Il Teatro Olimpico di Vicenza è il primo teatro stabile coperto dell’epoca moderna e l’ultima opera di Andrea Palladio. Dentro, sul palcoscenico, ci sono ancora le scene di legno e stucco costruite per lo spettacolo inaugurale del 1585: le sette vie della città di Tebe, che grazie alla prospettiva sembrano lunghe decine di metri e invece sono profonde pochi metri. Sono le uniche scene del Rinascimento arrivate fino a noi. Dal 1994 il teatro è patrimonio dell’umanità UNESCO con le altre opere del Palladio a Vicenza, e dal 2004 è monumento nazionale.
L’Accademia Olimpica e l’ultimo progetto del Palladio
L’Accademia Olimpica, nata a Vicenza nel 1555 per promuovere le scienze, le lettere e il teatro, aveva tra i fondatori lo stesso Palladio, che per anni ne curò gli spettacoli in luoghi provvisori. Nel febbraio del 1580 l’Accademia ottenne dal Comune uno spazio dentro una vecchia fortezza medievale, usata in passato come prigione e come polveriera, e affidò al Palladio il progetto di un teatro stabile ispirato a quelli dei Greci e dei Romani, che lui aveva studiato su Vitruvio e sulle rovine. I lavori cominciarono nel 1580, ma nell’agosto dello stesso anno il Palladio morì: li proseguì il figlio Silla, seguendo i suoi disegni.
I soci più ricchi pagarono la costruzione e furono ricompensati con una statua nel teatro, più o meno in vista a seconda della somma versata. Le statue sono 95: nella nicchia al centro sopra la gradinata c’è Leonardo Valmarana, principe dell’Accademia e promotore dell’opera, vestito da imperatore romano.
Le scene di Scamozzi e l’Edipo re
Per la scena «a prospettive», prevista fin dall’inizio ma non disegnata dal Palladio, fu chiamato Vincenzo Scamozzi. Dietro le cinque aperture della grande parete del proscenio, ispirata agli archi di trionfo romani, costruì le strade di Tebe con case, palazzi e statue che si rimpiccioliscono in fretta: il pavimento sale e i soffitti scendono, così l’occhio vede vie lunghissime. Il teatro fu inaugurato il 3 marzo 1585, ultima domenica di Carnevale, con l’Edipo re di Sofocle, i cori di Andrea Gabrieli e i costumi di Giambattista Maganza; le scene erano illuminate da centinaia di lumini a olio nascosti.
Quelle scene dovevano servire solo per quello spettacolo, ma non furono mai smontate e sono sopravvissute a incendi e bombardamenti. La gradinata, a forma di mezza ellisse, è chiusa in alto da un colonnato con statue; sopra il pubblico il soffitto dipinto simula il cielo, come se il teatro fosse all’aperto.
Visitare il Teatro Olimpico
Si entra da piazza Matteotti, in fondo a corso Palladio, attraverso il cortile del Territorio; il teatro fa parte dei Musei civici di Vicenza, con biglietti cumulativi per Palazzo Chiericati e gli altri musei della città. Ancora oggi ospita concerti e spettacoli, soprattutto in primavera e in autunno: vedere una rappresentazione davanti alle scene di Tebe è un’esperienza rara.
A Vicenza le altre opere del Palladio sono la Basilica Palladiana in piazza dei Signori, Palazzo Chiericati e, fuori città, la Rotonda. Per il resto della città c’è la guida su cosa vedere a Vicenza, per le ville quella sulle ville venete e per tutti i patrimoni della regione quella sui siti UNESCO del Veneto.
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia (Teatro Olimpico, Accademia Olimpica, Vicenza). Orari e biglietti sul sito dei Musei civici di Vicenza.
Informazioni sul Comune
Vicenza è un comune italiano situato in provincia di Vicenza, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 110.741 abitanti e si estende su una superficie di 80,52 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



