Tra il 1915 e il 1918 il Veneto fu in prima linea: le Dolomiti bellunesi, l’Altopiano di Asiago e il Pasubio sul fronte di montagna e, dopo la ritirata di Caporetto dell’ottobre 1917, il Monte Grappa e il Piave, dove l’esercito italiano fermò l’avanzata austro-ungarica. Oggi restano sacrari, trincee, gallerie e forti, molti trasformati in musei all’aperto.
Il Monte Grappa
Dopo Caporetto il Grappa divenne il cardine della difesa italiana. In cima, a quota 1.775, c’è il Sacrario militare del Monte Grappa, inaugurato nel 1935, con i resti di oltre ventimila soldati italiani e austro-ungarici; sotto la cima si visita la Galleria Vittorio Emanuele III, scavata nella roccia. Si sale da Bassano del Grappa, dove il Ponte degli Alpini ricorda gli alpini della guerra, o da Possagno. L’area è Asolo, Montello e Monte Grappa.
Il Piave e il Montello
Nel giugno 1918 l’offensiva austro-ungarica sul Piave e sul Montello fu respinta nella battaglia del Solstizio; a fine ottobre l’esercito italiano passò il fiume e vinse la battaglia di Vittorio Veneto, che chiuse la guerra sul fronte italiano. Sul Montello c’è il Sacrario di Nervesa della Battaglia, lungo il Piave quello di Fagarè a San Biagio di Callalta; a Vittorio Veneto il Museo della Battaglia.

L’Altopiano di Asiago e l’Ortigara
L’Altopiano dei Sette Comuni fu teatro della Strafexpedition austriaca del 1916 e della battaglia dell’Ortigara del giugno 1917, la montagna sacra degli alpini. Ad Asiago il Sacrario del Leiten raccoglie i caduti dell’Altopiano; tra le malghe restano trincee e postazioni lungo i sentieri. L’area è Altopiano di Asiago.

Il Pasubio e la Strada delle 52 gallerie
Sul Pasubio, al confine con il Trentino, si combatté tutta la guerra. Per rifornire la cima fu scavata la Strada delle 52 gallerie, oggi uno dei sentieri più famosi delle Piccole Dolomiti; sul Colle di Bellavista c’è l’Ossario del Pasubio, nel comune di Valli del Pasubio. L’area è Alto Vicentino.
Le Dolomiti
Intorno a Cortina d’Ampezzo il fronte correva sulle cime: il Lagazuoi, con le gallerie scavate nella roccia, le Cinque Torri e il Falzarego sono un grande museo all’aperto; sul Monte Piana, sopra Misurina, restano le trincee tra le Tre Cime di Lavaredo e il Cristallo. A Livinallongo del Col di Lana il Col di Lana, chiamato «Col di Sangue», fu fatto saltare con una mina nel 1916; sulla Marmolada gli austriaci scavarono la «città di ghiaccio». Nel Feltrino, ad Arsiè, c’è il Forte Leone.
Visitare i luoghi della Grande Guerra
Molti percorsi sono sentieri di montagna, da fare d’estate con scarpe adatte; il Sacrario del Grappa e quello di Asiago si raggiungono in auto. Le altre idee sono in Cosa vedere in Veneto.



