Domenica 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, la Sicilia si è fermata per camminare. È accaduto in contemporanea da Pantelleria all’Etna, da Trapani a Messina: oltre 1.300 persone hanno attraversato a passo lento l’isola nella IV Giornata Regionale dei Cammini e dei Sentieri di Sicilia, un numero che segna un record per l’iniziativa e che racconta qualcosa di più di una semplice giornata escursionistica.
L’evento è stato promosso dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana insieme al Coordinamento dei Cammini e Sentieri di Sicilia e al Club Alpino Italiano. Più di trenta itinerari gratuiti, pensati per famiglie, giovani ed escursionisti esperti, hanno animato tutte le province siciliane in un’unica giornata diffusa di mobilità dolce.
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Un’isola che cammina insieme
La scelta della data non è casuale: il 4 ottobre cade nell’anno delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura che lega profondamente la spiritualità francescana alla cultura del cammino. Non stupisce che molti degli itinerari proposti abbiano un’anima religiosa o francescana, intrecciata a paesaggi che vanno dalle vette montane alle scogliere.

«L’eccezionale risposta di pubblico a questa edizione conferma che la Sicilia è pronta a recitare un ruolo da protagonista assoluto nel panorama nazionale dello slow tourism», ha dichiarato l’assessora regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Elvira Amata. «Vedere oltre milletrecento persone camminare insieme, dai centri storici ai sentieri più reconditi, dimostra la validità delle nostre strategie volte a destagionalizzare i flussi e a valorizzare le identità locali».

Per il Coordinamento dei Cammini e Sentieri di Sicilia, che riunisce oltre 25 associazioni attive sul territorio, il traguardo ha un significato che va oltre il dato numerico. «Siamo orgogliosi di un risultato che va ben oltre i numeri e premia la passione straordinaria delle oltre 25 associazioni della Rete», ha detto il coordinatore Totò Trumino. «Nel nome di San Francesco, abbiamo dimostrato che i cammini non sono solo percorsi escursionistici, ma vere e proprie arterie di vita per le nostre comunità».
Anche il Club Alpino Italiano, partner della manifestazione, ha sottolineato il valore della collaborazione tra enti e volontariato. «Questo straordinario bilancio testimonia una crescente maturità ambientale e una voglia diffusa di riscoprire la natura con rispetto e consapevolezza», ha evidenziato Giuseppe Riggio, presidente del CAI Sicilia. «La sinergia virtuosa tra le istituzioni, la Rete dei Cammini e il CAI dimostra che quando si fa squadra il territorio risponde con entusiasmo».
Gli itinerari della giornata, area per area
Il programma ha coperto l’intera geografia siciliana, con proposte di difficoltà molto diversa: dalle passeggiate urbane adatte a tutti alle escursioni impegnative in quota, fino ai percorsi cicloturistici.

Sicilia occidentale e agrigentino
Nel trapanese il Sentiero Italia CAI ha proposto una tappa costiera tra Macari e Scopello. Più all’interno, le Vie Francigene di Sicilia hanno collegato Acquaviva Platani a Sutera, nel nisseno, e Naro a Campobello di Licata lungo le valli del fiume Salso. Nell’agrigentino il Cammino di San Bernardo ha messo in rete Caltabellotta e il convento dei Cappuccini di Sciacca: per chi vuole ripercorrerlo in autonomia, vale la pena consultare la scheda del Cammino di San Bernardo, con le indicazioni sul tracciato tra Corleone e l’agrigentino.

Area madonita ed ennese
Sulle Madonie, la Via dei Frati ha attraversato la cosiddetta Porta delle Madonie tra Castellana Sicula e Polizzi Generosa, uno dei borghi più belli delle Madonie. Nell’ennese, la Via Sacra di Enna ha condotto i camminatori verso il Castello di Lombardia, punto panoramico che domina l’altopiano.

Etna e versante ionico
Le pendici del vulcano hanno ospitato il Sentiero delle Ginestre, con arrivo alla pineta di Ragabo a Linguaglossa, immerso nelle colate laviche che caratterizzano il paesaggio etneo. Nella stessa area il Cammino Lava e Fede ha toccato Serra la Nave, mentre più a nord l’Anello del Nisi ha proposto la salita da Alì Terme verso Portella Spiria.
Sicilia sud-orientale e centro dell’isola
Nella Sicilia sud-orientale, SicilyRoute ha guidato i partecipanti nella Valle dell’Anapo, alle porte di Pantalica, tra le necropoli rupestri scavate nella roccia calcarea. Il Cammino di San Giacomo ha invece animato più tappe: un anello dal porto di Marina di Ragusa, un tratto da San Michele di Ganzaria e un trekking urbano a Piazza Armerina, tra centri storici e paesaggio rurale.
Palermitano e aree interne
Attorno a Palermo si sono mossi il Cammino dei Mille, tra Godrano e il Bosco del Cappelliere nei colori dell’autunno, e il Cammino di San Benedetto il Moro, ad anello dal convento di Santa Maria di Gesù. Nell’entroterra, l’Itinerarium Rosaliae ha proposto due tappe dedicate a Santa Rosalia, da Santo Stefano Quisquina fino all’eremo a lei intitolato.
Pantelleria e cicloturismo
Non è mancata Pantelleria, con il Cammino Pantesco tra la chiesa di San Michele di Bukkuram e la chiesetta rurale della Madonna del Rosario a Sibà, tra muretti a secco e vigneti ad alberello. Per chi preferisce le due ruote, Sicily Divide e Biking Sicily hanno proposto percorsi cicloturistici rispettivamente ad anello da Palermo e lungo la Ciclovia dei Parchi tra Troina e Petralia Sottana.
Perché questa giornata conta per il turismo lento in Sicilia
Il valore di questa mobilitazione non si misura solo nei numeri, ma nella direzione che indica. La rete dei cammini siciliani, costruita dal basso da decine di associazioni di volontari, sta diventando un’infrastruttura reale per destagionalizzare i flussi turistici e portare visitatori nei borghi dell’entroterra, spesso esclusi dai circuiti balneari.

Camminare lungo questi itinerari significa attraversare le riserve naturali, i parchi e le aree protette dell’isola con un ritmo che permette di comprenderle davvero: per orientarsi tra le tante aree tutelate siciliane è utile consultare la panoramica sui parchi e riserve della Sicilia, così come la mappa della Sicilia aiuta a collocare i singoli tracciati nel contesto delle province e dei centri di riferimento.

Questa edizione si inserisce anche in un quadro normativo più ampio, quello della legge nazionale sui cammini, che negli ultimi anni ha dato impulso al riconoscimento istituzionale di questi percorsi: per chi vuole approfondire il contesto normativo può essere utile la pagina dedicata alla legge sui cammini italiani.
Come partecipare alle prossime edizioni o camminare questi itinerari da soli
Chi non ha potuto partecipare alla giornata di ottobre può comunque percorrere molti di questi tracciati in autonomia, nella maggior parte dei casi gratuitamente e senza necessità di prenotazione, salvo per i tratti che attraversano aree protette o riserve regionali, dove è sempre bene verificare orari e modalità di accesso presso l’ente gestore.

Per informazioni aggiornate su percorsi, associazioni di riferimento e prossimi appuntamenti è possibile fare riferimento al sito del turismo della Regione Siciliana e alle pagine del Club Alpino Italiano – Sicilia, punto di contatto per le sezioni locali che gestiscono buona parte della sentieristica montana dell’isola.

Molti degli itinerari proposti durante la giornata restano percorribili tutto l’anno, con l’accortezza di scegliere la stagione giusta: la primavera e l’inizio dell’autunno restano i periodi più indicati per affrontare le quote delle Madonie e dell’Etna, mentre i percorsi costieri, come quello pantesco o la tappa tra Macari e Scopello, si prestano bene anche alle stagioni più calde, purché si parta nelle prime ore del mattino.
Se sei interessato ai Cammini non perderti la nostra sezione dedicata ai Cammini Italiani , buon viaggio!
Foto: Cammini e Sentieri di Sicilia.



