre erano probabilmente già abitate in antico da popolazioni liguri di origine celtica, sconfitte dai Romani nel 200 a.C.
Nel XII secolo il paese entrò per breve tempo nel Marchesato del Monferrato. Agli inizi del XIII secolo Bonifacio del Vasto, sottomessosi ad Alessandria, lo cedette ai San Marzano di Canelli. Durante lo scontro per l’annessione al feudo alessandrino gli abitanti lasciarono la piana. Si rifugiarono nella chiesa di San Giovanni Lanerio e lì costruirono il nuovo centro di Nizza della Paglia, oggi Nizza Monferrato. Nel 1232 il territorio tornò ai Marchesi del Monferrato, che lo concessero al Marchesato di Incisa. Nel 1305 passò agli Asinari.
Nel 1657 il Duca di Mantova lo concesse al marchese Giovanni Maria Piccolomini. Quindici anni dopo passò al conte mantovano Matteo Quinciani. Nel 1682 Francesco Maria Cordara, nato a Calamandrana e diventato conte, fece iniziare la costruzione del Castello, arrivato intatto fino a oggi.
Nel 1943 molti soldati fuggiti dalle caserme si rifugiarono in paese, dopo lo scioglimento dell’esercito. Il parroco don Emilio Carozzi e la popolazione li aiutarono. Nello stesso anno a Calamandrana Alta nacque una formazione partigiana. Alla fine del 1944 ci furono scontri, con minacce e saccheggi. Nel 1945 fu incendiato anche il Municipio.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 8 unità, da 1.651 (1° gennaio 2025) a 1.643 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.661 abitanti. Il comune si estende su 12,79 km², con una densità di circa 128 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere a Calamandrana
Il centro storico è attraversato da una sola strada, via Maestra. Subito all’inizio, sulla sinistra, c’è la chiesa di San Sebastiano, restaurata di recente. Fu costruita probabilmente nel Settecento come sede di una confraternita. È in laterizio, con facciata a capanna e un profondo portico neoclassico. Vale la pena guardare gli affreschi all’interno.
Lungo la strada sottomura del borgo antico si arriva alla parrocchiale dell’Immacolata Concezione, di epoca barocca. L’arco e parte dell’abside sono ricavati dalle antiche mura del Castello. Prima di diventare parrocchiale era l’oratorio del castello e la sede dei Disciplinati.
Nella piana c’è la parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, costruita tra il 1952 e il 1953. Nel 1962 fu decorata con dipinti nell’abside di Piero Dalle Ceste e con un mosaico.
In valle San Giovanni sorge la chiesa di San Giovanni delle Conche, su una bassa collina. Del periodo romanico resta solo l’abside, inserita nel fianco destro. Accanto ce n’è una più piccola in stile neogotico, mentre a nord ce n’è una più alta, tardobarocca. La torre campanaria quadrata le collega al corpo della chiesa. Per questo l’interno è quasi circolare.
Il nome e il lavoro della terra
Il nome ha cinque «a» e fa pensare a «calano le mandrie», perché i contadini portavano il gregge «alla piana». È più probabile però che derivi da calamandrina, nome piemontese di una quercia nana: un tempo le colline erano coperte di boscaglie di olmi e querce. In alcuni atlanti del Settecento il paese è scritto Calamandrina.
L’economia resta agricola. Nella parte pianeggiante ci sono molti vivai, in collina molte aziende vitivinicole. Lo stemma, concesso nel 1957, mostra un castello con due torri merlate.
Turismo a Calamandrana
Nel 2025 le strutture ricettive di Calamandrana hanno registrato 12.046 presenze turistiche (notti trascorse), il 73% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 20% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 274 posti letto in 28 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Calamandrana è un comune italiano situato in provincia di Asti, nella regione Piemonte. Il comune ha una popolazione di 1.643 abitanti e si estende su una superficie di 12,79 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



