Il castello di Issogne è uno dei castelli più famosi della Valle d’Aosta. Sta al centro del paese di Issogne, sulla destra della Dora Baltea, quasi di fronte al castello di Verrès, e ha un aspetto opposto al suo vicino: tanto è austero e militare Verrès, tanto Issogne è una dimora signorile del Rinascimento. È celebre per il cortile, con la fontana del melograno, e per il porticato affrescato con scene di vita quotidiana della fine del Medioevo, un raro esempio di pittura alpina.
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La storia
Il primo documento che cita il castello è una bolla di papa Eugenio III del 1151: allora a Issogne c’era una casaforte del vescovo di Aosta, forse sul sito di una villa romana, come fanno pensare alcuni muri trovati nelle cantine. Intorno al 1333 Aymon de Verrès la assaltò e la diede alle fiamme. Nel 1379 il vescovo affidò la signoria a Ibleto di Challant, che trasformò la casaforte in una dimora elegante, in stile gotico, con torri e corpi di fabbrica dentro una cinta di mura.
L’aspetto di oggi si deve ai lavori iniziati verso il 1480 da Luigi di Challant e portati avanti soprattutto dal priore Giorgio di Challant-Varey, che fece del castello una residenza rinascimentale. Dopo la morte dell’ultimo conte di Challant, nel 1802, il castello fu abbandonato e spogliato dei suoi arredi. Nel 1872 lo comprò all’asta il pittore torinese Vittorio Avondo, che lo restaurò e lo riarredò con mobili originali ritrovati sul mercato antiquario o con copie d’epoca; nel 1907 lo donò allo Stato, e dal 1948 è della Regione Valle d’Aosta.
Il cortile e la fontana del melograno
Da fuori il castello è una dimora dall’aspetto semplice, con torrette angolari poco più alte del resto. Tre lati chiudono il cortile, il quarto è un giardino all’italiana. Sulle facciate del cortile c’è il «miroir pour les enfants de Challant», una serie di stemmi dei rami della famiglia e dei suoi matrimoni, dipinti per tramandarne la memoria.
Al centro c’è la fontana del melograno: una vasca ottagonale di pietra da cui si alza un albero di ferro battuto che getta zampilli d’acqua. I frutti sono di melograno, le foglie di quercia; tra i rami si nascondono minuscoli draghi. La fece fare probabilmente Giorgio di Challant per le nozze del suo pupillo Filiberto con Louise d’Aarberg, nel 1502: il melograno, con i suoi tanti grani, è la fertilità e l’unità della famiglia, la quercia la forza e l’antichità.
Gli affreschi del porticato
Sul lato est del cortile il porticato ha le lunette affrescate con botteghe e scene di vita quotidiana tra il XV e il XVI secolo, dipinte con realismo e ironia: il corpo di guardia con i soldati che giocano a carte, il fornaio, il macellaio che gira lo spiedo mentre un gatto cerca di rubare la carne, il sarto, lo speziale, il mercato della frutta e della verdura. Nella bottega del salumiere si vedono forme di formaggio che sono considerate la più antica immagine della fontina. L’autore è un pittore noto come maestro Colin, dal graffito «Magister Collinus» nella lunetta del corpo di guardia.
Le sale
Il castello ha una cinquantina di locali, una decina dei quali si vedono con la visita guidata: la sala da pranzo con i mobili fatti fare da Avondo, la cucina con il grande camino e il forno, e la sala della giustizia, la sala di rappresentanza, con le pareti dipinte da un finto loggiato che racchiude scene di caccia, di vita di corte e paesaggi nordici, fino al giudizio di Paride, dove Paride ha il volto di Giorgio di Challant. Una scala a chiocciola di pietra sale al primo piano, alle stanze dei signori, che Avondo usò come sua residenza.
Nei dintorni
Dall’altra parte della Dora c’è il castello di Verrès, la fortezza costruita da Ibleto di Challant nel XIV secolo; da Verrès sale la Val d’Ayas. Gli altri castelli della regione sono nella nostra guida ai castelli della Valle d’Aosta, e la zona è raccontata nella pagina La Val d’Ayas e Verrès.
Informazioni sul Comune
Issogne è un comune italiano situato in provincia di Aosta, nella regione Valle d'Aosta. Il comune ha una popolazione di 1.283 abitanti e si estende su una superficie di 23,58 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



