Chi arriva a Venezia in una giornata di novembre con il cielo basso e lo scirocco che risale da sud-est può trovarsi davanti a uno spettacolo insolito: piazza San Marco che si trasforma in uno specchio d’acqua, i veneziani che calzano stivali di gomma come fossero scarpe da passeggio, le passerelle di legno che attraversano i campi come ponti provvisori. Non è un’anomalia né un disastro annunciato: è l’acqua alta, un fenomeno antico quanto la città stessa, che la laguna conosce da secoli e che oggi si può prevedere con notevole anticipo.
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Cos’è l’acqua alta e perché si forma
Con il termine acqua alta si indicano i picchi di marea che superano la soglia ordinaria, al punto da provocare allagamenti nelle zone più basse di Venezia e di Chioggia. Il fenomeno nasce dalla combinazione di più fattori che si sommano fra loro, e non da una causa unica.
La marea astronomica
Il primo ingrediente è la marea astronomica, governata dall’attrazione della Luna e del Sole: un fenomeno regolare, calcolabile con precisione con anni di anticipo, che si accentua nei periodi di novilunio e plenilunio e in prossimità degli equinozi.
Lo scirocco e la bora
A questo si aggiunge il contributo meteorologico, molto più imprevedibile. Lo scirocco, soffiando da sud-est lungo tutto l’asse del mare Adriatico, spinge grandi masse d’acqua verso il fondo del bacino, proprio davanti alle bocche di porto della laguna. La bora, pur agendo in modo diverso, può a sua volta ostacolare il deflusso delle acque dai canali e dai fiumi del litorale veneto.
Le sesse, l’oscillazione nascosta del bacino
Meno nota al pubblico ma decisiva è la sessa: un’oscillazione naturale dell’intero bacino adriatico, che per la sua forma allungata si comporta come un grande catino che continua a "ondeggiare" anche dopo che il vento è cessato, con un periodo di circa ventuno-ventidue ore. Quando questa oscillazione si sovrappone al picco della marea astronomica, il livello dell’acqua può salire in modo repentino e difficile da prevedere nelle ultime ore.
A questi fattori naturali si sommano cause più lente: la subsidenza, cioè il lento sprofondamento del suolo veneziano, accentuato in passato dall’estrazione di acqua dalle falde per l’industria di Porto Marghera, e l’eustatismo, l’innalzamento generale del livello del mare legato ai cambiamenti climatici.
Quando succede e quanto può salire
Il periodo più esposto va dall’autunno alla primavera, con l’autunno come stagione di maggiore frequenza. In condizioni normali la marea nella laguna oscilla di sessanta-settanta centimetri nell’arco di circa dodici ore; quando il livello supera gli ottanta centimetri sullo zero mareografico di riferimento si parla di marea sostenuta, tra i centodieci e i centotrenta nove di marea molto sostenuta, e dai centoquaranta centimetri in su di marea eccezionale, con larghe porzioni della città coperte dall’acqua.
L’acqua granda del 1966
Il punto di riferimento assoluto resta il 4 novembre 1966, quando una violenta sciroccata combinata con piogge torrenziali e fiumi in piena portò il livello della marea a un valore record di centonovantaquattro centimetri sopra il medio mare. Fu l’aqua granda, come la chiamano ancora i veneziani: la città rimase senza energia elettrica per giorni, i negozi e le abitazioni ai piani terra furono devastati, e quell’evento drammatico spinse l’Italia a occuparsi seriamente della salvaguardia di Venezia.
Il 2019 e gli anni più recenti
Più vicino a noi, il 12 novembre 2019 la marea raggiunse un livello compreso fra i centottantasette e i centottantanove centimetri secondo le diverse stazioni di misura, il secondo valore più alto mai registrato dopo il 1966. Fu un evento eccezionale anche per la sua origine: la sovrapposizione fra il picco di marea astronomica, un livello medio del mare già insolitamente alto in quel novembre e il passaggio di un vortice ciclonico con venti molto intensi. Anche la tempesta Vaia, nell’ottobre del 2018, portò la laguna sull’orlo di un nuovo record, evitato soltanto perché il picco del vento coincise con la bassa marea astronomica.
Previsioni, sirene e passerelle
A occuparsi delle previsioni è il Centro previsioni e segnalazioni maree del Comune di Venezia, che dalla sede storica di Palazzo Cavalli elabora le stime di marea incrociando i dati delle stazioni lagunari con quelli della piattaforma in mare aperto gestita dall’ISMAR-CNR. Per un quadro più ampio sulle cause fisiche del fenomeno, è utile consultare gli approfondimenti pubblicati dall’Istituto di scienze marine del CNR.
Il sistema di allarme
Quando la previsione raggiunge o supera i centodieci centimetri, con circa tre ore di anticipo entra in funzione un sistema di sirene distribuito nei punti strategici della città. Il suono, diverso per intensità e numero di toni, comunica anche l’altezza prevista della marea, così che chi vive o lavora nelle zone più basse possa predisporre le paratie di protezione agli ingressi.
Le passerelle e gli stivali
Nei periodi più critici il Comune predispone un reticolo di passerelle in legno su supporti metallici, che collegano i principali snodi della città e restano percorribili fino a circa centoventi centimetri di marea, soglia oltre la quale iniziano a galleggiare. Per chi si muove in quei giorni, gli stivali di gomma alti al ginocchio sono l’unico equipaggiamento davvero efficace: si trovano facilmente nei negozi vicino a piazza San Marco e a Rialto.
Cosa cambia con il MOSE
Dal 2003 è in corso il progetto MOSE, un sistema di barriere mobili ancorate sul fondo delle tre bocche di porto della laguna, pensato per isolare temporaneamente Venezia dal mare durante i picchi di marea più pericolosi. Le paratie vengono attivate in presenza di previsioni superiori a una soglia di riferimento, lasciando invece ai rialzi delle pavimentazioni il compito di mitigare le mareggiate più modeste. Il sistema ha mostrato una buona efficacia nel contenere gli eventi eccezionali, anche se alcuni studi idrogeologici segnalano l’esigenza di monitorare i suoi effetti sulle barene, le isole di fango e vegetazione che costituiscono la naturale difesa della laguna.

Consigli pratici per chi visita Venezia
Chi programma un soggiorno nei mesi più esposti, da ottobre a marzo, può consultare la previsione di marea aggiornata direttamente sui canali ufficiali del Comune prima di uscire, e portare con sé un paio di stivali leggeri da riporre in valigia. Le calli più soggette agli allagamenti sono quelle intorno a piazza San Marco, tra le più basse della città, mentre i quartieri di Cannaregio e Dorsoduro, leggermente più elevati, risentono meno del fenomeno nelle mareggiate moderate.
Vale la pena ricordare che l’acqua alta non è un’emergenza quotidiana ma un evento stagionale, spesso di breve durata: nel giro di poche ore la marea rifluisce e le calli tornano asciutte. Per orientarsi tra la laguna, la terraferma e le altre località del Veneto toccate dal fenomeno delle maree, può essere utile consultare la mappa del Veneto, così come la pagina dedicata alla città lagunare nella guida di Venezia, per pianificare gli spostamenti con qualche margine di prudenza. Per i dati storici e le definizioni tecniche del fenomeno, la voce dedicata su Wikipedia resta una fonte di consultazione affidabile.
Foto di copertina: KlausFoehl, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Informazioni sul Comune
Venezia è un comune italiano situato in provincia di Venezia, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 249.385 abitanti e si estende su una superficie di 418,39 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.





















