Montagnareale (Muntagna Rriali in siciliano) sta sui Nebrodi settentrionali, nel gruppo dei monti dei Saraceni, in provincia di Messina. Fino al 1636 era il Casale della Montagna e dipendeva da Patti. Lungo il torrente che porta il suo nome c’è l’unico mulino ad acqua ancora funzionante tra quelli della zona. Ogni 15 agosto 24 flagellanti portano in spalla la statua della Madonna delle Grazie per le vie del paese.
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Dove si trova Montagnareale
Il territorio di Montagnareale è collinare e si affaccia verso la costa: il centro è a 330 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 125 a 1.084 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Patti (1,8 km), Librizzi (3,6 km), Gioiosa Marea (5,6 km), Sant'Angelo di Brolo (5,8 km) e Piraino (8,1 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Montagnareale
In origine il paese si chiamava Casale della Montagna e dipendeva da Patti, insieme ad altri casali. Era il più grosso e il più importante, perché forniva prodotti che i pattesi esportavano anche all’estero. Si allevavano maiali e pecore, si coltivavano castagne e fichi in modo intensivo e c’era una fiorente industria della seta e del lino.
Con la prosperità, il casale sopportava sempre meno il dominio di Patti. Nel 1636 Filippo IV di Spagna, in guerra contro la Francia, chiese denaro alle città dei suoi Stati, Patti compresa. In quel momento Patti rischiava di perdere il suo casale più importante. Con l’appoggio di Don Basilio Sidoti, nobile messinese, il casale lavorava da tempo per l’autonomia. La separazione fu accettata a una condizione: il pagamento di quattromila scudi alla Corte Regia. Nell’ottobre del 1636 il casale era autonomo e prese il nome di Montagna Reale o Regia, per indicare la fine del dominio pattese e la dipendenza diretta dal Regio Demanio. Gli fu aggiunto il feudo della Rocca, che era di Patti.
Il paese fu poi venduto a Don Antonio Scribano, genovese. Il 13 luglio 1639 lo rivendette a Don Basilio Sidoti, che ne prese possesso con il titolo di Duca. Sotto gli Ansalone e poi i Vianisi, Montagnareale crebbe. La popolazione aumentò nonostante pesti, carestie e terremoti, come quello del 1693. Arrivarono braccianti, coloni e anche famiglie di Patti.
Nella Seconda guerra mondiale un bombardamento colpì anche Patti. A Montagnareale furono toccate solo alcune contrade e il centro storico si salvò. Un cittadino rimasto anonimo convinse i generali tedeschi a non piazzare una contraerea nel centro del paese.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 10 unità, da 1.352 (1° gennaio 2025) a 1.342 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.419 abitanti. Il comune si estende su 16,38 km², con una densità di circa 82 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere a Montagnareale
Il Mulino di capo è stato acquistato dal comune negli anni ’80 e restaurato. Lungo il torrente Montagnareale è l’unico mulino ancora in funzione. L’acqua riempie una grande vasca in muratura e, aperta la saracinesca, fa girare una ruota orizzontale con pale di legno. La ruota muove la macina in pietra. All’interno c’è un museo. In agosto il mulino ospita serate danzanti e di piano bar.
Rocca Saracena è una pineta con un rifugio al centro e molti tavoli e sedili in legno. È usata per gite, scampagnate e passeggiate.
In paese ci sono tre chiese. La Chiesa Madre è dedicata alla Madonna delle Grazie. La Chiesa di Santa Caterina si trova nella piazza omonima. La Chiesetta di San Sebastiano sta nella parte alta, tra pini e cipressi. Qui passano i «Sentieri dello Spirito», con i busti di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II. Davanti alla chiesetta c’è una grande statua del Cristo Risorto, rivolta verso il paese e il Golfo di Patti.
Anche le contrade hanno le loro chiese: San Basilio a Laurello, la Madonna del Tindari a Santa Nicolella e una cappella a Bonavita.
La festa della Madonna delle Grazie
Il 15 agosto la Madonna delle Grazie, a cui è dedicata la Chiesa Madre, viene portata in processione. A portarla sono 24 flagellanti, uomini vestiti di bianco e scalzi. Dalla porta della chiesa vanno fino all’altare camminando sulle ginocchia e battendosi le spalle con delle catene. Dopo la comunione si caricano in spalla la statua, che pesa 24 «cantara», circa 1.900 chilogrammi, e la portano per le vie del paese.
Turismo a Montagnareale
Nel 2025 il comune contava 39 posti letto in 6 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Montagnareale è un comune italiano situato in provincia di Messina, nella regione Sicilia. Il comune ha una popolazione di 1.342 abitanti e si estende su una superficie di 16,38 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia insulare.



