Il Friuli (Friûl in friulano, Furlanija in sloveno, Friaul in tedesco) è una regione storico-geografica dell’Italia nord-orientale: un territorio di circa 8.000 chilometri quadrati che scende dalle Alpi Carniche e Giulie fino al mare Adriatico, tra il fiume Livenza a ovest e il Timavo a est. Non va confuso con la regione amministrativa del Friuli Venezia Giulia, di cui occupa la gran parte: le terre di Udine, Pordenone e Gorizia, mentre Trieste e il suo Carso appartengono alla Venezia Giulia.
Il nome viene da Forum Iulii, il mercato fondato secondo la tradizione da Giulio Cesare dove oggi sorge Cividale del Friuli: da Forum Iulii a Friûl, il nome della città è diventato quello di tutta la regione.

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I confini del Friuli
A nord il Friuli è chiuso dalle Alpi Carniche e dalle Alpi Giulie, al confine con l’Austria e la Slovenia; a sud dalla costa dell’Alto Adriatico, con le lagune di Marano e di Grado. A ovest il confine classico è la Livenza, che lo separa dal Veneto, e una parte del Friuli storico, il territorio di Portogruaro, oggi si trova proprio in Veneto.
Il confine orientale è sempre stato il più discusso. Già le descrizioni del Cinquecento lo portavano fino al Timavo, vicino a Duino; alcuni autori del Novecento lo fermano all’Isonzo, mentre fino all’inizio del secolo scorso si intendeva come Friuli tutto il bacino dell’Isonzo, compreso il Goriziano oggi sloveno.
Dalle Alpi al mare: i paesaggi del Friuli
In poco più di cento chilometri il Friuli passa dalle cime sopra i 2.000 metri alle spiagge, e i geografi lo dividono in quattro grandi fasce.
La montagna: Carnia, Canal del Ferro e Val Canale
A nord ci sono le Alpi e le Prealpi, con una piccola parte delle Dolomiti: è il Friuli delle valli, dei boschi e dei paesi di pietra. La zona più conosciuta è la Carnia, con Tolmezzo, Sauris e Arta Terme; i carnici, che a volte rivendicano il loro carattere particolare, si sono sempre vantati di essere la madre del Friuli. A est il Canal del Ferro e la Val Canale portano verso Tarvisio e l’Austria, a ovest le Dolomiti Friulane scendono verso la Valcellina. Valli e laghi di montagna sono raccontati nelle pagine sulle valli e sui laghi del Friuli Venezia Giulia.
Le colline: dal Friuli collinare al Collio
Ai piedi delle Prealpi si stende il Friuli collinare, dalle colline di San Daniele fino ai Colli Orientali e al Collio, attorno a Cormons: terre di castelli e di vigneti. Qui i friulani distinguono ancora il Friuli «di qua dall’acqua» e quello «di là dall’acqua», separati dal Tagliamento, e il Friuli orientale «di là dal sasso», cioè oltre il vecchio confine tra Venezia e l’Austria.
La pianura e la costa
Più a sud c’è la pianura friulana, l’estremo lembo orientale della Pianura Padana. L’alta pianura è asciutta e sassosa, con i magredi del Pordenonese; la linea delle risorgive la separa dalla Bassa friulana, ricca di acque, di fiumi e di antichi boschi. Poi la costa, con le lagune di Marano e di Grado e le spiagge di Lignano Sabbiadoro. Montagne, fiumi e pianure sono descritti nella geografia del Friuli Venezia Giulia e nella mappa del Friuli Venezia Giulia.
Le aree del Friuli
Per scoprire il Friuli zona per zona, ogni area ha la sua pagina con la cartina turistica, i comuni e le cose da vedere:
- Carnia
- Tarvisiano, Val Canale e Canal del Ferro
- Gemonese e Valle del Torre
- Cividale e Valli del Natisone
- Friuli collinare e San Daniele
- Udine e Friuli centrale
- Bassa friulana, Aquileia e lagune
- Gorizia e Collio
- Monfalconese e Bisiacaria
- Montagna pordenonese e Dolomiti Friulane
- Piancavallo, Cansiglio e Livenza
- Pordenone e pianura pordenonese
- Portogruarese
Breve storia del Friuli
Carni, Romani e Longobardi
Prima dei Romani il Friuli era abitato dalla cultura dei castellieri e poi, dal V secolo avanti Cristo, dai Carni, popolo di origine celtica che ha lasciato il nome alla Carnia e alle Alpi Carniche. I Romani fondarono Aquileia, che divenne una delle città più grandi d’Italia e la capitale della X Regione augustea, la Venetia et Histria.
Nel 569 i Longobardi fecero di Cividale la capitale del Ducato del Friuli, il primo dei loro ducati in Italia. Dopo la conquista di Carlo Magno la Marca del Friuli entrò nell’Impero carolingio.
La Patria del Friuli
Nel 1077 l’imperatore Enrico IV affidò il governo del Friuli al Patriarca di Aquileia, che univa così il potere religioso a quello politico. Nacque uno stato che dal Duecento si chiamò Patria del Friuli, con un suo Parlamento: il patriarca risiedette prima a Cividale e poi, dal 1238, a Udine, che da allora è la città principale del Friuli. La basilica di Aquileia resta il simbolo di quel tempo.
Venezia, l’Austria e l’Italia
Nel 1420 la Repubblica di Venezia conquistò quasi tutto il Friuli, che rimase veneziano per quasi quattro secoli: a quel periodo risale Palmanova, la fortezza a stella costruita sul confine. La contea di Gorizia invece passò agli Asburgo nel 1500, alla morte dell’ultimo conte, e da allora il Friuli fu diviso tra Venezia e l’Austria.
Caduta Venezia e finite le guerre napoleoniche, il Friuli veneziano entrò nel Regno Lombardo-Veneto e nel 1866 fu annesso al Regno d’Italia; Gorizia rimase austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale. La Grande Guerra colpì duramente la popolazione: dopo la rotta di Caporetto, nell’autunno del 1917, il Friuli rimase occupato per un anno.
Il terremoto e la ricostruzione
Dopo la seconda guerra mondiale il Friuli e la parte della Venezia Giulia rimasta all’Italia formarono la regione a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia. La data che ha segnato di più il Friuli contemporaneo è il 6 maggio 1976: il terremoto del Friuli fece quasi mille vittime e distrusse interi paesi a nord di Udine, da Gemona a Venzone. La ricostruzione, guidata dai comuni e dalle comunità, è diventata un modello: «prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese». Il Duomo di Gemona e il borgo di Venzone, rimessi in piedi pietra su pietra, ne sono il segno più visibile.
Una terra di lingue: il friulano e le altre
Il friulano (furlan) è una lingua romanza del gruppo retoromanzo, nata dal latino parlato ad Aquileia con elementi celtici, slavi e germanici. Lo conoscono circa 600.000 persone e dal 1999 lo Stato lo tutela come lingua di una minoranza storica: si insegna a scuola, compare nei cartelli stradali e in molti nomi di paesi.
Il Friuli però è sempre stato una terra di più lingue. Nelle valli orientali, nella Slavia friulana e in Val Resia si parla sloveno; Sauris, Timau e la Val Canale sono isole di lingua tedesca; nel Pordenonese e lungo la costa sono diffusi i dialetti veneti.
Le città e i borghi da scoprire
- Udine, la capitale storica del Friuli, con il castello, piazza Libertà e le osterie;
- Cividale del Friuli, la città longobarda sul Natisone, patrimonio UNESCO;
- Aquileia, con l’area archeologica romana e la basilica patriarcale, patrimonio UNESCO;
- Palmanova, la città stellata costruita da Venezia;
- Pordenone, sul Noncello, e Spilimbergo, la città del mosaico;
- Gorizia, città di confine con il suo castello;
- Gemona del Friuli e Venzone, rinate dopo il terremoto;
- in montagna, i paesi della Carnia e il lago di Barcis, nelle Dolomiti Friulane.
Molte di queste località hanno anche un castello: sono raccolti nella pagina sui castelli del Friuli Venezia Giulia.
Cosa mangiare e bere in Friuli
La cucina friulana unisce la tradizione della pianura padana a quella mitteleuropea: tante minestre, carne di maiale e abbinamenti di dolce e salato. I piatti più conosciuti sono il frico, di formaggio fuso con patate e cipolla, i cjarsons della Carnia, ravioli dal ripieno dolce e salato, la brovada, rape inacidite nelle vinacce servite con il musetto, e la gubana, il dolce di frutta secca delle Valli del Natisone.
Tra i salumi spiccano il prosciutto di San Daniele e quello affumicato di Sauris e la pitina della Val Tramontina; tra i formaggi il Montasio, che prende il nome dall’altopiano delle Alpi Giulie. I vini più famosi sono i bianchi del Collio e dei Colli Orientali, come il Friulano e la Ribolla Gialla, e i vitigni autoctoni come il Ramandolo, il Picolit, lo Schioppettino e il Refosco dal peduncolo rosso.
Per saperne di più
- Friuli su Wikipedia
- Friuli nell’Enciclopedia Treccani
- ARLeF, Agenzia regionale per la lingua friulana
Fonti: Wikipedia (Friuli, Lingua friulana, Cividale del Friuli, Terremoto del Friuli del 1976), Enciclopedia Treccani.



