Cellamare è un comune della città metropolitana di Bari, sul margine meridionale della conca di Bari. Confina con Capurso, Casamassima e Noicattaro ed è il meno esteso di tutta la città metropolitana. Il castello baronale è di origine medievale (XIII secolo) e nel XVI secolo fu trasformato da fortezza militare in residenza signorile. Nelle campagne, lungo la strada per Rutigliano, resta un menhir di cui non si conosce l’età.
Comune della provincia di Bari, in Puglia, Cellamare ha 5.761 abitanti secondo l’ultima stima dell’ISTAT, riferita al 1° gennaio 2026.
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Dove si trova Cellamare
Cellamare si trova in pianura: il centro è a 114 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 91 a 160 metri.
Nei dintorni si trovano Capurso (3,5 km), Noicattaro (4,8 km), Valenzano (5,1 km), Triggiano (5,3 km) e Adelfia (5,7 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Cellamare
Nel territorio non ci sono tracce dell’età della pietra. La vita arriva intorno al XV secolo a.C., nell’Età del bronzo, nella zona detta Cocevole, sulla via vecchia per Casamassima. Qui nacque il primo insediamento dell’area. I reperti fanno pensare a un abitato molto importante e di grande estensione. Si trovava lungo un solco torrentizio che partiva da Monte Sannace, passava per Cellamare e Azetium e sfociava nell’Adriatico, nella baia di San Giorgio. Gli abitanti facevano i pastori e i contadini. Quasi tutti i reperti, riemersi con i lavori agricoli, sono andati persi.
Le origini del paese si fanno risalire all’XI secolo. Il documento più attendibile è uno statuto del 1171 dell’arcivescovo Rainaldo, che cita per la prima volta una località chiamata Cellamare o Cellamarii. Una tradizione parla di un’incursione dei Saraceni nel 988: dopo Ceglie e Valenzano furono respinti a Capurso da capursesi e cellamaresi. La zona si chiama ancora Massaracina.
Per il nome, gli storici ricordano l’arcivescovo Giovanni V. Dopo la distruzione di Bari da parte di Guglielmo il Malo si rifugiò qui, e Cella Amoris diventò Cella Amaris, per il dolore degli esuli. Il primo feudatario noto è Roberto Venato. A lui seguì il fratello Galeotto, morto nel 1294, e il feudo passò al Regio Fisco. Tornò feudo nel 1407 e fu di varie famiglie (Sandionigi, Di Sangro, Marra, Giudice Caracciolo). Con Murat entrò nel regno di Napoli. Lo stemma storico mostra una sirena che esce dal mare.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono diminuiti di 29 unità, da 5.790 (1° gennaio 2025) a 5.761 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 5.798 abitanti. Il comune si estende su 5,91 km², con una densità di circa 975 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una piccola città o un sobborgo; nella classificazione delle aree interne è un comune di cintura, vicino ai centri che offrono i servizi essenziali.
Cosa vedere a Cellamare
Il castello baronale è l’edificio più antico del paese. La struttura è medievale, ma fu ricostruita nel XVI secolo e adattata a residenza. La chiesa della Santissima Annunziata sorge sulle fondamenta di una chiesa più antica, voluta dall’arcivescovo Rainaldo. L’edificio attuale è del 1854, come indica l’epigrafe sotto l’architrave del portone. Ha una navata sola, con tre cappelle per lato. All’interno c’è un dipinto su tavola, lo «sposalizio di Santa Caterina», attribuito alla scuola fiorentina del XII secolo. La torre campanaria è sullo stesso piano della facciata ed è fatta di grossi conci.
In campagna, sulla via per Rutigliano, c’è un menhir di datazione incerta. In contrada Cocevole i contadini chiamano «paretoni» i muri a secco di pietre sovrapposte senza malta, le «muragge». Alcuni storici li ritengono tombe, cioè dolmen. Il tipo presente a Cellamare è il più semplice: un piccolo sarcofago monolitico coperto da un piccolo cumulo di pietre.
Sant’Amatore
La reliquia di sant’Amatore è legata alla storia religiosa del paese. Amatore nacque a Tucci, oggi identificata con Martos, in Andalusia. Studiò a Cordova con il vescovo Eulogio. Fu ucciso durante la persecuzione musulmana il 30 aprile 855 insieme al monaco Pietro e a Ludovico, e i loro corpi furono gettati nel Guadalquivir. Papa Clemente X consegnò la reliquia al Duca di Giovinazzo, Domenico De Iudice. Il Duca la donò a Cellamare verso il 1670.
Turismo a Cellamare
Nel 2025 il comune contava 51 posti letto in 9 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Cellamare è un comune italiano situato in provincia di Bari, nella regione Puglia. Il comune ha una popolazione di 5.761 abitanti e si estende su una superficie di 5,91 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia meridionale.



