La cattedrale di Otranto, dedicata a Santa Maria Annunziata, è famosa in tutto il mondo per il suo mosaico pavimentale del XII secolo, un enorme albero della vita che copre le navate con scene della Bibbia, animali fantastici, re e cavalieri. Nella cappella dei Martiri conserva i resti degli ottocento abitanti di Otranto uccisi dai Turchi nel 1480. È basilica minore dal 1945 e monumento nazionale.
La storia
La chiesa fu fondata nel 1068 dal vescovo normanno Guglielmo, sui resti di un villaggio messapico, di una casa romana e di un tempio paleocristiano, e fu consacrata il 1° agosto 1088. Unisce elementi bizantini, paleocristiani e romanici.
Nell’agosto del 1480 i Turchi presero Otranto dopo un assedio: l’11 agosto entrarono nella cattedrale e uccisero il clero e la gente che vi si era rifugiata. La chiesa fu trasformata in stalla e poi in moschea, e gli affreschi furono distrutti, tranne quelli della Madonna. Il 14 agosto, sul colle della Minerva, furono decapitati gli ottocento abitanti che non vollero rinnegare la fede cristiana: sono i santi martiri di Otranto. Dopo la liberazione, nel 1481, la cattedrale fu rimaneggiata e la facciata ricostruita; alla fine del Seicento il vescovo Francesco Maria De Aste la decorò in stile barocco.
Il mosaico di Pantaleone
Il pavimento a mosaico si stende lungo le navate, il presbiterio e l’abside. Lo commissionò l’arcivescovo Gionata e lo realizzarono tra il 1163 e il 1165 artisti guidati da Pantaleone, un monaco basiliano del vicino monastero di San Nicola di Casole. Le scene sono disposte lungo i rami di un grande albero della vita e raccontano la storia dell’uomo dal peccato originale alla salvezza: episodi dell’Antico Testamento, cicli cavallereschi, animali dei bestiari medievali. Una delle immagini più note è Alessandro Magno che sale in cielo su un carro tirato da due grifoni, simbolo della superbia.

L’interno, la cripta e il campanile
L’interno ha tre navate divise da quattordici colonne di granito con capitelli tutti diversi, e la navata centrale è coperta da un soffitto a cassettoni di legno dorato, fatto nel 1698. In fondo alla navata destra c’è la cappella dei Martiri: le reliquie stanno in sette grandi armadi e dietro l’altare c’è il «sasso del martirio», la pietra su cui secondo la tradizione avvennero le decapitazioni.
Sotto l’abside si stende la cripta dell’XI secolo, una piccola foresta di oltre settanta colonne, semicolonne e pilastri, tutti diversi perché presi da edifici più antichi, con affreschi dal Medioevo al Cinquecento. Il campanile, costruito nel XII secolo, sta staccato dalla chiesa: probabilmente era la base di una torre più alta, usata per avvistare le navi.
Nei dintorni
La cattedrale è nel centro storico di Otranto, a pochi passi dal castello aragonese e dalle mura sul mare. A sud la costa alta porta verso la grotta Zinzulusa, Castro e Santa Maria di Leuca; a nord ci sono le spiagge di Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea. La zona è raccontata, con la cartina turistica, nella pagina Otranto e la costa adriatica del Salento; le altre cose da vedere della regione sono nella guida Cosa vedere in Puglia.
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia (Cattedrale di Otranto, Otranto).
Informazioni sul Comune
Otranto è un comune italiano situato in provincia di Lecce, nella regione Puglia. Il comune ha una popolazione di 5.587 abitanti e si estende su una superficie di 77,20 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.




