Il Duomo di Gemona del Friuli, dedicato a Santa Maria Assunta, è la chiesa principale di Gemona e uno dei monumenti gotici più importanti del Friuli. Sta nella parte alta del centro storico, addossato alle rocce del monte Glemine, e si riconosce da lontano per la facciata in pietra chiara con tre rosoni e per il campanile alto una cinquantina di metri.
È anche un simbolo della ricostruzione: gravemente danneggiato dal terremoto del 1976, che fece crollare il campanile, è stato restaurato e oggi è di nuovo il cuore della città.
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La storia del Duomo
Il Duomo fu costruito tra il 1290 e il 1337 sull’area di una chiesa più antica, e nel 1337 venne consacrato dal vescovo di Parenzo Giovanni. Un’epigrafe murata in facciata ricorda il nome dell’artefice, Maestro Giovanni, architetto e scultore, a cui si attribuiscono il portale e varie sculture della facciata.
Erano gli anni in cui Gemona era una città ricca: i mercanti che passavano dai valichi alpini verso l’Adriatico dovevano fermarsi una notte e pagare un dazio sulle merci. Nella prima metà del Trecento, tra i cantieri dei duomi di Gemona e di Venzone, lavorò un gruppo di scultori che alcuni storici dell’arte chiamano Scuola di Gemona.
L’aspetto attuale della facciata si deve in parte a un rifacimento ottocentesco, del 1825-1826. Una robusta muraglia separa il Duomo dal monte Glemine: lo protegge dalle frane e un tempo faceva parte delle difese della città.
La facciata: rosoni, Re Magi e San Cristoforo
La facciata è il motivo principale della visita. Il rosone centrale, con un fitto intreccio di archi in pietra, fu realizzato a Venezia tra il 1334 e il 1336 dallo scultore Maestro Buzeta; altri due rosoni più piccoli si aprono ai lati. Il portale rinascimentale è opera di Bernardino da Bissone.
Sotto il rosone corre la galleria dell’Epifania: nove statue in nicchie gotiche che raccontano, come in una sequenza, l’arrivo del corteo dei Magi, l’adorazione del Bambino in braccio alla Madonna e il sogno dei Magi.

Sulla destra domina la statua di San Cristoforo, alta circa sette metri, scolpita in sei blocchi di pietra tra il 1331 e il 1332. La galleria dell’Epifania e il San Cristoforo sono opera di Giovanni Griglio da Gemona e sono considerate tra le sculture in pietra più importanti del Trecento friulano.

Il campanile
A sinistra del Duomo si alza il campanile, iniziato nel 1341, come dice una lapide sopra la porta, e terminato nel 1369 da Nicolò e Domenico, figli di Giovanni Griglio. È costruito in pietre squadrate, è alto circa 50 metri e termina con una cuspide in cotto.
Le sue campane hanno una storia travagliata. Nel gennaio del 1918 l’esercito austro-ungarico le requisì per fonderle e farne cannoni: una, del 1423, si salvò e i parrocchiani la nascosero. Le nuove campane arrivarono il 13 giugno 1921, festa di Sant’Antonio, patrono della città. La campana antica, chiamata «campana di Dante», è esposta in chiesa.
Nel settembre del 1976 le nuove scosse del terremoto fecero crollare il campanile con le campane ancora dentro. Fu ricostruito com’era.

L’interno
L’interno, a pianta basilicale, conserva tra le altre opere un’ancona lignea con 33 episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, realizzata dal veneziano Andrea Moranzone nel 1391 e rovinata in seguito da un incendio, e un Vesperbild del Quattrocento, la Madonna con il Cristo morto in grembo, un tema di origine austriaca diffuso nel Friuli dell’epoca.
Secondo una tradizione locale, nei consolidamenti dopo i terremoti alcuni pilastri sono stati rinforzati con catene e tiranti e lasciati leggermente fuori asse, a memoria delle scosse. Il crocifisso ligneo mutilato dalle scosse è diventato uno dei simboli della tragedia del 1976.
Il Duomo e il terremoto del 1976
Il 6 maggio 1976 il terremoto del Friuli distrusse gran parte del centro storico di Gemona e danneggiò gravemente il Duomo; le scosse di settembre abbatterono il campanile. Il Duomo è stato restaurato e il campanile ricostruito com’era, e lo stesso è avvenuto per molti edifici del centro. Per questo una visita al Duomo racconta insieme il Medioevo e la rinascita della città.
Il Museo della pieve e tesoro del Duomo
A pochi passi, in via Bini, la vecchia canonica (Canonica Recalcatis) ospita dal 2006 il Museo della pieve e tesoro del Duomo, su tre piani e dieci sale. L’opera più preziosa è l’ostensorio dell’orafo Nicolò Lionello, del 1434; ci sono anche cinque antifonari e due graduali miniati del Trecento e il registro dei battesimi del 1379, tra i più antichi al mondo.
Come visitare il Duomo di Gemona
Dal Duomo parte via Bini, la strada storica del centro, che si percorre a piedi tra palazzi in pietra e portici. Dal Duomo si può salire al colle del Castello, da cui si vedono i tetti di Gemona e la pianura fino al Tagliamento. Gli orari delle messe e delle visite sono sul sito della parrocchia.
Per il resto della città, dal Palazzo Botòn al colle del Castello, leggi la guida a Gemona del Friuli, con la galleria delle foto.
Nei dintorni meritano una sosta il duomo di Venzone, gemello trecentesco di quello di Gemona, e il Lago di Cavazzo.
Il Duomo di Gemona in foto
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Foto: Davide Zugna
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia e Wikivoyage (storia, opere e campane). Foto: Davide Zugna.
Informazioni sul Comune
Gemona del Friuli è un comune italiano situato in provincia di Udine, nella regione Friuli-Venezia Giulia. Il comune ha una popolazione di 10.416 abitanti e si estende su una superficie di 56,06 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.











