Pioveva e soffiava vento quando, poco dopo le otto del mattino, le cime dell’Amerigo Vespucci hanno raggiunto il Molo dei Bersaglieri. Sulle Rive centinaia di persone aspettavano, ombrello in una mano e telefono nell’altra, che l’intera alberatura entrasse nel profilo della città. Era l’8 ottobre 2026, antivigilia della Barcolana 58, e Trieste accoglieva per l’ennesima volta la sua nave più amata.
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La nave che ferma le Rive
Non è la prima volta che il Vespucci si ormeggia a Trieste in occasione della Barcolana. Era già successo nel 2018, quando il veliero si iscrisse simbolicamente alla Barcolana 50 con l’ultimo numero di mascone, contribuendo al record mondiale di imbarcazioni iscritte riconosciuto dal Guinness dei primati. Tornò nel 2019, uscì in mare nel 2022 per dare la partenza alla Coppa d’Autunno, e rientrò ancora nel marzo 2025, scortata da oltre mille barche nella Barcolana Special Edition. Il comandante Nicasio Falica, incontrando i giornalisti a bordo, ha descritto così l’arrivo: «Arrivare a Trieste è come ricevere un caloroso abbraccio». Alle sue spalle, centocinquantasei giorni di navigazione cominciati a Genova; davanti a lui, una città già immersa nei riti della regata più partecipata al mondo, raccontata anche nella storia e nei record della Barcolana.
Una storia lunga quasi un secolo
Il varo a Castellammare di Stabia
L’Amerigo Vespucci venne varata il 22 febbraio 1931 nel Regio Cantiere Navale di Castellammare di Stabia, ed entrò in servizio pochi mesi dopo. Il progetto si ispirava alle grandi navi militari a vela della seconda metà dell’Ottocento, in un’epoca in cui la Marina Militare cercava già nella tradizione marinara uno strumento di formazione. Oggi è l’unità più anziana ancora in servizio nella flotta italiana.

Dagli allievi dell’Accademia Navale al giro del mondo
Fin dall’inizio la nave è stata pensata per formare i futuri ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno, che a bordo imparano a leggere il vento sulle vele e a orientarsi con le stelle, affiancando la strumentazione moderna al rapporto fisico con lo scafo. Negli anni recenti il Vespucci ha compiuto un giro del mondo concluso nel 2025, percorrendo circa cinquantamila miglia nautiche, oltre due volte la circonferenza terrestre, per poi ripartire nel 2026 con la Campagna in Nord America, toccando Baltimora, New York, Boston, Québec City e Montréal prima di rientrare attraverso Cagliari, Castellammare di Stabia, Napoli e Venezia, fino all’approdo finale nel Golfo di Trieste.
Come è fatta la nave più bella del mondo

Tre alberi, vele e fregi dorati
Lo scafo nero attraversato dalle caratteristiche fasce bianche è forse l’immagine più riconoscibile della Marina Militare italiana. I tre alberi — trinchetto, maestra e mezzana — sostengono un’imponente velatura, mentre la lunghezza fuori tutto supera i cento metri. A poppa, la balconata decorata e i fregi dorati richiamano l’estetica ottocentesca a cui la nave si ispira, un dettaglio che colpisce chi la osserva dalle Rive controluce al tramonto.


Il lavoro a mano di cime e vele

A differenza delle navi moderne, a bordo del Vespucci molte manovre vengono ancora eseguite secondo la tradizione marinaresca: cime che si annodano a mano, vele che si issano e si ammainano con il lavoro coordinato degli allievi, un mestiere che si tramanda di equipaggio in equipaggio. È anche per questo che salire a bordo, quando è possibile farlo, restituisce un’esperienza molto diversa da quella di una comune visita a una nave militare contemporanea.
Aneddoti e storie tramandate
Il motto della perseveranza
Dal 1978 la nave porta dipinto un motto che ne accompagna l’identità: «Non chi comincia ma quel che persevera». Una frase che richiama la costanza della formazione e, non a caso, il paradosso stesso del Vespucci: un progetto quasi centenario che continua a navigare e a insegnare mestieri antichi a generazioni sempre nuove.

Il saluto alla portaerei americana

È il racconto che ha dato al Vespucci il suo soprannome. Nel 1962, nel Mediterraneo, la portaerei statunitense USS Independence incrociò un veliero sconosciuto e chiese con i segnali luminosi: «Chi siete?». La risposta fu: «Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare Italiana». E dalla portaerei arrivò il messaggio rimasto famoso: «Siete la nave più bella del mondo». La storia è tramandata da decenni e la Marina stessa la cita, anche se i dettagli esatti dello scambio non sono documentati: racconta comunque bene quanto questa nave susciti ammirazione ovunque arrivi, dagli Stati Uniti al Golfo di Trieste.
Vedere il Vespucci a Trieste
Durante la sosta per la Barcolana 58 la nave è rimasta ormeggiata al Molo dei Bersaglieri, a pochi passi da piazza Unità d’Italia, affiancata dal Villaggio IN Italia con stand, incontri e proiezioni aperti gratuitamente al pubblico. Le visite a bordo, gratuite ma su prenotazione nominale tramite il sito ufficiale del Tour Vespucci, sono andate esaurite in pochi giorni, segno di quanto l’appuntamento sia sentito dalla città.


Chi si orienta sul territorio può farlo anche con la mappa del Friuli-Venezia Giulia, utile per collocare il Golfo di Trieste, Barcola e Miramare rispetto al resto della regione. Per gli aggiornamenti su regata e vincitori resta un riferimento la pagina dedicata ai risultati della Barcolana 58, mentre per date e modalità di visita alla nave le fonti ufficiali restano il sito della Marina Militare e il portale del Tour Vespucci. Anche senza salire a bordo, basta una passeggiata sulle Rive, tra il profumo di salsedine e il brusio della folla, per capire perché a Trieste questa nave non sia mai davvero una visita qualunque.
Foto di Pamela Bosazzi e Davide Zugna (copertina di Pamela Bosazzi).
Informazioni sul Comune
Trieste è un comune italiano situato in provincia di Trieste, nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il comune ha una popolazione di 198.622 abitanti e si estende su una superficie di 85,09 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.








