Il campanile di Curon che spunta dalle acque del lago di Resia è una delle immagini più conosciute dell’Alto Adige. È tutto ciò che resta del vecchio paese di Curon Venosta, sommerso nel 1950 per costruire la diga. Il lago è in alta Val Venosta, a 1.498 metri, vicino al passo di Resia e al confine con l’Austria e la Svizzera.
Il lago e la diga
Presso il passo di Resia c’erano tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon (o lago di Mezzo) e il lago di San Valentino alla Muta. L’idea di usarli per produrre energia idroelettrica risaliva al 1910; i lavori, cominciati nel 1939 e interrotti dalla guerra, ripresero nel 1946 e la diga fu inaugurata il 28 agosto 1949. Il livello dell’acqua salì di 22 metri rispetto al lago di Resia e di 27 rispetto a quello di Curon, e i primi due laghi diventarono uno solo, lungo 6 chilometri e largo al massimo 1. Con 120 milioni di metri cubi è il lago più grande della provincia di Bolzano.
Il paese sommerso
Il prezzo fu altissimo: 163 case e 523 ettari di frutteti finirono sott’acqua, il centro di Curon fu raso al suolo e quello di Resia in parte, e i due paesi furono ricostruiti più in alto. Gli abitanti protestarono a lungo, arrivando a chiedere aiuto al Papa, senza riuscire a fermare l’opera.
Dall’acqua emerge la parte alta del campanile romanico del 1357, che apparteneva alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria: la chiesa fu ricostruita tra il 1832 e il 1838, ma il campanile restò quello antico. D’inverno, quando il lago gela, si può raggiungere a piedi.
La visita
Il campanile si vede dalla strada statale del passo di Resia e dalla riva del lago, dove passa anche la pista ciclabile della Val Venosta. Le altre cose da vedere nella valle, da Glorenza all’abbazia di Monte Maria, sono nella pagina Val Venosta.
Fonti: Wikipedia (Lago di Resia, Curon Venosta).
Informazioni sul Comune
Curon Venosta è un comune italiano situato in provincia di Bolzano, nella regione Trentino-Alto Adige. Il comune ha una popolazione di 2.398 abitanti e si estende su una superficie di 209,65 km². Geograficamente appartiene alla macroregione dell’Italia settentrionale.



