Cutro (Cutru in calabrese) sorge su un altopiano a 220 metri, nell’entroterra ionico della provincia di Crotone. Il territorio arriva fino al mare con circa 7 chilometri di costa di sabbia bianca. A ovest il confine con la provincia di Catanzaro è il fiume Tacina. Dal 1575 il paese ha il titolo di città, legato a una partita a scacchi vinta alla corte spagnola dal suo cittadino Giò Leonardo Di Bona. Intorno al paese si vedono i calanchi, dove Pasolini girò alcune scene del Vangelo secondo Matteo.
Al 1° gennaio 2026 Cutro conta 9.165 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Crotone, in Calabria.
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Dove si trova Cutro
Il territorio di Cutro è pianeggiante: il centro è a 223 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va dal livello del mare a 240 metri. È un comune costiero, affacciato sul mare.
I comuni più vicini sono San Mauro Marchesato (9,2 km), Scandale (9,3 km), Isola di Capo Rizzuto (13 km), Marcedusa (13 km) e Crotone (13 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Cutro
Cutro nasce come località della Magna Grecia, con il nome greco di Kyterion. In epoca latina era Koutro o Kudros. Il nome viene forse dal greco per «vasaio»: l’argilla del posto serviva a produrre molta ceramica. Secondo Ecateo da Mileto, vicino all’attuale Villa Margherita c’era un tempio costruito prima dell’arrivo dei Greci. Da Cutro vengono anche un ripostiglio di monete brettie e dei tesoretti di bronzo.
Intorno al 1551, sotto il dominio spagnolo, la «motta seu casale di Cutro» fu venduta al duca Ferrante Carrafa. Nacque un’università demaniale: all’epoca il termine indicava i comuni feudali. Cutro si rese autonomo da Santa Severina e ottenne propri statuti. In quegli anni divenne il centro più importante della zona per il grano. Nel 1575 Filippo II di Spagna gli diede il titolo di città e vent’anni di esenzione dalle tasse. Il motivo fu la vittoria del cutrese Giò Leonardo Di Bona contro Ruy López in una sfida a scacchi.
L’8 marzo 1832, all’1:15 di notte, un terremoto del 10º grado della scala Mercalli distrusse gran parte delle case. Centinaia di persone morirono sotto le macerie. Fino alla metà del Novecento Cutro era il centro più popoloso dell’area. Poi partì una forte emigrazione, prima verso la Germania e poi verso Emilia-Romagna e Lombardia. La comunità più numerosa vive a Reggio Emilia. Il 26 febbraio 2023 un caicco partito dalla Turchia naufragò a pochi metri dalla riva di Steccato di Cutro: i morti accertati furono 94.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 45 unità, da 9.210 (1° gennaio 2025) a 9.165 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 9.478 abitanti. Il comune si estende su 133,70 km², con una densità di circa 69 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una piccola città o un sobborgo; nella classificazione delle aree interne è un comune di cintura, vicino ai centri che offrono i servizi essenziali.
Frazioni e località
Il territorio comunale comprende anche San Leonardo di Cutro e Steccato di Cutro.
Cosa vedere a Cutro
Il paesaggio più particolare sono i calanchi: basse collinette ben visibili dall’altopiano. Sono gialle per la coltivazione del grano e ricordano le dune di un deserto. Una vecchia strada che porta sui calanchi è stata riqualificata di recente. In agosto si organizza una visita guidata con musica popolare.
In paese c’è la chiesa dedicata all’Annunziata, a tre navate. Esisteva forse già nel 1400. Nel 1732-33 diventò «insigne collegiata», con venti canonici. Il terremoto del 1832 la distrusse. Fu ricostruita, ampliata e riaperta al culto nel 1859. Nel restauro degli anni sessanta fu demolita una cupola e la facciata ne uscì rovinata. Il restauro del 1997 l’ha riportata all’aspetto originale. All’interno ci sono un altare marmoreo settecentesco e due nicchie con le statue lignee di Santa Lucia e San Francesco di Paola. Sulle pareti del presbiterio si trovano due tele del Pollani di Andali: la Natività (1854) e la Madonna del Carmine (1858-59).
Il convento dei Frati Minori ha un campanile con una grande campana di bronzo.
Sulla costa ci sono le frazioni Steccato di Cutro, sull’insenatura tra Le Castella e il golfo di Squillace, e San Leonardo di Cutro, su una collina a ridosso del mare.
Personaggi e tradizioni
Il cutrese più noto è Giò Leonardo Di Bona, detto «il Puttino» per la bassa statura. Fu il primo campione di scacchi d’Europa e del Nuovo Mondo. La sua sfida con Ruy López è raccontata nella tela «Sfida scacchistica alla Corte di Spagna» del pittore toscano Luigi Mussini, conservata a Siena, al Monte dei Paschi. La ceramica d’argilla ha una storia lunga, legata al nome antico del paese. Ad agosto la passeggiata sui calanchi finisce con musica popolare.
Turismo a Cutro
Nel 2025 le strutture ricettive di Cutro hanno registrato 203.207 presenze turistiche (notti trascorse), il 4% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 5% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 2.755 posti letto in 17 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Cutro è un comune italiano situato in provincia di Crotone, nella regione Calabria. Il comune ha una popolazione di 9.165 abitanti e si estende su una superficie di 133,70 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



