Monterosso Calabro (Munturùssu in calabrese) è in provincia di Vibo Valentia, nelle Serre calabresi, alle pendici del monte Coppari (951 m). Il territorio sale da 39 a circa 989 metri. La parte storica sta su una collina, la zona moderna ai piedi del monte. Qui ricade gran parte del Lago Angitola, bacino artificiale e oasi WWF. Il nome viene, secondo la tesi più accreditata, dal riflesso rossastro della collina poco prima del tramonto (Mons Ruber).
Al 1° gennaio 2026 Monterosso Calabro conta 1.440 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Vibo Valentia, in Calabria.
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Dove si trova Monterosso Calabro
Monterosso Calabro si trova in collina, lontano dal mare: il centro è a 289 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 28 a 994 metri.
I comuni più vicini sono Capistrano (2,8 km), Polia (4,7 km), San Nicola da Crissa (5,6 km), Filogaso (5,7 km) e Maierato (6,0 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Monterosso Calabro
Non si sa con certezza quando sia nato il villaggio. Già in epoca normanna (XI-XII secolo) esisteva una torre di avvistamento, la Rocca Capana. Secondo alcuni, fu il primo nome del borgo. Monterosso faceva parte del feudo di Castelmonardo. Passò ai Ruffo di Calabria, poi ad Antonio Trezze, milanese, che lo aveva comprato dai De Nobili. Nel 1534 arrivarono i Pignatelli di Monteleone, che lo tennero fino alla fine della feudalità.
Il paese ha subìto molte calamità. Nel 1544 un terremoto lo danneggiò gravemente. Nel Seicento si diffusero la lavorazione della seta e del lino e fu costruita una filanda, di cui restano pochi avanzi. Nel 1620 ci fu una grande gelata e nel 1625 una siccità che rovinò il raccolto. Il terremoto del 1783 rase al suolo tutte le case. Furono distrutti anche la chiesa dell’Addolorata e i conventi dei camaldolesi e dei carmelitani. La ricostruzione fu possibile grazie al Duca Pignatelli e ai fondi della Cassa sacra, istituita dai Borbone.
Nel 1799 i sanfedisti del Cardinale Ruffo furono accolti con grandi onori dal clero e dagli abitanti. Il paese prese il nome attuale nel 1863. Il terremoto del 1905 fece crollare il campanile della chiesa del Santissimo Sacramento e due chiese, la Madonna del Soccorso e l’Addolorata. Nel 1939 una società di Pinerolo aprì le miniere di grafite e bauxite e impiegò centinaia di minatori locali, che andavano al lavoro in bicicletta. L’attività si fermò il 31 ottobre 1948. Nel 1992 il comune passò dalla provincia di Catanzaro a quella di Vibo Valentia.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 8 unità, da 1.448 (1° gennaio 2025) a 1.440 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 1.548 abitanti. Il comune si estende su 18,37 km², con una densità di circa 78 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere a Monterosso Calabro
Il centro storico ha due musei nella Filanda Massara, oggi del Comune. Il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana della Calabria è nato nel 1983. Ha sezioni su arte contadina, tessile, terracotta, legno, ferro e costume. Nella stessa filanda c’è il Museo Multimediale delle Serre Calabresi.
Tra le chiese ci sono quelle di Maria SS. del Soccorso, di Maria SS. del Rosario e di Maria SS. del Carmelo. Restano anche i ruderi della chiesa dell’Addolorata, a Condolima. Il paese conserva la torre di avvistamento normanna e la Scala dei leoni. Ci sono quattro palazzi storici: Aceti, Basile, Massara e Polia. In Piazza Arnoldo Farina si trova la statua in bronzo al Milite Ignoto.
Si può percorrere la Via dei Mulini e dei Frantoi ad acqua e vedere l’area di archeologia industriale dell’ex miniera, con il vecchio deposito di grafite. Sul Lago Angitola vivono il falco pescatore, anatre e aironi. Crescono salice bianco, pino d’Aleppo e ontano nero.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Natura e paesaggio
Prodotti e artigianato
L’economia locale si basa sull’allevamento di maiali, pecore e capre. Ne nascono insaccati e formaggi, a pasta dura e molle. Si coltivano viti, olivi e pomodori, da cui si ricavano vino, olio, passate e salse. L’artigianato resta in piccola quantità, soprattutto legno e argilla. Questi mestieri si ritrovano nelle sezioni del Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana, gemellato con i musei di Gaville-Figline Valdarno, Alagna Val Sesia, Casore del Monte e Vigo di Fassa.
Turismo a Monterosso Calabro
Nel 2025 le strutture ricettive di Monterosso Calabro hanno registrato 1.275 presenze turistiche (notti trascorse), il 8% delle quali di turisti stranieri, in aumento del 76% rispetto al 2024. Nel 2025 il comune contava 91 posti letto in 17 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Monterosso Calabro è un comune italiano situato in provincia di Vibo Valentia, nella regione Calabria. Il comune ha una popolazione di 1.440 abitanti e si estende su una superficie di 18,37 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



