Pedemonte (Pedemonte in veneto, Dross o Tal in cimbro) è in provincia di Vicenza, sulla riva sinistra dell’Astico. Il torrente lo separa da Lastebasse. Il paese sta ai piedi di pendii ripidi e boscosi che salgono verso gli altipiani di Lavarone e di Luserna. È uno dei comuni più piccoli del Vicentino. Fino al 1918 fece parte dell’impero asburgico e passò alla provincia di Vicenza solo nel 1929.
Al 1° gennaio 2026 Pedemonte conta 677 residenti (stima ISTAT): è un comune della provincia di Vicenza, in Veneto.
In questa pagina
Dove si trova Pedemonte
Pedemonte è un comune di montagna: il centro è a 457 metri sul livello del mare, mentre il territorio comunale va da 361 a 1.521 metri.
I comuni più vicini sono Luserna (1,8 km), Lastebasse (3,3 km), Lavarone (4,5 km), Valdastico (5,0 km) e Tonezza del Cimone (7,1 km). Le distanze sono in linea d’aria tra i centri.
Storia di Pedemonte
La prima menzione storica riguarda l’ospizio per pellegrini e viandanti di Brancafora. Qui la strada della valle dell’Astico, che collegava il Vicentino al Trentino e alla Germania, si biforcava verso la conca di Caldonazzo e Levico. Sulla fondazione dell’ospizio ci sono solo ipotesi. Una lo attribuisce al vescovo di Padova, dopo la donazione di Berengario del 917. L’altra ai monaci benedettini dell’abbazia di San Felice di Vicenza. Le citazioni più antiche sono del 1154, con un documento di papa Adriano IV, e del 1199, con una donazione all’ospizio di Speronella, moglie di Ezzelino II.
Verso la metà del Trecento, con gli Scaligeri, il territorio dipese dal Vicariato civile di Schio. Nel 1461 Jacob Trapp comprò dal duca del Tirolo Sigismondo la giurisdizione di Caldonazzo, a cui Pedemonte era soggetto. Nel 1535 Pedemonte e Casotto entrarono nel principato di Trento e quindi nell’impero asburgico, dove rimasero fino alla prima guerra mondiale. La diocesi fu quella di Padova fino al 1785, poi quella di Trento per decreto di Giuseppe II. La giurisdizione dei Trapp finì nel 1803.
Nel maggio 1915 la popolazione fu evacuata a Braunau am Inn, in baracche, tra freddo, fame e malattie, e vi restò fino alla fine della guerra. Nel 1920 il territorio passò al Regno d’Italia, sotto la provincia di Trento. Nel 1929 il governo fascista lo assegnò a Vicenza, ma il sistema catastale tavolare austriaco rimase. Casotto fu comune autonomo fino al 1940, poi entrò in Valdastico. Nel 1980 fu unita a Pedemonte. Nel 2008 un referendum ha espresso la volontà di tornare alla provincia autonoma di Trento.
Popolazione e territorio
In un anno i residenti sono aumentati di 3 unità, da 674 (1° gennaio 2025) a 677 (1° gennaio 2026); al censimento del 2021 la popolazione legale era di 700 abitanti. Il comune si estende su 12,59 km², con una densità di circa 54 abitanti per km².
Per grado di urbanizzazione è una zona rurale; nella classificazione delle aree interne è un comune intermedio, a media distanza dai servizi essenziali. Il comune rientra nelle zone montane.
Cosa vedere a Pedemonte
Il luogo più antico del territorio è Brancafora. Qui sorgeva l’ospizio per i pellegrini. Accanto fu costruita presto una chiesa dedicata a «Santa Maria di Brancafora». Questo nome indicò sia la chiesa sia la località fino a tutto il Settecento. Era l’unica chiesa della zona, e vi facevano riferimento i masi sparsi nella parte finale della valle dell’Astico e in parte anche sull’altipiano.
Il paesaggio cambia con la quota. In basso crescono carpino nero e roverella. Più in alto ci sono faggi e abeti, bianchi e rossi. Lungo il torrente, tra Giaconi e Carotte, prevalgono i salici. Le poche zone pianeggianti, nel fondovalle e su qualche terrazzo, un tempo erano coltivate.
Tutti i luoghi d’interesse, divisi per tipo:
Chiese e luoghi di culto
Nomi, devozione e leggende
In cimbro il paese si chiama Dross o Tal. I nomi delle frazioni hanno spiegazioni popolari. Carotte verrebbe da «case rotte». Casotto da «casotti», le baracche del fondovalle usate dai contadini, oppure da «Ca’ Sotto», in contrapposizione alle case di sopra.
Fin dall’inizio del millennio si sviluppò la devozione alla Madonna di Brancafora. Le testimonianze scritte del 1300 ricordano pellegrini dall’Alto Vicentino e dal Trentino. Una leggenda, senza fondamento storico, attribuisce la chiesa a papa Bonifacio IV e a molte indulgenze da lui concesse.
Turismo a Pedemonte
Nel 2025 il comune contava 19 posti letto in 3 strutture ricettive.
Per saperne di più
Fonti: ISTAT (popolazione residente 2025-2026, censimento 2021, superficie e caratteristiche del territorio, movimento turistico), Wikidata e Wikipedia (luoghi, introduzione, storia e tradizioni). Distanze calcolate dalle coordinate dei centri.
Informazioni sul Comune
Pedemonte è un comune italiano situato in provincia di Vicenza, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 677 abitanti e si estende su una superficie di 12,59 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



