Raiano (Raianë in dialetto) sorge a 390 metri di quota, nella parte occidentale della Valle Peligna, in provincia dell’Aquila. Il paese è sul tracciato dell’antico tratturo Celano-Foggia e della Via Tiburtina Valeria. Sta alla destra della valle scavata dal fiume Aterno, vicino ai resti dell’antica città italica di Corfinium. Fa parte dell’unione dei comuni Terre dei Peligni. Il quartiere più vecchio, Sant’Antonio, ha vicinati stretti e case con scale esterne, dette Bajitte.
Comune della provincia di L'Aquila, in Abruzzo, Raiano ha 2.595 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Raiano
Il territorio di Raiano è montuoso: il centro è a 386 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 262 a 1.158 metri.
Nei dintorni si trovano Vittorito (2,8 km), Corfinio (3,3 km), Goriano Sicoli (4,1 km), Pratola Peligna (4,9 km) e Prezza (5,1 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Raiano
Il nome è un prediale: deriva da un nome personale non ben identificato, probabilmente Raius o Ravius. Plinio il Vecchio divide i Peligni in tre gruppi: Corfinienses, Superequani e Sulmonenses. Raiano rientra nel territorio dei Corfinienses. Nel Medioevo sulla collina del Castellone sorse la Villa Ragiani, o Castrum Radiani. La prima notizia certa è del 872. Nel X secolo il centro ospitò per breve tempo gli imperatori Ottone I e Ottone III. Per tutto il Medioevo seguì le vicende feudali del Regno meridionale, sotto i Normanni, gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi. Aveva un ruolo importante perché difendeva a nord-ovest la Valle Peligna, lungo il tratturo e la via Tiburtina Valeria.
Nella seconda metà del XV secolo il vecchio centro fu abbandonato dopo alcuni terremoti. A uno di questi è legata la formazione del lago detto «Quaglia». Gli abitanti scesero a valle, su una modesta altura dove il tratturo si separa dalla via Consolare. Nacque così Raiano Vecchio («Rajane Uiécchie», nome attestato in documenti del 1731). Oggi coincide con il quartiere Sant’Antonio, che prende il nome dall’antica chiesa di sant’Antonio abate, compatrono del paese. Alcuni palazzi nobiliari sui vicinati hanno la forma assunta dopo il terremoto del 1706.
Il paese si allargò nella pianura attorno alla Torre dell’Orologio e alla chiesa quattrocentesca di Santa Maria. Poi seguì la Tiburtina e il tratturo. Nel XVII secolo lungo queste vie sorsero due conventi francescani: quello degli zoccolanti e quello dei cappuccini.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 26 unità, da 2.621 (1° gennaio 2025) a 2.595 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 2.631 abitanti. Il comune si estende su 28,99 km², con una densità di circa 90 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Raiano
Alle gole di San Venanzio sorge l’eremo di San Venanzio, costruito nel XV secolo. Si entra nella chiesa da un ponte a loggia sul fiume. La facciata è a capanna, l’interno ha una sola navata con volta a botte. Un corridoio porta alle celle degli eremiti e alla scala Santa, scavata nella roccia.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore è del XV secolo, fu consacrata nel 1470 e ricostruita in forme barocche dopo il terremoto del 1706. Del periodo medievale resta il campanile. All’interno c’è la statua settecentesca di San Venanzio Martire, patrono del paese. La chiesa della Madonna delle Grazie è del XII secolo, con facciata quattrocentesca e pianta a croce greca. Una iscrizione ricorda l’eclissi solare del 9 aprile 1567.
Il convento di Sant’Andrea fu fondato nel 1642 e aveva 21 celle. La Torre dell’Orologio, cilindrica, è l’unico elemento rimasto del castello del IX secolo. In paese ci sono anche palazzo Lepore, settecentesco e rococò, e palazzo Muzi, neoclassico. Le gole di San Venanzio, attraversate dall’Aterno, sono una riserva naturale guidata.
Lingua e personaggi
In dialetto il paese si chiama Raianë. Il quartiere Sant’Antonio è detto «Rajane Uiécchie». Il patrono è San Venanzio Martire. Compatrono è sant’Antonio abate.
Il filosofo Benedetto Croce passava spesso del tempo a Raiano, ospite di palazzo Sagaria Rossi. Lì andavano anche Cesare De Lollis, Antonio Anile e l’editore Giovanni Laterza. Laterza scrisse che al palazzo era legata la storia degli «Scrittori italiani». Lo scultore Diego Mostacci era di Raiano: fece l’altare centrale e il leggio in pietra dell’eremo di San Venanzio.
Turismo a Raiano
Nel 2025 il comune contava 57 posti letto in 14 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Raiano è un comune italiano situato in provincia di L'Aquila, nella regione Abruzzo. Il comune ha una popolazione di 2.595 abitanti e si estende su una superficie di 28,99 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



