Banari (Bànari in sardo) è un paese del Meilogu, nella città metropolitana di Sassari. Il nome potrebbe derivare dai Balari, popolazione nuragica. Nel territorio ci sono tombe scavate nella roccia (domus de janas) del Neolitico, diversi nuraghi e una necropoli romana. In paese c’è un museo d’arte contemporanea. Dal paese prende il nome anche la cipolla di Banari.
Comune della provincia di Sassari, in Sardegna, Banari ha 508 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Banari
Il territorio di Banari è collinare: il centro è a 426 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 162 a 591 metri.
Nei dintorni si trovano Siligo (2,4 km), Bessude (3,3 km), Thiesi (5,3 km), Borutta (6,6 km) e Bonnanaro (6,8 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Banari
Il territorio è abitato dal Neolitico recente. Le domus de janas sono datate tra il 4200 e il 3400 a.C. I nuraghi della zona risalgono all’età del Bronzo medio, tra il 1800 e il 1200 a.C. Dal 238 a.C. l’area passò sotto Roma, come mostra una necropoli vicino al paese.
Nel Medioevo Banari appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Meilocu. Con la caduta del giudicato, nel 1259, passò ai Doria, famiglia genovese. Dopo la guerra sardo-catalana (1353-1420) entrò nella Sardegna aragonese, nella Contea di Montesanto, e fu data in feudo a Blasco Alagon.
Passò poi a vari feudatari. Nel 1839, con la fine del sistema feudale, il paese fu riscattato dall’ultimo signore, Maurizio Musso conte di Montesanto. Diventò così un comune, con un sindaco e un consiglio comunale. Nel 1882 chiese l’autonomia del seggio elettorale e nel 1885 ottenne la separazione elettorale da Siligo. Lo stemma, concesso con decreto del 21 giugno 1994, mostra un olivo, il sole e una pecora.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 2 unità, da 506 (1° gennaio 2025) a 508 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 535 abitanti. Il comune si estende su 21,25 km², con una densità di circa 24 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali.
Cosa vedere a Banari
Gli edifici religiosi principali sono la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, la chiesa di San Michele e l’oratorio di Santa Croce. Fuori dal centro sorge la chiesa campestre di Santa Maria di Cea, detta anche monastero.
Il Palazzo Comunale è in trachite rossa. Il palazzo nobiliare Logudoro Meilogu ospita l’omonima Fondazione e il Museo d’Arte contemporanea. In via Marongiu 19 c’è l’ex Cassa Comunale di Credito Agrario, esempio di architettura del Governo Sabaudo; le fonti documentarie sono del 1761.
Nel territorio ci sono vari nuraghi, molti quasi irriconoscibili. Il Domo ‘e Pabaras è a tholos, in trachite. Il Monte Franca è a tholos, in roccia calcarea. Altri sono Corona Alta, Sa Tanchitta, Su Crabione e Farre. Si trovano anche due domus de janas: quella di sa Tanca de su Crabione, con due ambienti, e quella di Ziu Iuanne, a due celle, scavata in un costone calcareo. C’è poi la necropoli romana.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Lingua, feste e prodotti
A Banari si parla il sardo logudorese settentrionale.
Le feste religiose principali sono tre:
- san Lorenzo martire, il 9, 10 e 11 agosto;
- san Michele arcangelo, il 28 e 29 settembre;
- Santa Maria di Cea, al monastero, il 25 marzo e l’8 settembre.
Il prodotto che porta il nome del paese è la cipolla di Banari.
Turismo a Banari
Nel 2025 il comune contava 19 posti letto in 3 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Banari è un comune italiano situato in provincia di Sassari, nella regione Sardegna. Il comune ha una popolazione di 508 abitanti e si estende su una superficie di 21,25 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia insulare.



