Tra il 1915 e il 1918 il Friuli Venezia Giulia fu il fronte principale della guerra italiana contro l’Austria-Ungheria. Lungo l’Isonzo e sul Carso si combatterono le dodici battaglie dell’Isonzo, sulle montagne della Carnia e del Tarvisiano si scavarono trincee in alta quota, e dopo Caporetto, nell’ottobre 1917, il Friuli fu occupato per un anno. Oggi quei luoghi sono sacrari, musei all’aperto e sentieri della memoria.
Il Carso e l’Isonzo
Le battaglie dell’Isonzo cominciarono il 23 giugno 1915 e durarono fino al 1917, sul fronte tra il Monte Nero, Gorizia e il mare. Il Carso goriziano fu il teatro più duro: il Monte San Michele, Doberdò, il Monte Sei Busi, dove le trincee e le gallerie sono ancora visibili.
- il Sacrario di Redipuglia, il più grande cimitero militare italiano, con oltre centomila caduti;
- il Sacrario di Oslavia sopra Gorizia, sul Monte Calvario;
- il Monte San Michele, con la zona monumentale e il museo;
- i sentieri tra Doberdò, Sagrado e Monfalcone, descritti nella pagina sulla Bisiacaria.
Le montagne della Carnia e del Tarvisiano
Sulle Alpi Carniche il fronte passava sulle creste, attorno al Passo di Monte Croce Carnico: sul Pal Piccolo, sopra Timau, c’è un museo all’aperto con le trincee restaurate, e a Timau il Tempio Ossario raccoglie i resti di 1.764 soldati italiani e austriaci. Qui si ricordano anche le portatrici carniche, le donne che salivano alle trincee con le gerle cariche di viveri e munizioni. Più a est, il Tarvisiano e il Canal del Ferro conservano forti e postazioni, come il forte di Malborghetto. Vedi le pagine sulla Carnia e sul Tarvisiano.
Trieste e il mare
A Trieste il Faro della Vittoria ricorda i caduti del mare della Grande Guerra, e il Museo della guerra per la pace «Diego de Henriquez» raccoglie mezzi, armi e documenti del Novecento.
Caporetto e l’anno dell’occupazione
Dopo la rotta di Caporetto, nell’ottobre 1917, l’esercito austro-tedesco dilagò in Friuli: il fronte si spostò sul Piave e per un anno la popolazione friulana visse sotto l’occupazione, tra requisizioni e fame. Molti paesi, da Gemona a Pordenone, hanno lapidi e monumenti di quel periodo.
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia (Battaglie dell’Isonzo, Sacrario militare di Redipuglia, Sacrario militare di Oslavia, Pal Piccolo, Timau, Friuli, Faro della Vittoria).



