Misilmeri (Musulumeli in siciliano) sorge nella valle del fiume Eleuterio, nella Sicilia nord-occidentale. Il territorio tocca in parte la Conca d’Oro e comprende il monte Gulino, alto 844 metri. Il nome viene dall’arabo Menzel-el-Emir, «villaggio dell’Emiro», e ricorda il castello fatto costruire dall’emiro Giafar II. Nel 1068 qui si combatté una battaglia decisiva per la conquista normanna. Nel 1860 Garibaldi vi fondò il primo Comitato pronto a governare l’Italia.
Misilmeri è un comune della provincia di Palermo, in Sicilia, con 29.197 abitanti secondo la stima ISTAT al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Misilmeri
Misilmeri si trova in collina, lontano dal mare: il centro è a 152 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 16 a 932 metri.
Tra i comuni confinanti o più vicini ci sono Villabate (5,6 km), Belmonte Mezzagno (6,1 km), Ficarazzi (6,7 km), Bagheria (7,1 km) e Casteldaccia (7,5 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Misilmeri
A Pizzo Cannita, nel 1695 e nel 1725, furono trovati sarcofagi e altri reperti archeologici. Oggi sono al Museo Archeologico Regionale di Palermo. In epoca romana una via consolare univa Palermo e Agrigento passando da Misilmeri. Fino al 1864 il corso Vittorio Emanuele e il corso IV Aprile si chiamavano Via Consolare.
L’emiro Giafar II, che regnò sulla Sicilia dal 998 al 1019, fece costruire qui un grande castello. Dalle torri si vedeva la vallata dell’Eleuterio fino al Tirreno. Alle pendici del castello nacque un villaggio. Nel 1068 la battaglia di Misilmeri segnò la fine delle autorità musulmane e aprì la strada alla conquista di Palermo, quattro anni dopo. La prima chiesa cristiana, intitolata a Sant’Apollonia, fu costruita prima del 1123 ed è citata in una bolla di papa Callisto II.
Il paese attuale fu fondato nel 1540 dal barone Francesco Del Bosco. Nel 1553 fece costruire la parrocchia di San Giovanni Battista, la Madrice, e nel 1575 aprì la Strada Grande, che porta al castello. Nel 1692 Francesco Cupani creò nel Giardino Grande un orto botanico, che oggi non esiste più. Nel 1795 più di 2000 delle sue piante passarono al nuovo Orto botanico di Palermo. Nel 1860 Garibaldi, Nino Bixio e Giuseppe La Masa fondarono qui il primo Comitato. Sulle colline di Gibilrossa Garibaldi disse a Bixio: «Nino, domani a Palermo!».
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 102 unità, da 29.095 (1° gennaio 2025) a 29.197 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 28.894 abitanti. Il comune si estende su 69,49 km², con una densità di circa 420 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una piccola città o un sobborgo; nella classificazione delle aree interne è un comune di cintura, vicino ai centri che offrono i servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Frazioni e località
Oltre al capoluogo, il comune comprende Gibilrossa e Portella di Mare.
Cosa vedere a Misilmeri
Il castello di Misilmeri è stato restaurato dopo mille anni dalla costruzione. Si cerca di inserirlo nei circuiti turistici della Sicilia. Un cunicolo sotterraneo lo collega alla parrocchia di San Giovanni Battista.
Nella chiesa di Sant’Antonio, detta anche delle Anime Sante, c’è una catacomba con lastre marmoree incise nel periodo della dominazione berbera. La chiesa di Santa Rosalia è più nota come chiesa di San Paolino. Fu la prima dedicata alla santa palermitana, che dal 1625 al 1671 fu patrona del paese.
In Piazza Comitato 1860 c’è la Fontana Grande, già documentata nel 1529. Fu restaurata e decorata nel 1879 dallo scultore Benedetto Civiletti. Dietro la fontana ci sono i lavatoi pubblici del 1893. Furono sepolti e sono tornati alla luce nel 1999, dopo un lungo restauro.
Mestieri e memorie di un tempo
A Misilmeri sono scomparse diverse figure e abitudini. C’era u maraùni, l’uomo che nelle piene invernali faceva passare le persone da una sponda all’altra dell’Eleuterio. C’erano i funnachi, locande modeste dove si alloggiavano i cavalli dei viaggiatori. Un antico fondaco di Santa Rosalia, secondo alcuni documenti, ospitò la santa per una notte. Il papuni era una diligenza trainata da un cavallo, con posto per 14 persone. Per arrivare a Palermo ci metteva due ore. Fu dismesso nel 1929. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per la ricerca storica e antropologica su queste tradizioni.
Turismo a Misilmeri
Nel 2025 il comune contava 118 posti letto in 16 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Misilmeri è un comune italiano situato in provincia di Palermo, nella regione Sicilia. Il comune ha una popolazione di 29.197 abitanti e si estende su una superficie di 69,49 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia insulare.



