Gallodoro (Caḍḍidoru in siciliano) sta nella città metropolitana di Messina, nella regione agraria della Montagna litoranea dei Peloritani. Il paese nasce in età normanna attorno alla chiesa rurale di San Teodoro Martire. Le case sono addossate una all’altra e disegnano la forma di una cavea di teatro. Il nome viene da Vallis Aurea, come i Romani chiamavano la valle. Gallodoro è comune autonomo solo dal 1952, dopo aver perso la sede municipale a favore di Letojanni.
Gallodoro è un comune della provincia di Messina, in Sicilia, con 320 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
Dove si trova Gallodoro
Il territorio di Gallodoro è montuoso e vicino alla costa: il centro è a 372 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 43 a 664 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Mongiuffi Melia (1,6 km), Letojanni (2,1 km), Forza d'Agrò (3,9 km), Roccafiorita (3,9 km) e Castelmola (4,9 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Gallodoro
Le origini sono greche. Vicino alle contrade Margi e Sant’Anna c’era un insediamento che la tradizione popolare chiamava Bocena. Qui sono stati trovati monete, cocci di brocche, vasellame e tombe. Per questo si ipotizza che lì sorgesse Kallipolis, fondata dai calcidesi di Naxos. Il borgo attuale risale al periodo normanno, quando si formò il primo nucleo di case intorno alla chiesa di San Teodoro Martire.
Fino all’inizio dell’età moderna il territorio dipendeva da Taormina. Nel 1634, sotto Filippo IV, fu separato e venduto dalla Regia Corte a Francesca Porzio, moglie di Francesco Reitano, entrambi di Messina. Il figlio Antonio divenne marchese nel 1641. Prese parte alla rivoluzione di Messina (1673-1678) con i filofrancesi. Dopo la vittoria spagnola i Reitano furono mandati in esilio e persero i beni, marchesato compreso. Nel 1679 Giuseppe Vigo comprò lo Stato di Gallodoro. I marchesi furono poi esponenti della famiglia Vigo di Acireale, per tutto il Settecento e fino agli inizi dell’Ottocento.
Tra fine Settecento e Ottocento crebbe la frazione costiera di Letojanni. Le famiglie più importanti di Gallodoro vi si trasferirono e vi costruirono i loro palazzi. Nel 1880 Letojanni ottenne la sede municipale e il comune prese il nome di Letojanni-Gallodoro. Gallodoro tornò comune con la legge regionale n. 52 del 26 novembre 1952. Letojanni-Gallodoro divenne allora semplicemente Letojanni.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 3 unità, da 323 (1° gennaio 2025) a 320 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 336 abitanti. Il comune si estende su 6,91 km², con una densità di circa 46 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune periferico, lontano dai principali servizi.
Cosa vedere a Gallodoro
Il punto di partenza è la chiesa di San Teodoro Martire. Era una chiesa rurale e da lei è nato il paese. Si trova in un luogo di passaggio tra la parte bassa e quella alta della Vallis Aurea, e per secoli è stata il principale luogo di culto della comunità.
Intorno alla chiesa l’abitato si apre a cavea di teatro, con le case addossate l’una all’altra. Ci sono scorci di rara bellezza rurale.
Nelle contrade Margi e Sant’Anna sono stati trovati i resti dell’antico insediamento greco. Nelle vicinanze del paese c’è anche Castellaci, un aspro acrocoro. Nel Seicento si pensò di costruirvi un nuovo centro abitato, ma il progetto fu abbandonato.
Turismo a Gallodoro
Nel 2025 il comune contava 35 posti letto in 3 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Gallodoro è un comune italiano situato in provincia di Messina, nella regione Sicilia. Il comune ha una popolazione di 320 abitanti e si estende su una superficie di 6,91 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia insulare.



