La basilica di Santa Anastasia è la più grande chiesa di Verona e il suo capolavoro gotico. Costruita dai frati domenicani tra la fine del Duecento e il Quattrocento, sorge in fondo a corso Sant’Anastasia, l’antico decumano massimo della città romana, a pochi passi dall’Adige e da piazza delle Erbe. Dentro custodisce uno dei dipinti più famosi del tardo gotico, il San Giorgio e la principessa di Pisanello, e due curiose acquasantiere sorrette da due gobbi di pietra.
La chiesa dei domenicani
Il nome viene da una chiesetta più antica, di epoca longobarda, dedicata a sant’Anastasia, martire del IV secolo. Nel 1260 i domenicani ottennero dal vescovo il terreno per costruire una nuova chiesa e un convento; i lavori cominciarono nel 1290 e le strutture principali erano pronte negli anni Venti del Trecento, ma il cantiere durò fino al Quattrocento. La basilica fu consacrata nel 1471 e dedicata anche a san Pietro martire, domenicano veronese. Gli Scaligeri, signori della città, contribuirono con donazioni e lasciti: sulla piazza c’è l’arca funeraria di Guglielmo di Castelbarco, podestà di Verona e tra i più generosi finanziatori della chiesa.
La facciata non fu mai finita: in mattoni a vista, ha un grande portale gotico a due porte, decorato con marmi e affreschi. Santa Anastasia fece scuola: la sua pianta, con l’ampio transetto e le cappelle intorno all’altare, la muratura tutta in laterizio e il campanile alto e slanciato servirono da modello per molte chiese venete.
L’interno
Dentro, tre navate divise da dodici colonne di marmo bianco e rosso veronese portano a un ampio transetto con cinque absidi. Il pavimento del Quattrocento è in marmi di tre colori: il bianco e il nero ricordano l’abito dei domenicani, il rosso san Pietro martire. Le volte affrescate a motivi vegetali rendono l’interno luminoso e colorato. Da vedere:
- il San Giorgio e la principessa di Pisanello, affrescato negli anni Trenta del Quattrocento sopra l’arco della cappella Pellegrini: il santo sta per partire contro il drago, tra cavalli, cani, cavalieri e una città fiabesca sullo sfondo;
- i gobbi: due statue di uomini curvi che reggono le acquasantiere accanto alle prime colonne; quello di sinistra, del 1491, è attribuito a Gabriele Caliari, padre del pittore Paolo Veronese, l’altro, detto «Pasquino», arrivò in chiesa la domenica di Pasqua del 1591;
- la cappella Pellegrini, con le formelle in terracotta della vita di Cristo;
- l’altare Fregoso di Danese Cattaneo, lodato da Giorgio Vasari;
- gli affreschi e le pale di Altichiero, Stefano da Verona, Liberale da Verona e altri maestri veronesi.
Visitare la basilica
Santa Anastasia fa parte del circuito delle chiese di Verona, con un biglietto unico per le principali chiese storiche (anche il Duomo, San Zeno e San Fermo). Dalla basilica si arriva a piedi in pochi minuti a piazza delle Erbe e, oltre il ponte Pietra, al Teatro romano; l’Arena e Castelvecchio sono a un quarto d’ora. Per il resto della città c’è la guida su cosa vedere a Verona, per i dintorni quella su Verona e la pianura veronese.
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia (Basilica di Santa Anastasia, San Giorgio e la principessa, Chiese di Verona, Monumenti di Verona). Orari e biglietti sul sito delle chiese di Verona.
Informazioni sul Comune
Verona è un comune italiano situato in provincia di Verona, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 255.139 abitanti e si estende su una superficie di 198,90 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.





