La Cappella degli Scrovegni è la chiesa di Padova che Giotto dipinse da cima a fondo tra il 1303 e il 1305: circa 700 metri quadrati di affreschi, dalla volta blu stellata alle pareti, che raccontano la storia della salvezza. È considerata uno dei capolavori dell’arte occidentale e dal 2021 fa parte del sito UNESCO dei cicli di affreschi del Trecento di Padova. Si trova nei Giardini dell’Arena, accanto ai Musei civici degli Eremitani, e si visita solo su prenotazione.
Enrico Scrovegni e l’antica arena
Nel febbraio del 1300 il ricco padovano Enrico degli Scrovegni comprò l’area dell’antica arena romana della città, dove costruì un grande palazzo; la cappella era il suo oratorio privato e il mausoleo della famiglia. Il padre Rinaldo era un usuraio, tanto che Dante lo mise all’Inferno tra gli usurai, ma la voce secondo cui Enrico avrebbe fatto costruire la cappella per espiare i peccati del padre non ha fondamento. La chiesa fu dedicata il 25 marzo 1303, giorno dell’Annunciazione, e consacrata due anni dopo, sempre il 25 marzo: in mezzo c’è il lavoro di Giotto, che in quegli anni era a Padova anche per la Basilica del Santo.
Nell’Ottocento i proprietari dell’area demolirono il palazzo per venderne i materiali, e anche la cappella rischiò di sparire. Nel 1880 la acquistò il Comune di Padova.
Gli affreschi di Giotto
La cappella è un’unica navata lunga circa 30 metri, con sei finestre su un solo lato. Giotto la dipinse con un progetto unitario, su quattro fasce sovrapposte:
- le storie di Gioacchino e Anna, di Maria e di Cristo: 39 scene che si leggono a spirale, dall’alto verso il basso, fino alla Pentecoste;
- i Vizi e le Virtù: 14 figure dipinte a monocromo, come se fossero statue, nella fascia più bassa;
- il Giudizio universale sulla parete d’ingresso, dove Enrico Scrovegni, inginocchiato, offre il modellino della cappella alla Vergine;
- la volta blu intenso, coperta di stelle d’oro e di tondi con Cristo, Maria e i profeti.
Le scene sono una rivoluzione: figure solide, spazi misurabili, sentimenti veri sui volti. Tra le più famose ci sono il Bacio di Giuda, con lo sguardo di Cristo e quello del traditore a pochi centimetri, e il Compianto sul Cristo morto. Nell’Adorazione dei Magi la stella cometa sarebbe la cometa di Halley, che Giotto aveva visto passare nel 1301. Ai lati dell’arco sopra l’altare due piccole stanze dipinte, i coretti, sembrano vere: sono tra i primi esempi di prospettiva nella pittura europea. Ogni 25 marzo, al mattino, un raggio di sole entra nella cappella e cade tra la mano di Enrico e quella della Madonna nel Giudizio universale.
Come si visita
Dopo il grande restauro del 2001-2002, per proteggere gli affreschi si entra a piccoli gruppi a orari fissi. Prima si sosta circa un quarto d’ora in una sala climatizzata accanto alla cappella, dove l’aria viene deumidificata e un video introduce il ciclo; poi si resta nella cappella per un altro quarto d’ora. Il biglietto, con l’orario d’ingresso, si prenota sul sito della cappella: chi arriva in ritardo perde il turno.
Con lo stesso biglietto si visitano i Musei civici degli Eremitani, con il museo archeologico e la pinacoteca; accanto c’è la chiesa degli Eremitani. Per il resto della città ci sono la guida su cosa vedere a Padova, la pagina sui musei di Padova e quella su Padova e la pianura padovana. Gli altri siti UNESCO della regione sono nella guida ai siti UNESCO del Veneto.
Per saperne di più
Fonti: Wikipedia (Cappella degli Scrovegni, Cicli di affreschi del XIV secolo di Padova, Coretti), Wikivoyage (Padova). Orari e prezzi cambiano: controllali sul sito ufficiale prima di prenotare.
Informazioni sul Comune
Padova è un comune italiano situato in provincia di Padova, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 208.202 abitanti e si estende su una superficie di 93,03 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.







