San Gregorio Matese (Sangrevòrio in dialetto) sta a 765 metri di altitudine, nel parco nazionale del Matese, in provincia di Caserta. Confina con sei comuni campani e cinque molisani. Il nome viene da un’antica chiesa benedettina dedicata a san Gregorio, oggi scomparsa. Nel Medioevo il villaggio apparteneva all’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Sulle rocce della Valle dell’Inferno, uno degli orridi più profondi d’Europa, nidifica l’aquila reale.
Comune della provincia di Caserta, in Campania, San Gregorio Matese ha 842 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova San Gregorio Matese
San Gregorio Matese è un comune di montagna: il centro è a 758 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 422 a 1.915 metri.
Nei dintorni si trovano Piedimonte Matese (3,1 km), Castello del Matese (4,8 km), Alife (6,2 km), San Potito Sannitico (6,2 km) e Sant'Angelo d'Alife (8,5 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di San Gregorio Matese
Il territorio era frequentato già in epoca sannitica. Lo mostrano le tombe trovate in località Santa Croce. L’abitato però nasce nel Medioevo, quando il piccolo centro faceva parte dell’abbazia di San Vincenzo al Volturno. Poi fu per lungo tempo uno dei casali di Piedimonte Matese.
Il paese era piccolo e povero. Per questo non ebbe consiglieri propri nell’Universitas di Piedimonte: fu rappresentato da quelli di Castello del Matese. La gente viveva soprattutto di pastorizia e della raccolta dell’«esca», un materiale vegetale usato per accendere il fuoco.
Nel 1742 fu chiesta l’autonomia a Piedimonte. La richiesta fu discussa dall’Universitas il 6 dicembre. San Gregorio ottenne l’autonomia amministrativa il 18 luglio 1748 e si diede uno stemma, che tiene uno dei cipressi di quello di Piedimonte. Nel catasto onciario del 1754 furono censiti 127 capifamiglia, 5 preti e 18 fra vedove e zitelle. L’arciprete riscuoteva le decime in segale, ma la popolazione faticava a raccoglierle.
La strada carrozzabile arrivò nel 1928. Dal 1927 al 1945 il paese rientrò nella provincia di Benevento, perché in epoca fascista la provincia di Caserta fu soppressa per un periodo. Lo stemma attuale è stato concesso con regio decreto del 25 ottobre 1928.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 20 unità, da 862 (1° gennaio 2025) a 842 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 888 abitanti. Il comune si estende su 56,50 km², con una densità di circa 15 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune periferico, lontano dai principali servizi. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a San Gregorio Matese
Nel paese ci sono i ruderi della chiesa e del monastero del IX secolo, detti «Le Mura». Da questo nome prende il nome la Pro Loco. La chiesa di Santa Maria delle Grazie è del XVI secolo. Dietro l’abside semicircolare attuale, costruita all’inizio degli anni Ottanta, resta l’antica abside rettangolare, oggi cappella di San Michele. Ci si arriva dalla sagrestia, per una serie di rampe. Nella chiesa della Piana del Lago si vedono pitture murali del professor Tirrito.
Tra gli edifici civili ci sono i palazzi Del Giudice e Caso (uno della Calcarella, uno della Fontana) e Villa Ginevra, sede del Municipio. Il «Vico Stretto» nel punto più stretto è largo 45 cm. La villa comunale, detta «Villa Luisa», era un giardino botanico creato da Beniamino Caso, che lo intitolò alla madre. Vi crescono molte essenze arboree, tra cui i faggi.
In località Santa Croce, dietro la chiesetta, furono trovate tombe sannitiche. I resti sono scomparsi: in parte sono finiti nelle fondamenta della chiesetta, in parte sotto il bosco piantato dopo. Il Monte Porco, il Pagliarone, il Pianellone e la vallata di Camporuccio hanno faggete dove vivono molti cinghiali. Nel massiccio ci sono anche grotte carsiche. La più nota è il sistema sotterraneo di Campobraca. Il lago del Matese è la meta più conosciuta dai turisti.
Feste e tradizioni
Il Venerdì Santo una processione va dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie alla chiesetta di Santa Croce. A Pasqua si benedicono le frittate pasquali. Al Corpus Domini la processione passa tra coperte stese ai balconi, altarini votivi e formule recitate in latino.
Nell’ultima settimana di luglio si tengono le «notti dei briganti», rievocazione storica del brigantaggio nell’Italia meridionale. La prima domenica di agosto si festeggia san Gregorio Magno, patrono del paese. La data è scelta perché i sangregoriani emigrati all’estero possano tornare.
Turismo a San Gregorio Matese
Nel 2024 le strutture ricettive di San Gregorio Matese hanno registrato 121 presenze turistiche (notti trascorse), il 2% delle quali di turisti stranieri. Nel 2025 il comune contava 62 posti letto in 13 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
San Gregorio Matese è un comune italiano situato in provincia di Caserta, nella regione Campania. Il comune ha una popolazione di 842 abitanti e si estende su una superficie di 56,50 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



