Nel cuore di Piazza San Marco, la Basilica di San Marco non si guarda: si abita, almeno per il tempo di alzare lo sguardo verso le sue cupole dorate e lasciare che gli occhi si abituino alla penombra dorata dell’interno. Chi arriva a Venezia con l’intenzione di vedere tutto in poche ore rischia di perdere il senso di questo luogo, pensato non per essere consumato in fretta ma per essere attraversato con lentezza, come facevano i dogi che qui venivano consacrati.
In questa pagina
Una storia che parte dall’828
La vicenda della basilica comincia con un furto sacro. Intorno all’828, due mercanti veneziani, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, sottrassero le reliquie di San Marco evangelista da Alessandria d’Egitto, nascondendole — secondo la tradizione — sotto carne di maiale per eludere i controlli dei doganieri musulmani, che evitavano di toccare l’animale ritenuto impuro. Le spoglie arrivarono così in laguna e il doge Giustiniano Particiaco ne dispose la custodia, facendo erigere una prima chiesa portata a termine entro l’836.

Quella costruzione originaria fu gravemente danneggiata da un incendio nel 976, durante la rivolta popolare contro il doge Pietro IV Candiano, e restaurata nel giro di pochi anni dalla famiglia Orseolo. È però probabilmente con il doge Domenico I Contarini, a partire dal 1063, che nasce l’edificio che oggi conosciamo: una ricostruzione su scala monumentale, ispirata alla perduta chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. La consacrazione ufficiale risale all’8 ottobre 1094, data in cui le reliquie del santo furono depositate nella nuova cripta.
La leggenda del ritrovamento
Secondo la tradizione, durante la cerimonia di consacrazione le reliquie di San Marco erano andate perdute e nessuno sapeva più dove fossero custodite. Dopo giorni di preghiere e digiuno, un pilastro della navata si sarebbe spaccato rivelando la cassetta con le spoglie del santo, mentre un profumo intenso si spargeva nella chiesa. Le reliquie riposano oggi nell’altare maggiore, dove sono custodite dal 1835.
Architettura bizantina, cupole e facciata
La pianta a croce greca, sormontata da una cupola centrale e quattro cupole minori sui bracci, richiama direttamente i modelli bizantini e in particolare la chiesa costantinopolitana dei Santi Apostoli. Le cupole, inizialmente basse secondo l’uso bizantino, furono sopraelevate nel corso del Duecento con calotte esterne in legno rivestite di piombo, che conferirono alla basilica il profilo bulboso e scenografico che ancora oggi domina la piazza.
La facciata occidentale, rivolta verso la piazza, è organizzata in due registri: quello inferiore, scandito da cinque profondi portali, fu progressivamente ricoperto da colonne preziose in gran parte giunte a Venezia come bottino dopo la Quarta crociata del 1204. Molti dei marmi, dei rilievi e delle sculture che oggi ornano l’esterno provengono infatti da chiese e palazzi di Costantinopoli, saccheggiati nel corso dei secoli e reimpiegati con grande abilità dagli artigiani veneziani.
I quattro cavalli e la terrazza
Sopra il portale centrale si trovano le copie dei celebri cavalli bronzei dorati, anch’essi trafugati a Costantinopoli e trasportati a Venezia dopo la Quarta crociata. Gli originali sono conservati all’interno del percorso del Museo di San Marco, mentre sulla terrazza esterna sono esposte le riproduzioni. Salire alla loggia superiore significa guadagnare uno dei punti di osservazione più suggestivi su piazza San Marco, sul bacino antistante e sulle cupole stesse viste da vicino.
Mosaici, Pala d’Oro e Tesoro
L’interno della basilica è interamente rivestito da mosaici a fondo oro che si estendono su una superficie di diverse migliaia di metri quadrati, risultato di una decorazione protratta per circa otto secoli. I più antichi, nell’atrio e nelle cupole, raccontano episodi del Vecchio Testamento e risalgono ai primi decenni del Duecento; all’interno prevalgono invece i cicli dedicati al Nuovo Testamento e alla vita di San Marco, con alcuni cartoni preparati, in epoche più tarde, da artisti come Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese.
La Pala d’Oro
Dietro l’altare maggiore si trova la Pala d’Oro, un paliotto in oro e argento dorato impreziosito da smalti bizantini e pietre semipreziose, commissionato a Costantinopoli agli inizi del XII secolo e più volte arricchito nei secoli successivi. È considerata uno dei massimi esempi di oreficeria medievale giunti fino a noi integri, ed è oggi protetta da una teca di vetro, dal momento che in epoca napoleonica alcune delle sue pietre preziose furono rimosse.
Il Tesoro di San Marco
Adiacente al presbiterio si trova il Tesoro di San Marco, una raccolta di oggetti preziosi — reliquiari, calici, icone — formatasi in gran parte con il bottino della Quarta crociata e in seguito arricchita nei secoli. Per approfondire la storia di questa collezione, divisa tra pezzi romani, bizantini, arabi e veneziani, è utile consultare la pagina dedicata su Wikipedia.
Visitare la basilica: regole e informazioni pratiche
L’ingresso alla basilica richiede un abbigliamento consono a un luogo di culto: spalle e ginocchia coperte, niente cappelli durante la visita. Zaini e borse voluminose solitamente non sono ammessi all’interno e vanno lasciati nei punti di deposito indicati nelle vicinanze della piazza.
Oltre alla basilica propriamente detta, è possibile visitare separatamente il Museo di San Marco, che custodisce i cavalli bronzei originali e permette l’accesso alla loggia e alla terrazza panoramica, oltre al Tesoro e alla Pala d’Oro, questi ultimi con ingresso a parte rispetto alla navata principale.
Orari di apertura, eventuali prenotazioni obbligatorie e costi dei biglietti per le sezioni a pagamento cambiano periodicamente: prima di organizzare la visita conviene sempre controllare il sito ufficiale della basilica, che riporta gli aggiornamenti su orari delle messe, chiusure straordinarie e modalità di accesso. Informazioni generali sulla basilica e sul contesto della piazza sono disponibili anche sul portale dell’ente nazionale del turismo.
Una basilica da vivere con calma
Chi visita Venezia inserendo la basilica in un itinerario di poche ore rischia di trasformarla in una tappa tra le tante. Vale invece la pena arrivare presto al mattino, prima dell’afflusso maggiore, per lasciare che la luce radente attraversi le finestre e accenda lentamente l’oro dei mosaici. È uno dei pochi momenti in cui la basilica torna a essere, come fu per secoli, un luogo di silenzio prima che di passaggio. Per organizzare il resto della giornata tra calli e campi della città, la guida completa per visitare Venezia resta il punto di partenza più utile.
Informazioni sul Comune
Venezia è un comune italiano situato in provincia di Venezia, nella regione Veneto. Il comune ha una popolazione di 259.263 abitanti e si estende su una superficie di 415,94 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.





















