Siris è un comune della provincia di Oristano, in Sardegna. Il suo nome si legge uguale nei due sensi: è uno dei cinque comuni italiani con un nome palindromo, insieme ad Ateleta, Ala, Orero e Onano. In paese si parla il campidanese occidentale, una variante del sardo. Il simbolo di Siris è un olivo millenario accanto alla chiesa di San Vincenzo, legato a una leggenda sul tesoro del santo. Nel territorio ci sono quattro nuraghi.
Comune della provincia di Oristano, in Sardegna, Siris ha 227 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Siris
Il territorio di Siris è collinare: il centro è a 159 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 123 a 453 metri.
Nei dintorni si trovano Masullas (1,6 km), Pompu (2,3 km), Mogoro (3,1 km), Morgongiori (3,8 km) e Simala (4,7 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Siris
Nel territorio restano i resti di alcuni nuraghi: l’area era abitata già in epoca nuragica. Nel Medioevo Siris appartenne al Giudicato di Arborea e fece parte della curatoria di Marmilla. Era una villa di una certa importanza, che poi decadde. Con la caduta del giudicato, nel 1420, entrò nel Marchesato di Oristano. Dopo la definitiva sconfitta degli arborensi, nel 1478, passò sotto il dominio aragonese e fu incorporato nell’Incontrada di Parte Montis.
Il paese fu occupato dalle truppe del feudatario di Quirra, Berengario Bertran Carroz. Sposando Eleonora Manriquez, Berengario ne ottenne ufficialmente il controllo dal re, fino all’estinzione dei Bertran Carroz nel 1511. Nel 1603 Siris fu incorporato nel marchesato di Quirra, feudo prima dei Centelles fino al 1670, poi dei Català e, dal 1766, degli Osorio de la Cueva. Fu riscattato agli ultimi feudatari nel 1839, con la soppressione del sistema feudale.
Nel 1927 il comune fu accorpato per regio decreto a Masullas e Pompu. Nel 1961, con una delibera regionale, Siris tornò a essere comune autonomo. Il primo sindaco dopo il ripristino fu Remigio Casciu. Stemma e gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 febbraio 2009. Lo stemma mostra un olivo con trenta frutti neri, sormontato da una S d’oro e da due stelle. Il gonfalone è giallo con bordatura azzurra.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 1 unità, da 228 (1° gennaio 2025) a 227 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 223 abitanti. Il comune si estende su 6,00 km², con una densità di circa 38 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere a Siris
Il segno più riconoscibile di Siris è l’olivo millenario accanto alla chiesa di San Vincenzo. Secondo la leggenda, tra le radici custodisce il tesoro del santo. Apparterrà a chi ha una fede pura e sarà la rovina di chi proverà a prenderlo senza meritarlo.
In paese ci sono due chiese, una dedicata a San Sebastiano e una a San Vincenzo. Una delle due sorge nel centro abitato. Ha una sola navata, con la sacrestia e la casa parrocchiale accanto, e custodisce statue di santi, alcune piuttosto antiche. La chiesa di San Vincenzo fu riconsacrata nel 2000, dopo anni di abbandono in aperta campagna. Si racconta che fosse stata abbattuta durante la seconda guerra mondiale. Ha pianta unica, altare sopraelevato e tetto tutto in legno. All’ingresso c’è un’antica acquasantiera. Accanto si trova il vecchio cimitero, che ospita ancora alcune tombe.
Il territorio conserva quattro nuraghi: Inus, Pala Serra, Pranu Forru e su Sensu. In paese c’è anche una grande piazza con aiuole di ulivi. Al centro cresce un grande olivo secolare.
Lingua, feste e sagre
A Siris si parla il campidanese occidentale. A gennaio si festeggia San Sebastiano, patrono del paese, con una processione. Alla vigilia si accende un falò che in passato restava acceso per diversi giorni.
La festa di San Vincenzo si tiene di solito il 31 agosto, il 1º e il 2 settembre. Il primo novembre la statua del santo viene riportata in processione alla chiesa parrocchiale, dove resta fino a gennaio.
In primavera c’è una sagra di origine recente, con la gara di lancio della «forma di formaggio». A novembre una festa recente è dedicata ai piatti a base di mela cotogna, pianta spontanea e tipica del territorio.
Turismo a Siris
Nel 2025 non risultavano strutture ricettive registrate nel comune.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Siris è un comune italiano situato in provincia di Oristano, nella regione Sardegna. Il comune ha una popolazione di 227 abitanti e si estende su una superficie di 6,00 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia insulare.



