Erto e Casso (Nert e Cas nei dialetti locali) sta nella Valle del Vajont, al confine con la provincia di Belluno. È il comune più occidentale del Friuli-Venezia Giulia. Comprende il capoluogo Erto e la frazione Casso, ormai quasi spopolata. Il territorio è al margine sudoccidentale delle Dolomiti Friulane, Patrimonio naturale UNESCO. Il passo di Sant’Osvaldo, a 824 metri, separa la valle dalla Valcellina. Il nome del paese è legato al disastro del 9 ottobre 1963.
Comune della provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, Erto e Casso ha 359 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Erto e Casso
Il territorio di Erto e Casso è montuoso: il centro è a 814 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 628 a 2.444 metri.
Nei dintorni si trovano Cimolais (4,8 km), Longarone (5,6 km), Ospitale di Cadore (7,1 km), Soverzene (9,4 km) e Claut (11 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Il disastro del Vajont del 1963
Tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio dei sessanta la SADE usò la valle del Vajont come bacino artificiale. Nella forra del Colombèr fu costruita una diga a doppia curvatura alta 261,6 metri. Nel 1960, all’inizio del primo invaso di collaudo, si verificarono due frane. Fu quindi disposto il monitoraggio del versante instabile, esteso 200 ettari. Seguirono un secondo riempimento nel 1962 e un terzo nell’anno dopo. Nonostante la frana fosse imminente, non furono prese misure adeguate per proteggere gli abitati.
La notte del 9 ottobre 1963 una parte del monte Toc, di fronte a Erto e Casso, si staccò e cadde nel bacino. Le onde distrussero completamente le borgate di Fraseign, Spesse, Pineda, Prada, Marzana e San Martino, oltre a parte dei due capoluoghi. A Erto e Casso le vittime furono 347. Nel complesso i morti furono circa duemila, per l’allagamento della valle di Longarone.
La memoria di quei fatti resta in diverse forme. Marco Paolini, con Gabriele Vacis, ha scritto il monologo teatrale e televisivo Il racconto del Vajont. Nel 2001 Renzo Martinelli ha girato il film Vajont. Lo stemma del comune, concesso nel 1967, mostra il monte Toc, il campanile della chiesa di San Bartolomeo Apostolo e la frana, con la scritta «Vajont 9 ottobre 1963». Il comune ha ricevuto la Medaglia d’oro al merito civile per l’opera di soccorso ai superstiti e di recupero delle salme.

Storia di Erto e Casso
Erto è il nucleo più antico. Le tombe trovate in località Stortàn, durante i lavori per la Nuova Erto, mostrano che era abitata già in epoca preromana. Anfore, monete e una tomba con corredo del IV secolo, in località Scianpuz, risalgono all’epoca romana. Si ritiene che il paese facesse parte dei possedimenti dell’abbazia di Sesto al Reghena fin dalla sua fondazione, nell’VIII secolo. La prima citazione scritta è del 1324, in un atto di vendita di un manso «in Herto». Il nome viene dall’aggettivo latino che significa «ripido».
Casso è più recente. Una tradizione racconta che boscaioli e carbonai del Bellunese tentarono di stabilirsi a Erto. Gli ertani, sospettosi, li costrinsero a fermarsi ai margini della zona. Il nome compare nel 1332. Una notizia certa di un abitato stabile è però del 1558, quando l’abate di Sesto condannò gli abitanti di Casso per il taglio abusivo del bosco di Tocco. Nel 1652 un laudo del Senato veneziano chiamò i due comuni «consorti», cioè con gli stessi diritti.
Le due comunità guardavano in direzioni opposte. Erto dipendeva dalla pieve di Cimolais e dal patriarcato di Aquileia. Casso guardava alla valle del Piave e dipendeva dalla pieve di Castellavazzo, sotto il vescovo di Belluno. I rapporti erano tesi e nel 1703 furono separati anche amministrativamente. Nell’Ottocento molti partirono per il Brasile, soprattutto da Casso. Nel Novecento arrivarono la prima guerra mondiale, la spagnola e, nella seconda guerra, gli scontri tra fascisti e antifascisti; in zona operarono le divisioni partigiane «Osoppo» e «Garibaldi». Alla fine degli anni cinquanta si viveva ancora di agricoltura, con il piccolo commercio ambulante.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 1 unità, da 360 (1° gennaio 2025) a 359 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 373 abitanti. Il comune si estende su 52,42 km², con una densità di circa 7 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Erto e Casso
Il centro storico di Erto è monumento nazionale dal 1976, per la sua architettura particolare, ed è vincolato dalla legge 1089 del 1939. Casso, la frazione, è ormai quasi spopolata. Accanto al paese antico c’è la Nuova Erto, costruita in località Stortàn. Il progetto «EcoMuseo Vajont: continuità di vita» nasce d’accordo con l’Istituto Nazionale della Montagna. Serve a sostenere lo sviluppo del territorio e a valorizzare il centro storico.

Il campanile della chiesa di San Bartolomeo Apostolo è raffigurato nello stemma del comune. Il Lago del Vajont è il bacino chiuso dalla diga. Oltre la diga si arriva a Longarone, in Veneto. I due abitati sono nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Dal passo di Sant’Osvaldo si scende in Valcellina, verso Cimolais, Claut e Barcis.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Natura e paesaggio
Frazioni e località
Fanno parte del comune anche Casso.
Lingua e usanze
A Erto si parla ancora un dialetto particolare, di transizione tra il ladino e il friulano occidentale. Il paese si chiama Nert in dialetto. Alcune usanze locali fanno pensare a un’influenza celtica. Casso, invece, era abitata da gente di origine bellunese e guardava verso la valle del Piave. Il suo nome in dialetto è Cas. Anche per questo le due comunità hanno parlate e storie diverse, pur essendo vicine.
Turismo a Erto e Casso
Nel 2024 le strutture ricettive di Erto e Casso hanno registrato 162 presenze turistiche (notti trascorse), il 40% delle quali di turisti stranieri. Nel 2025 il comune contava 184 posti letto in 22 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Erto e Casso è un comune italiano situato in provincia di Pordenone, nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il comune ha una popolazione di 359 abitanti e si estende su una superficie di 52,42 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.
