Cocullo sorge su un colle, ultima propaggine meridionale del monte Catini (1319 m), nell’alta valle del Sagittario, in provincia dell’Aquila. Il paese è sul confine tra valle Peligna e Marsica. Il suo nome compare già nell’antichità: Strabone parla di un abitato chiamato «Koukolon». Oggi Cocullo è conosciuto per la festa dei serpari, che si tiene ogni primo giovedì di maggio in onore di san Domenico abate.
Comune della provincia di L'Aquila, in Abruzzo, Cocullo ha 203 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
In questa pagina
Dove si trova Cocullo
Il territorio di Cocullo è montuoso: il centro è a 896 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 654 a 1.636 metri.
Nei dintorni si trovano Anversa degli Abruzzi (5,0 km), Goriano Sicoli (5,3 km), Ortona dei Marsi (5,5 km), Prezza (5,7 km) e Bugnara (7,2 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Cocullo
Sull’origine del nome non ci sono certezze. Un’ipotesi lo collega a «Koukolon», citato da Strabone come paese di confine. In latino era «Cuculum». Si trovava tra l’area dei Peligni e quella dei Marsi e fu probabilmente fondato da uno o da entrambi questi popoli italici. Il nucleo originario è visibile in contrada Casale. Tra Anversa e Casale sono state trovate necropoli italiche. Ci sono anche resti romani: strutture murarie, mura e pavimenti a mosaico. Alcuni bronzetti di Ercole, segno di un santuario, sono nel Museo civico di Sulmona.
Roma conquistò il villaggio durante la guerra sociale, nell’89 a.C. Lo ricostruì come stazione di passaggio nel valico tra Marsica e valle Peligna. Dopo le invasioni gotiche e bizantine del V-VI secolo l’abitato fu lasciato e ci si spostò sul colle. Qui i Longobardi costruirono il borgo medievale, un piccolo presidio fortificato con una torre di guardia al centro. Nel IX secolo entrò nella Contea di Valva.
In seguito passò sotto l’influenza dei conti dei Marsi di Celano. Il castello, costruito nel Medioevo sopra la torre longobarda, appartenne ai conti di Celano. Nel XV secolo passò ai Piccolomini. Poi si succedettero i Peretti, i Savelli, i Barberini e i Colonna. Nel 1806, con l’abolizione del feudalesimo, Cocullo divenne comune autonomo. Il terremoto del 1706 e quello del 1915 lo danneggiarono. Nella seconda guerra mondiale subì bombardamenti aerei alleati.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 1 unità, da 204 (1° gennaio 2025) a 203 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 213 abitanti. Il comune si estende su 31,60 km², con una densità di circa 6 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Cocullo
Il punto di riferimento è la torre della chiesa di San Nicola. È la torre di guardia longobarda attorno a cui nacque il borgo. Porta ancora i segni della distruzione della cima, causata dal terremoto del 1915. Sopra una torre longobarda fu costruito anche il castello medievale, che appartenne ai conti di Celano e poi ai Piccolomini.
Nel santuario di san Domenico è conservato un molare del santo, una delle reliquie lasciate ai paesani. In contrada Casale si vede il nucleo originario dell’abitato antico, dove sono emersi resti romani.
A Villalago, nelle vicinanze, c’è la grotta in cui il santo meditò. Oggi porta il suo nome e ha accanto un eremo.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Piazze e monumenti
La festa dei serpari
Ogni primo giovedì di maggio Cocullo celebra san Domenico abate, protettore contro tempeste, febbre, mal di denti, rabbia e morsi di cani e serpenti. Si pensa che la festa affondi le radici nel culto marsicano della dea Angizia, che sapeva dominare fuoco e serpenti. Con il cristianesimo la tradizione fu associata al santo.
Tra le reliquie ci sono il molare, usato contro il mal di denti, e il ferro della mula, che serviva a proteggersi dai serpenti. Il giorno della festa si suona la corda della campanella della chiesa con i denti, per allontanare il demonio. Dalla grotta di Villalago i fedeli portano via terra benedetta, per avere campi rigogliosi e prosperità in famiglia.
Turismo a Cocullo
Nel 2024 le strutture ricettive di Cocullo hanno registrato 280 presenze turistiche (notti trascorse), il 15% delle quali di turisti stranieri. Nel 2025 il comune contava 45 posti letto in 4 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Cocullo è un comune italiano situato in provincia di L'Aquila, nella regione Abruzzo. Il comune ha una popolazione di 203 abitanti e si estende su una superficie di 31,60 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



