C’è un momento, nelle settimane che precedono la Quaresima, in cui Venezia smette di essere soltanto una città d’acqua e diventa un palcoscenico. Le calli si riempiono di mantelli scuri e di volti bianchi senza espressione, Piazza San Marco si trasforma in un salotto mascherato dove per secoli si è giocato a sovvertire le regole sociali. Il Carnevale di Venezia non è un evento turistico nato ieri: è una stratificazione di riti antichi, sospensioni storiche e rinascite che vale la pena conoscere prima ancora di scegliere una maschera.
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Una storia lunga sette secoli
Le prime testimonianze di un Carnevale veneziano risalgono a un documento del doge Vitale Falier del 1094, dove compare per la prima volta la parola stessa. Ma è un editto del Senato della Serenissima del 1296 a dichiarare festivo il giorno che precede la Quaresima, sancendo ufficialmente la festa pubblica. Già dal 1271 si hanno notizie di botteghe artigiane dedicate alla produzione di maschere.

Per secoli il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al mercoledì delle Ceneri, raggiungendo il suo massimo splendore nel Settecento, quando Venezia divenne una meta ambita da visitatori di tutta Europa. Fu in quegli anni che la città conobbe anche le avventure di Giacomo Casanova, diventato quasi un simbolo del lato libertino della festa.
La caduta e il lungo silenzio
Con la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, sotto l’occupazione napoleonica prima e austriaca poi, il Carnevale fu abolito per timore di disordini popolari. L’uso delle maschere venne vietato quasi completamente, salvo rare eccezioni come il ballo della Cavalchina al Teatro La Fenice. Solo nelle isole della laguna, a Burano e a Murano, la tradizione sopravvisse in tono minore.
La rinascita del 1979
Quasi due secoli dopo, nel 1979, il Carnevale tornò grazie all’iniziativa di associazioni di cittadini e al sostegno del Comune di Venezia, del Teatro La Fenice, della Biennale e degli enti turistici locali. Da allora l’evento è cresciuto fino a diventare uno dei carnevali più noti al mondo, capace di richiamare ogni anno folle di visitatori da ogni continente.
Le maschere: un mestiere antico
Il travestimento è sempre stato il cuore pulsante della festa, perché garantiva anonimato e annullava, almeno per qualche settimana, le differenze di classe, sesso e religione. I mascareri, gli artigiani che realizzavano le maschere, furono riconosciuti come mestiere ufficiale con uno statuto datato 10 aprile 1436, ancora conservato nell’Archivio di Stato di Venezia.

Bauta, moretta e medico della peste
La bauta è forse il travestimento più identitario della città: una maschera bianca chiamata larva, indossata sotto un tricorno nero e completata da un ampio mantello scuro, il tabarro. La sua forma particolare, con il labbro superiore sporgente, permetteva a chi la indossava di mangiare e bere senza doverla togliere, garantendo un anonimato totale tanto agli uomini quanto alle donne.
La moretta, detta anche servetta muta, era invece un piccolo ovale di velluto scuro senza lacci, che la donna teneva in posizione mordendo un bottone interno: chi la indossava non poteva parlare, da cui il nome. Compare in diversi dipinti di Pietro Longhi, come nella celebre scena del Rinoceronte.
Il medico della peste, con il suo lungo becco e gli occhiali rotondi, non nasce come maschera carnevalesca ma come dispositivo sanitario adottato dai medici del Seicento per proteggersi dal contagio durante le epidemie di peste. Solo in epoca moderna è entrato a far parte dell’immaginario del Carnevale.
La colombina, mezza maschera che lascia scoperta la bocca, è invece una creazione più recente, nata come alternativa più leggera per chi non voleva coprire interamente il volto, e oggi è una delle più diffuse tra i visitatori.
Gli eventi che scandiscono la festa
Il Volo dell’Angelo
Il Volo dell’Angelo apre ufficialmente i festeggiamenti in Piazza San Marco. L’origine risale a un’esibizione di un funambolo turco che, verso la metà del Cinquecento, attraversò una corda tesa dal campanile di San Marco fino al Palazzo Ducale per rendere omaggio al Doge. Nel tempo lo spettacolo cambiò forma e nome, fino a diventare, dopo un incidente avvenuto nel 1759, il Volo della Colombina, con una figura simbolica che scende spargendo coriandoli sulla folla.
La Festa delle Marie
La Festa delle Marie rievoca un episodio medievale legato al rapimento di giovani veneziane da parte di pirati, e alla loro liberazione. Da quella vicenda nacque l’usanza di selezionare ogni anno dodici ragazze, due per ciascun sestiere, accompagnate in corteo dalla chiesa di San Pietro di Castello fino a Piazza San Marco. Caduta in disuso per secoli, la festa è stata ripristinata nel 1999, unendo la rievocazione storica a un moderno concorso di bellezza in costume.
Il concorso della maschera più bella
Tra gli appuntamenti più attesi del Carnevale moderno c’è il concorso per la maschera più bella, che si tiene in Piazza San Marco e viene giudicato da una giuria internazionale di costumisti e designer. Negli anni ha premiato creazioni elaborate, spesso ispirate a temi diversi di edizione in edizione, confermando quanto l’artigianato del costume resti centrale nella festa.
Dove trovare le maschere artigianali
Accanto alle maschere prodotte in serie, vendute ovunque nelle zone più turistiche, Venezia conserva ancora botteghe di mascareri che lavorano cartapesta, gesso e garza con le tecniche tramandate dal Quattrocento. Cercare queste botteghe nei sestieri meno battuti, lontano da San Marco, è il modo più autentico per portare a casa un oggetto fatto a mano piuttosto che un souvenir di produzione industriale. Vale la pena chiedere direttamente all’artigiano la provenienza dei materiali e il procedimento di lavorazione: è un dialogo che spesso racconta più di qualsiasi guida.

Informazioni pratiche per vivere il Carnevale
Le date del Carnevale cambiano ogni anno, perché legate alla Pasqua e quindi al calendario liturgico: i giorni clou restano il giovedì grasso e il martedì grasso, anche se le maggiori affluenze si registrano nei fine settimana. Per il calendario aggiornato e il programma ufficiale degli eventi conviene sempre consultare il sito ufficiale del Carnevale di Venezia.
Raggiungere la città in treno resta la soluzione più comoda, dato che i parcheggi di Tronchetto e Piazzale Roma si riempiono rapidamente nei giorni di festa e sono sconsigliati a chi arriva in auto. Per orientarsi tra Venezia e il resto della regione è utile consultare la mappa del Veneto, che aiuta a collocare la città lagunare rispetto alle altre destinazioni venete.
Chi vuole approfondire la storia della città al di là dei giorni di Carnevale può leggere la nostra guida di Venezia, utile anche per orientarsi tra sestieri, calli e campi nei periodi più tranquilli dell’anno. Per inquadrare la storia della manifestazione nel contesto più ampio della città, è disponibile anche la voce di Wikipedia dedicata al Carnevale di Venezia.
Oltre agli spettacoli in piazza, vale la pena perdersi tra i campi minori, lontano dal cuore di San Marco, dove la festa si vive tra osterie e bacari, con un’atmosfera più intima e meno affollata: è lì, tra un’ombra di vino e un piatto di cicchetti, che il Carnevale mostra il suo volto più autentico.
Informazioni sul Comune
Venezia è un comune italiano situato in provincia di Venezia, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 249.385 abitanti e si estende su una superficie di 418,39 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.





















