San Buono (Sant Bune o Sandə Búonə in abruzzese) è in provincia di Chieti. Sorge su una collina del subappennino frentano, sul lato sinistro della valle del fiume Treste. Il territorio era abitato già tra il IX e l’VIII secolo a.C. Gli scavi del 1986 in località Fonte San Nicola hanno trovato un santuario frentano dell’età del ferro. Il nome viene da un martire, Buono, a cui i monaci benedettini consacrarono la collina nel IX secolo.
Comune della provincia di Chieti, in Abruzzo, San Buono ha 835 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
In questa pagina
Dove si trova San Buono
Il territorio di San Buono è collinare: il centro è a 455 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 131 a 861 metri.
Nei dintorni si trovano Liscia (3,3 km), Gissi (4,0 km), Palmoli (5,0 km), Carpineto Sinello (6,6 km) e Dogliola (6,6 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di San Buono
Le popolazioni italiche abitavano la zona fin dall’età del ferro. Oltre al santuario di Fonte San Nicola, un secondo santuario si trovava tra le località di Pantano e Vusco, dove è stato recuperato un altro reperto. Il villaggio fu fondato nel VI secolo da cittadini romani in fuga dalle incursioni barbariche, in particolare dei Saraceni. Era circondato da casali e ville: Castellaro, Castelleto e Moro.
Nel IX secolo il territorio passò ai monaci benedettini del monastero della Santissima Trinità a Due Vergini. Consacrarono le colline a santi martiri. Quella del villaggio fu dedicata a Buono e fu chiamata «mons Sancti Boni». Nel X secolo gli Attoni, conti di Chieti, costruirono il castello al centro dell’abitato, oggi scomparso. Lo circondarono con mura che avevano una sola porta, detta porta da piedi o di Sant’Angelo. Il luogo diventò un «castrum Bonum» e restò possedimento ecclesiastico. Per questo il feudo non compare nel Catalogus baronum del 1152.
Dopo gli Attoni il feudo passò ai Grandinato, che dipendevano dai Frisia. Nel Trecento furono incorporati Castellaro e Castelleto. Tra il 1315 e il 1320 una grave carestia o pestilenza colpì San Buono e Casalanguida, e i feudi vicini dovettero aiutare con denaro. Dopo i Di Sangro, nel 1421 il paese andò ai Caracciolo con la dote di Maria di Sangro. Nel 1436 fu assegnato per breve tempo a Jacopo Caldora. Moro fu unito a San Buono all’inizio dell’Ottocento. Nello stesso secolo si fissò il nome italiano attuale.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 16 unità, da 851 (1° gennaio 2025) a 835 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 869 abitanti. Il comune si estende su 25,27 km², con una densità di circa 33 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune ultraperiferico, molto lontano dai principali servizi.
Cosa vedere a San Buono
Il sito più antico è a Fonte San Nicola, sulle pendici nord-orientali del monte Sorbo, al confine con Carpineto Sinello. Qui gli scavi del 1986 hanno portato alla luce un santuario frentano e vari reperti dell’età del ferro. Un secondo santuario si trovava tra le località di Pantano e Vusco.
Del castello costruito nel X secolo al centro del paese non resta nulla. Le mura medievali avevano un’unica porta, detta porta da piedi o di Sant’Angelo. Passeggiando nel centro si segue il tracciato del vecchio villaggio fortificato, sulla collina sopra la valle del Treste.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Turismo a San Buono
Nel 2025 il comune contava 46 posti letto in 8 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
San Buono è un comune italiano situato in provincia di Chieti, nella regione Abruzzo. Il comune ha una popolazione di 835 abitanti e si estende su una superficie di 25,27 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



